di Natale Adornetto
Un libro per capire l'orrore del TSO
Il romanzo delinea la storia originale del protagonista a confronto con le problematiche esistenziali e il disagio psichico, che lo porta a subire il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio, cioè ricovero coatto, imposto e forzato nei reparti di psichiatria degli ospedali per almeno 7 giorni contro la volontà del malcapitato, il quale subisce pesantissimo trattamento farmacologico e viene legato al letto se si rifiuta di assumere psicofarmaci, letto in cui la persona viene ugualmente riempita di dannosissimi psicofarmaci).
Il protagonista – effervescente persona piena di vita, d’amore e di gioia di vivere, giovane con una vivacità mentale straordinaria, uomo che viene nutrito dalle deliziose sensazioni di cui è stracolma la sua anima e brillante studente universitario di psicologia – viene completamente devastato, sminuzzato e triturato sia nel fisico che nello psichico dal doppio violento impatto col TSO e con le overdosi di psicofarmaci, che, eufemisticamente, sono così chiamati ma di fatto sono droghe, droghe delle più potenti e pericolose.
L’autore, dopo la narrazione di tutta la vita precedente del protagonista sin dalla nascita, racconta come questi vive la situazione in cui l’hanno fatto precipitare col TSO (dalle stelle alle stalle) e come a poco a poco, dopo mesi e mesi e dopo impegnative, dure, spossanti, difficilissime e sfibranti lotte, ricomincia a riprendersi e ad essere nuovamente se stesso. Se stesso; ma non più se stesso…
Il libro evidenzia chiaramente e senza equivoci come si vive prima del TSO e dopo questi: il protagonista passa dal pieno fulgore all’essere ridotto peggio di una larva.
Per colpa del TSO e degli psicofarmaci perde tutto ciò che aveva – gioia di vivere, vivacità intellettuale, brillantezza, sensazioni, poeticità, effervescenza e quant’altro: tutto di tutto di tutto. È costretto ad abbandonare gli studi, rimane con ossa e muscoli massacrati e doloranti e per mesi non riesce ad alzarsi dal letto, e viene assalito e sommerso da tutta una sequele di gravissimi ed invalidanti effetti postumi dovuti alla somministrazione violenta e brutale di psicofarmaci.
Questi sono i motivi principali che hanno spinto l’autore a scrivere l’opera, OPERA CHE RACCONTA UNA STORIA VERA, una sciagura realmente accaduta, onde denunziare il barbaro, bieco, cinico, crudele e spietato operato della laida, truce, malvagia, bestiale, feroce, abominevole e disumana psichiatria.
Romanzo di grande forza sul piano allegorico e testo che va controcorrente, criticando la profonda ingiustizia del TSO e della prescrizione e somministrazione di psicofarmaci – droghe farmaceutiche autorizzate dallo Stato.
“Nessuno dovrebbe essere privato della libertà a meno che non sia stato dimostrato colpevole di un crimine. Privare una persona della libertà per quello che viene chiamato “il suo bene” è immorale” (Thomas Szasz, Professore di psichiatria emerito presso lo Health Science Center, State University di Syracuse, New York. Szasz è un critico dei fondamenti morali e scientifici della psichiatria. Ha definito la psichiatria "un crimine contro l'umanità".
La Provincia Regionale di Catania/Assessorato alle Politiche Culturali, stimando l’opera valida e pregevole, ha acquistato 188 copie del libro.
Il volume è stato vivamente apprezzato da Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana ([…] “opera così intensa e fonte di una pluralità di sensazioni” […]).
Il testo ha vinto il 2° Premio Assoluto nella sezione narrativa del concorso letterario “Premio Nazionale Histonium” (2007).
Madrina dell’iniziativa e della presentazione è la dottoressa Serafina Perra, che, ovviamente, come l’autore, sarà presente e parteciperà alla serata.



















