Cambia il destino degli Zingari in Italia: approvata risoluzione del Parlamento Europeo sulla base del documento/mozione del Gruppo EveryOne.


Il Gruppo EveryOne aveva inviato all’Assemblea del Parlamento Europeo, sabato 10 novembre scorso, con l’appoggio ufficiale di esponenti radicali italiani, un documento/mozione per combattere il fenomeno della discriminazione in Italia dei popoli Zingari.


Il 15 novembre il Parlamento ha pubblicato la Risoluzione dell’applicazione della direttiva 2004/38/CE, “rispondendo” a tutti i punti elencati da Everyone Group.


“Un risultato storico, che dimostra, rassicurandoci, che l’Europa può ancora essere un esempio per la promozione e la salvaguardia dei diritti umani, anche dei più deboli e dei più emarginati”. Commentano così gli attivisti del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau, Saimir Mile che ha collaborato attivamente alla stesura del documento di EveryOne – la decisione del Parlamento Europeo di approvare, in data 15 novembre 2007, una risoluzione sull'applicazione della direttiva 2004/38/CE, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.  La Risoluzione è un severo monito alle Istituzioni italiane affinché interrompano la posizione di discriminazione e oppressione dei Rom e un invito a comprendere e attuare pienamente e senza cercare scappatoie la Direttiva 2004/38/CE. La risoluzione europea focalizza l’attenzione sulla cultura del pregiudizio che si è diffusa a tutti i livelli in Italia  e sugli abusi commessi dalle autorità. “I Rom sono ancora oggetto di discriminazioni e di ingiustizie nel territorio dell'Unione e la loro integrazione, il loro inserimento sociale e la tutela della loro esistenza e delle loro tradizioni […] sono, purtroppo, obiettivi ancora da conseguire”. In molteplici passaggi si fa riferimento all'atteggiamento di Istituzioni e media verso gli Zingari soprattutto in seguito al tragico omicidio di Giovanna Reggiani: dall’aggressione razzista subita da quattro cittadini Rom a Roma agli altri eventi segnati da xenofobia. La risoluzione, prima di ammonire il governo italiano, analizza avvenimenti politici come l'incontro fra Prodi e il premier romeno Tariceanu e alla loro lettera congiunta sul tema della minoranza Rom che hanno inviato al presidente della Commissione Barroso, il quale in risposta li invitava combattere fattivamente la discriminazione contro i nomadi. Il Parlamento Europeo, che ha approvato il documento a larga maggioranza, condanna le dichiarazioni di personalità pubbliche quando possono essere intese come un “incoraggiamento al pregiudizio verso determinati gruppi della popolazione” (si ricordino, per esempio, le esternazioni del leader del PD e sindaco di Roma Walter Veltroni, che presentavano Rom e Sinti come popoli dediti al crimine, riprese dal settimanale Newsweek, in uno speciale del 5 ottobre scorso) o le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini, Vice-Presidente della Commissione Europea, il quale - come altre personalità della politica italiana - ha promosso idee che contrastano con le norme che tutelano le minoranze e proposto, fra l'altro, di deportare i Rom nei Paesi da cui sono fuggiti per indigenza o persecuzione, anziché provvedere a sostenere le loro famiglie e inserirli gradualmente nel mondo del lavoro, dell'istruzione, della vita sociale e culturale. Al punto 14, la risoluzione europea riprende le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana proprio da Franco Frattini in occasione dei gravi episodi verificatisi a Roma. Roberto Malini del Gruppo EveryOne aveva scritto più volte allo Europe Direct, sottolineando quanto le dichiarazioni di Frattini fossero contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE. L’Assemblea Parlamentare europea ha chiesto pertanto al Vice-Presidente della Commissione, su sollecito di EveryOne “di rispettare pienamente la direttiva”.

“La risoluzione del Parlamento Europeo risponde punto per punto al nostro documento” dichiarano soddisfatti i leader di EveryOne Malini, Pegoraro e Picciau. “La mozione che abbiamo presentato il 3 novembre focalizzava i suoi punti sulla necessità di intimare alle Istituzioni italiane lo stop della campagna xenofoba e razziale contro i popoli Zingari; chiedevamo lo stop degli sgomberi sommari e delle espulsioni ingiuste; chiedevamo programmi di immediato aiuto sociale alle popolazioni Rom, Sinti, Kalè ecc. presenti sul nostro Territorio” continuano. L’Assemblea Parlamentare ha risposto approvando un sollecito immediato alla facilitazione dell’integrazione nella comunità delle popolazioni meno avvantaggiate e promuovendo la cooperazione fra gli Stati membri in termini di gestione dei movimenti della loro popolazione, in particolare mediante programmi di sviluppo e di aiuto sociale inclusi nei Fondi strutturali europei.

Il documento/mozione del Gruppo EveryOne annoverava, tra gli altri sostenitori, Associazioni di fama internazionale per i diritti di Rom, Sinti e Kalè, tra cui “La Voix des Rroms” di Parigi, la “Gipsy Lore Society” degli USA, la “Union Gypsy”, “Roma Right Watch” e la “Union Romani” sempre al fianco del Gruppo EveryOne contro la discriminazione dei popoli nomadi presenti in Italia. EveryOne si è inoltre avvalso della consulenza di Matt T. Salo, Presidente della “Gypsy Lore Society” (Usa), di Saimir Mile (neo-membro del Gruppo EveryOne), Rom di origine albanese, giurista, docente di cultura Rom, Sinti e Kalé presso l'Università di Parigi, Segretario Generale del Centro di Ricerca e di Azione in Francia su tutte le forme di razzismo, e di Marcel Courthiade, professore emerito, titolare della cattedra di lingua e civiltà Rom, Sinti e Kalé presso l'Università di Parigi.

“Il Gruppo EveryOne ringrazia in particolar modo i Radicali italiani,” continuano gli attivisti “che, grazie al contributo di Sergio Rovasio, Segretario Nazionale della Rosa Nel Pugno, del funzionario Ottavio Marzocchi, Presidente della Commissione Libertà Civili alla Commissione Europea, e dell’europarlamentare Marco Cappato, hanno saputo unire la loro voce, sempre attenta ai diritti delle minoranze e autorevole in ogni sede istituzionale, a quella del Gruppo EveryOne, delle associazioni europee che cooperano per il miglioramento della vita delle popolazioni zingare e dei Parlamentari europei che non si sono allontanati dalla via dei Diritti Umani. “Ci auguriamo” concludono i leader di EveryOne “che l’Italia sospenda immediatamente la campagna razziale anche sotto le pressioni dell’intera Europa e che vengano attuate nell’immediato tutte le misure per affrontare la problematica Rom non attraverso le espulsioni ma con programmi di integrazione e aiuto che impediscano a migliaia di famiglie innocenti di non usufruire di basilari diritti di libertà e cittadinanza, e che privano da anni e anni centinaia di migliaia di persone della dignità umana”.

Il Gruppo EveryOne rilancia con forza il progetto Romanesia, mirato sia ad assicurare a Rom e Sinti una più facile convivenza con la cittadinanza italiana – con la possibilità di vivere in case o luoghi attrezzati, l'opportunità di consentire a bambini e ragazzi un accesso all'istruzione e la possibilità di lavorare –, sia di creare fattorie collettive in Romania, dove le famiglie Rom possano sviluppare le attività in cui eccellono, dall'allevamento all'agricoltura biologica, abitando in case progettate secondo le loro stesse esigenze e costruite da imprese gestite da Rom. Naturalmente, dopo un'attenta verifica delle condizioni di vita e alle possibilità di accesso al lavoro, all'istruzione e a un'esistenza dignitosa che le Istituzioni romene permettono agli Zingari, che fino al momento attuale sono insufficienti a causa di una politica discriminatoria colpevole, che presto il Gruppo EveryOne porterà a conoscernza delle autorità internazionali.


La Mozione contro la discriminazione degli Zingari e il Progetto Romanesia sono presenti al seguente link: Mozione per intervenire contro la campagna razziale in corso in Italia contro i Rom e i Sinti


Alleghiamo qui di seguito il testo della Risoluzione del Parlamento Europeo in risposta alla Mozione del Gruppo EveryOne, dal Gruppo ALDE, dal PSE, dal Gruppo Verts/ALE, dal Gruppo GUE/NGL.


For EveryOne Group: Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau, Salvatore Conte, Saimir Mile, Ahmad Rafat, Aisha Ayari, Arsham Parsi, Laura Todisco, Glenys Robinson, Steed Gamero, Fabio Patronelli, Alessandro Matta, Christos Papaioannou, Stellian Covaciu, Udila Ciurar


Gruppo EveryOne - Info: + 39 334 8429527

info@everyonegroup.com :: www.everyonegroup.com

(Ulteriori informazioni: www.annesdoor.com)








Testi approvati dal Parlamento

Giovedì 15 novembre 2007 - Strasburgo

Edizione provvisoria

Applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri

Directive 2004/38/EC - P6_TA-PROV(2007)0534 - B6-0462, 0463, 0464, 0465/2007


Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2007 sull'applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri

Il Parlamento europeo ,

–   visti gli articoli 2, 6, 13 e 29 del Trattato sull'Unione europea,

–   visti gli articoli 61, 62 e 64 del Trattato che istituisce la Comunità europea,

–   visti gli articoli 6, 19 e 45 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("Carta dei diritti fondamentali"),

–   vista la direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri(1) ,

–   vista la Convenzione-quadro del Consiglio d'Europa per la tutela delle minoranze nazionali,

–   viste le sue risoluzioni sulla libera circolazione delle persone, la lotta contro le discriminazioni e, segnatamente, la sua risoluzione del 28 aprile 2005 sulla situazione dei Rom nell'Unione europea(2) ,

–   visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.   considerando che la libera circolazione delle persone è una libertà fondamentale e inalienabile, riconosciuta ai cittadini dell'Unione dai trattati nonché dalla Carta dei diritti fondamentali, e che essa costituisce uno dei pilastri della cittadinanza europea,

B.   considerando che, per tale ragione, la direttiva 2004/38/CE relativa alla libera circolazione dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari, pur prevedendo che uno Stato membro possa allontanare un cittadino dell'Unione, inquadra tale possibilità entro limiti ben precisi onde garantire le libertà fondamentali,

C.   considerando che la sicurezza e la libertà sono diritti fondamentali, e che l'Unione ha come obiettivo garantire ai suoi cittadini un livello elevato di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia,

D.   considerando che la criminalità organizzata e la tratta degli esseri umani costituiscono sfide di portata transnazionale e che la libera circolazione nello spazio europeo è altresì basata su un rafforzamento della cooperazione giudiziaria e di polizia a livello europeo nelle attività di indagine e di perseguimento giudiziario, con il sostegno di Eurojust e Europol,

E.   considerando che il rispetto delle leggi di ogni Stato membro è una condizione essenziale per la coesistenza e l'inclusione sociale nell'Unione, che ogni individuo ha l'obbligo di rispettare il diritto dell'Unione e le leggi in vigore nello Stato membro in cui si trova, che la responsabilità penale è sempre personale, che i cittadini dell'Unione, oltre ad avvalersi dei diritti e delle libertà loro conferite dal trattato, devono espletare le formalità connesse all'esercizio di tali diritti, con particolare riguardo alle normative europee e alla legislazione dello Stato ospitante,

F.   considerando che tutte le legislazioni nazionali sono tenute a rispettare i principi e le disposizioni definiti dalla direttiva 2004/38/CE,

G.   considerando che la lotta contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia nonché contro qualsiasi forma di discriminazione fa parte dei principi fondamentali sui quali è fondata l'Unione,

H.   considerando che, in conformità del principio che vieta la discriminazione fondata sulla nazionalità, ogni cittadino dell'Unione e i suoi familiari che soggiornano liberamente e legalmente in uno Stato membro devono godere in tale Stato della parità di trattamento rispetto ai cittadini nazionali,

I.   considerando che i Rom sono ancora oggetto di discriminazioni e di abusi nel territorio dell'Unione e che l'integrazione, l'inserimento sociale e la protezione di tale minoranza sono, purtroppo, obiettivi ancora da conseguire,

J.   considerando l'aggressione brutale e l'omicidio di una donna a Roma, di cui è accusato un cittadino rumeno,

K.   considerando l'aggressione razzista subita da cittadini rumeni, che ha fatto seguito a tale episodio,

L.   considerando che ci si aspetta dalle personalità pubbliche che si astengano dal rilasciare dichiarazioni che rischiano di essere intese come un incoraggiamento alla stigmatizzazione di determinati gruppi della popolazione,

M.   considerando l'iniziativa congiunta del Primo ministro rumeno e del Presidente del Consiglio italiano nonché la lettera congiunta sul tema della minoranza Rom che hanno inviato al Presidente della Commissione,

1.   esprime il proprio dolore per l'assassinio della signora Giovanna Reggiani, avvenuto a Roma il 31 ottobre scorso 2007, e presenta sentite condoglianze ai suoi familiari"

2.   ribadisce il valore della libertà di circolazione delle persone quale principio fondamentale dell'Unione, parte costitutiva della cittadinanza europea ed elemento fondamentale del mercato interno;

3.   riafferma l'obiettivo di fare dell'Unione e delle collettività uno spazio in cui ogni persona possa vivere vedendosi garantito un elevato livello di sicurezza, libertà e giustizia;

4.  Notes that Directive 2004/38/EC circumscribes the possibility of expelling a Union citizen within very clearly defined limits and that, specifically,


under Article 27, Member States may not restrict freedom of movement and residence other than on grounds of public policy, public security or public health, and those grounds may not be invoked to serve economic ends; any measures taken must accord with the principle of proportionality and be based solely on the personal conduct of the individual concerned and on no account on considerations of general prevention;

 –

under Article 28, any expulsion decision must be preceded by an assessment designed to allow for the personal circumstances of the individual concerned, taking into account, for example, the duration of his/her residence, his/her age, his/her state of health, and family and economic situation, and the extent to which he/she has integrated in the host Member State;

 –

under Article 30, the persons concerned must be notified in writing of expulsion decisions and in such a way that they are able to comprehend their contents and implications, and must be informed precisely and in full of the grounds of the decision, of the court or administrative authority and time-limits for appeal and, if appropriate, of the time allowed for them to leave the country, which must not be less than one month from notification;

 –

under Article 31, the persons concerned must have access to judicial and administrative redress procedures to appeal against the expulsion decision in the host Member State, and have a right to apply for an interim order to suspend the enforcement of the decision, which must be granted, except in specific cases;

 –

under Article 36, sanctions laid down by Member States must be effective and proportionate;

 –

under recital 16 and Article 14, a citizen may be expelled if he/she imposes an unreasonable burden on the host Member State's social assistance system, subject to the proviso, however, that each individual case must be thoroughly examined and that the above condition cannot, under any circumstances, be considered sufficient in itself to justify automatic expulsion;


5.   ribadisce che qualsiasi legislazione nazionale deve rispettare rigorosamente tali limiti e garanzie, compreso l'accesso a un ricorso alle vie legali contro l'allontanamento e all'esercizio dei diritti della difesa e che qualsiasi eccezione definita dalla direttiva 2004/38/CE deve essere interpretata in modo restrittivo; ricorda che le espulsioni collettive sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;

6.   si compiace della visita effettuata dal Primo ministro rumeno in Italia e della dichiarazione congiunta di Romano Prodi e Călin Popescu-Tăriceanu; manifesta il proprio appoggio all'appello del Presidente del Consiglio e del Primo ministro per l'impegno dell'Unione a favore dell'integrazione sociale delle popolazioni meno avvantaggiate e della cooperazione fra gli Stati membri in termini di gestione dei movimenti della loro popolazione, in particolare mediante programmi di sviluppo e di aiuto sociale inclusi nei Fondi strutturali;

7.   invita la Commissione a presentare senza ritardi una valutazione esauriente dell'attuazione e del corretto recepimento, da parte degli Stati membri, della direttiva 2004/38/CE nonché a presentare proposte, a norma dell'articolo 39 di tale direttiva;

8.   fatte salve le competenze della Commissione, incarica la propria commissione parlamentare competente di effettuare entro il 1° giugno 2008, in collaborazione con i parlamenti nazionali, una valutazione dei problemi di recepimento di tale direttiva in modo da mettere in evidenza le migliori prassi nonché le misure che potrebbero portare a discriminazioni tra i cittadini europei;

9.   invita gli Stati membri a superare qualsiasi esitazione e a procedere più rapidamente al rafforzamento degli strumenti di cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale a livello dell'Unione per garantire una lotta efficace contro la criminalità organizzata e la tratta degli esseri umani, fenomeni di dimensione transnazionale, garantendo, al contempo, un quadro uniforme di garanzie procedurali;

10.   respinge il principio della responsabilità collettiva e ribadisce con forza la necessità di lottare contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e qualsiasi forma di discriminazione e stigmatizzazione basate sulla nazionalità e sull'origine etnica, come previsto dalla Carta dei diritti fondamentali;

11.   ricorda alla Commissione che è urgente presentare una proposta di direttiva orizzontale contro tutte le discriminazioni menzionate all'articolo 13 Trattato CE, prevista nel programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2008;

12.   ritiene che la protezione dei diritti dei Rom e la loro integrazione costituiscano una sfida per l'Unione nel suo complesso e invita la Commissione ad agire senza indugio elaborando una strategia globale per l'inclusione sociale dei Rom, facendo ricorso, segnatamente, alle linee di bilancio disponibili nonché ai Fondi strutturali per sostenere le autorità nazionali, regionali e locali nei loro sforzi atti a garantire l'inclusione sociale dei Rom;

13.   propone l'istituzione di una rete di organizzazioni che si occupino dell'integrazione sociale dei Rom nonché la promozione di strumenti volti ad aumentare la consapevolezza in materia di diritti e doveri dei Rom, ivi compreso lo scambio di migliori prassi; considera, a questo proposito, molto importante una collaborazione intensa e strutturata con il Consiglio d'Europa;

14.   ritiene che le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione, in occasione dei gravi episodi verificatisi a Roma, siano contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE, direttiva che gli si chiede di rispettare pienamente;

15.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.



(1) GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77.

(2) GU C 45 E del 23.2.2006, pag. 129.




 

Sunday, November 18, 2007

Cambia il destino degli Zingari in Italia

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