La persecuzione che le istituzioni italiane perpetrano contro gli Zingari, descritta efficacemente da Barbie Nadeau nell'articolo "New Union, Old Prejudices" (Newsweek del 5 ottobre 2007)  si è fatta ancora più feroce.



L'omicidio di Giovanna Reggiani, di cui è accusato un Rom, ha innescato una spaventosa campagna razziale condotta dai politici e dai media italiani. Il giorno successivo al crimine, è stata approvata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la delibera che prevede la possibilità di allontanare i cittadini comunitari per esigenze di pubblica sicurezza.  Di fatto, è iniziata una tragica sequenza di sgomberi e di espulsioni in tutta Italia, che riguardano i soggetti più deboli che vivono ai margini delle città: famiglie nomadi messe sulla strada in pieno inverno, circondate dall'odio razziale della gente comune, condizionata dalla vasta campagna mediatica diretta a criminalizzare gli Zingari. Il ministro degli esteri Romeno ha protestato ufficialmente contro il diffondersi della xenofobia in Italia, soprattutto dopo una spedizione punitiva compiuta da una banda di dieci razzisti armati e con i volti coperti che hanno aggredito a Roma quattro Zingari, pestandoli selvaggiamente e riducendone uno in gravi condizioni. Il nomade è ricoverato all'ospedale di Viterbo. Intanto i leader dei partiti di sinistra e destra si danno la mano nel fomentare odio con le loro dichiarazioni. Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale ed esponente di punta della Casa delle Libertà, propone quale soluzione del problema la "distruzione degli accampamenti e l'espulsione di chi non ha mezzi di sostentamento". Questo significa che migliaia di poveri, al 50% bambini, senza alcuna assistenza, malvestiti e malnutriti, spesso malati dovrebbero procurarsi entro 3 mesi dal loro arrivo in Italia un lavoro a tempo indeterminato e un alloggio adeguato al numero dei componenti la famiglia: una condizione che solo pochi fortunati italiani hanno garantita. Ma la maggior parte dei politici italiani, di destra e sinistra, è sulla stessa linea, salvo i gruppi tradizionalmente legati alle battaglie per i diritti umani. 

Lo stesso Fini pubblica sul Corriere della Sera del 4 novembre 2007 un'intervista in cui invoca contro gli Zingari "una politica fatta di rigore, espulsioni, ordine, legalità". E chiarisce così la sua crociata: «E sull’integrazione bisogna essere chiari: c’è chi non accetta di integrarsi, perché non accetta i valori e i principi della società in cui risiede». «Mi chiedo come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto, il non lavorare perché devono essere le donne a farlo magari prostituendosi, e non si fa scrupolo di rapire bambini o di generare figli per destinarli all’accattonaggio. Parlare di integrazione per chi ha una "cultura" di questo tipo non ha senso». Fini tira fuori contro gli Zingari gli stessi pregiudizi che usò la propaganda nazifascista e, nei secoli ancora precedenti, la Santa Inquisizione, fra cui lo spauracchio dello Zingaro "rapitore di bambini". Negli ultimi cento anni, in realtà, non risulta in Italia una sola condanna comminata a uno Zingaro per rapimento di bambini. In un momento di grande tensione fra i cittadini italiani e gli Zingari, i media continuano a fomentare odio. Roberto Calderoli della Lega Nord afferma: «Le ronde sono l'unica forma possibile di legittima autodifesa per i cittadini. Ronde a cui io stesso parteciperò». In un Paese civile, «non amministrato dagli amici degli Zingari, dei terroristi, dei delinquenti e dei lazzaroni, i sopra citati Zingari verrebbero immediatamente allontanati, metaforicamente parlando, a calci nel sedere".

E' ancora in ospedale il Romeno pestato selvaggiamente da una squadra di razzisti romani, che già il Corriere della Sera pubblica un sondaggio a firma Renato Mannheimer, mirato a presentare i nomadi come l'etnia più "antipatica" fra quelle che vivono in Italia. Scrive il giornalista: “Al riguardo, se si domanda agli italiani 'qual è la prima cosa che le viene in mente se le dico la parola Zingaro (o Rom)?”, la risposta più frequente (la dice più di un intervistato su quattro) è 'ladri', seguita, subito dopo, da 'nomadi'. Di fronte a questa situazione, non sorprende il fatto che il 70% degli italiani ritiene difficile, se non impossibile, una convivenza con gli Zingari". Walter Veltroni, sindaco di Roma e leader del PD invoca "un intervento straordinario, d'emergenza. Non si può girare intorno al problema, è una grande questione nazionale che riguarda tutte le grandi città". Veltroni si riferisce a un intervento di polizia, con sgomberi e deportazioni verso la povertà e la morte in Romania o in paesi in cui sono ancora in atto persecuzioni contro i nomadi, non a un intervento umanitario, di fronte alla tragedia di un popolo ridotto in condizioni così tragiche da avere una speranza media di vita di 47 anni, contro gli 80 degli altri cittadini europei. Bisogna inoltre sottolineare come l'Italia strumentalizzi la direttiva Ue 2004/38/CE sulla libera circolazione dei cittadini comunitari attraverso il decreto legislativo 30 del 6 febbraio scorso, che di fatto è una legge razziale, perché sia "l'allontanamento per mancanza dei mezzi di sussistenza", sia "l'allontanamento per ragioni di pubblica sicurezza" avvengono in violazione di tutte le Convenzioni sui Diritti Umani e sulla Tutela delle Minoranze (fra cui la Dichiarazione di Copenaghen del 1993).

La "pericolosità" dei soggetti allontanati è decisa da autorità che non hanno una cultura antirazzista (vedasi il caso del Rogo di Livorno, in cui, nonostante l'assassinio di quattro bambini Zingari sia stato rivendicato da un gruppo razzista, le autorità hanno imprigionato e condannato i genitori delle piccole vittime, che ora sono a rischio di espulsione perché "pericolosi"!) mentre la povertà causata dalla discriminazione e dalla mancanza di progetti di inserimento al lavoro non può costituire motivo di espulsione. Gli Zingari in questa Italia razzista non hanno possibilità di trovare lavoro e casa e la sola direttiva dovrebbe essere quella di tutelare i loro diritti a procurarsi mezzi di sostentamento e alloggio. Lo sappiamo bene noi del Gruppo EveryOne, che troviamo infiniti ostacoli quando cerchiamo di procurare un lavoro e una casa agli Zingari, nonostante finanziamo personalmente i primi mesi di affitto e le continue emergenze. Lo stesso vale per l'opera antirazzista e umanitaria delle poche associazioni che si impegnano realmente per i diritti dei popoli Zingari. La Chiesa fa poco, lo Stato niente. 

L'Italia perseguita gli Zingari da sempre, costringendoli a vivere nei luoghi più sporchi, inquinati e degradati. Amnesty International ha denunciato gli abusi delle forze dell'ordine sugli Zingari, specie i bambini. La stampa italiana conduce da tanto tempo una campagna calunniosa e infamante contro i nomadi, presentandoli al pubblico come ladri, sfruttatori di minori, pigri, rapitori di bambini, violenti. Come abbiamo scritto sopra, di fronte ai magistrati, gli Zingari non hanno possibilità di difendersi e per evitare condanne sono spesso costretti a patteggiare pene per reati che non hanno commesso. Quando un campo viene sgomberato, una processione di famiglie disperate e macilente, con abiti inadeguati, spesso a piedi nudi, senza cibo né farmaci, è costretta a vagare finché non trova un nuovo squallido rifugio, da dove presto sarà ancora una volta scacciata dalle autorità, che usano metodi durissimi con uomini, donne e bambini. Gli Zingari sono in realtà popoli pacifici, che per secoli furono schiavi in Romania e perseguitati in Europa, che ebbero da 500 mila a un milione di vittime durante l'Olocausto e a cui l'Italia post-fascista e la Germania post-nazista non restituirono le migliaia di case e proprietà requisite né i diritti di sosta nei campi, che in Italia erano 10 mila, alcuni dei quali adibiti agli accampamenti dei nomadi da secoli.  Stiamo assistendo a un nuovo Olocausto, che avviene nell'indifferenza generale e che istituzioni e informazione - sempre più razziste - nascondono, coprendosi a vicenda i loro crimini contro un popolo. I bambini, le donne, gli uomini Zingari che muoiono in questo sterminio nascosto sono migliaia e di loro non si parla né si scrive. Le poche associazioni per i diritti umani che si battono per i diritti dei nomadi subiscono ogni genere di pressione e di minaccia; i giornali, la televisione e la radio censurano la loro opera di divulgazione. I docenti di cultura Rom, Sinti e Kalé presso l'Università di Parigi Marcel Courthiade (professore responsabile) e Saimir Mile (membro del dipartimento cultura e diritti Rom, Sinti e Kalé del Gruppo EveryOne) concordano con l'analisi della situazione italiana espressa in più occasioni dal nostro Gruppo e affermano di rilevare "molti parallelismi con la fase iniziale del fascismo".

E' necessario che l'Europa intervenga con ispezioni serie e con provvedimenti severi, perché la persecuzione che l'Italia attua contro i popoli Zingari, in violazione dei più elementari diritti umani, deve essere inaccettabile in un mondo democratico e civile. Ecco perché chiediamo urgentemente un intervento del Consiglio Europeo e della Corte Europea dei Diritti Umani.

Il gruppo EveryOne, in considerazione di tutti gli elementi esposti in questa mozione e facendosi promotore di iniziative finalizzate  a combattere la discriminazione contro gli Zingari e a favorirne un dignitoso inserimento nelle società italiane ed europea chiede urgentemente un intervento del Consiglio Europeo e della Corte Europea dei Diritti Umani affinché in Italia:


a) sia sollecitato il ritiro del Decreto-legge 1 novembre 2007, n. 181 - Disposizioni urgenti in materia di allontanamento dal territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza;

b) sia sollecitato il mantenimento della congruità alla direttiva europea, che ammette le espulsioni solo per motivi di sicurezza e terrorismo (purché tuttavia le sentenze emesse nei confronti di Rom, Sinti e Camminanti siano basate su reati provati e non in base a pregiudizi, come spesso avviene purtroppo nelle sedi giudiziarie italiane);
c) sia restituita immediatamente la competenza in materia di espulsioni al giudice ordinario, e non a sindaci e prefetti;

d) sia sollecitata la reintroduzione delle norme della legge Mancino con disposizioni specifiche sul razzismo;

e) siano destinati fondi europei e ministeriali per progetti volti a migliorare la condizione di vita dei popoli Zingari in Italia e nei loro Paesi d'origine; in particolare il Gruppo EveryOne promuove in sede continentale il Progetto Romanesia, esposto nelle sue linee fondamentali nel documento allegato. Il Progetto Romanesia è nato in sinergia con esperti di cultura e vita zingara e con significative professionalità Rom; esso nasce sia per favorire finalmente un serio, efficace e utile inserimento di Rom e Sinti nella società italiana, sia per creare strutture adeguate a sviluppare in Romania (riguardo ai Rom romeni) le attività tradizionali n cui gli Zingari eccellono, soprattutto agricoltura e allevamento in fattorie collettive con abitazioni adatte al loro modello familiare e sociale: questa è la grande novità, studiata con attenzione proprio alle esigenze dei popoli Zingari, del Progetto Romanesia, che il Gruppo EveryOne è disponibile a spiegare nei dettagli in ogni sede;

f) siano sensibilizzate, con corsi di formazione e aggiornamento che si avvalgano di consulenti esperti in materia di lotta alla discriminazione (fra cui il Gruppo EveryOne e i suoi consulenti) e al pregiudizio contro gli Zingari, le Istituzioni italiane e le Forze di Polizia, l'Arma dei Carabinieri e le Autorità in genere;

g) siano istituiti programmi socio-culturali di formazione, informazione e sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza italiana, a partire dal mondo infantile e giovanile, che abbiano l'obiettivo di educare al rispetto dei popoli Zingari, a una corretta conoscenza della loro Storia e cultura e alla promozione e tutela dei loro diritti fondamentali; in questo settore il gruppo Everyone caldeggia l'istituzione in Italia di un Museo Memoriale con funzioni anche di osservatorio dedicato alla cultura di Rom, Sinti e Kalé, alla storia degli Zingari e al Porrajmos. Riguardo a questa iniziativa il gruppo EveryOne è disponibile a una donazione di reperti, documenti, oggetti d'arte e fotografie antiche e moderne come base della raccolta del museo memoriale oltre che partecipare alla sua formazione e al suo percorso educativo e antirazzista;

h) sia attivata una campagna diretta ai mezzi di informazione affinché conoscano, rispettino e seguano un protocollo etico volto a evitare la diffusione di modelli razzisti nei confronti degli Zingari attraverso stampa, radio e tv, come avviene in forma grave in Italia da molti anni (il Gruppo EveryOne mette a disposizione la propria esperienza e le proprie competenze per collaborare alla realizzazione di tale documento etico);

i) siano interrotti immediatamente gli sgomberi coatti di campi non autorizzati e le espulsioni sommarie finché non divengano operativi progetti concreti di inserimento e integrazione socio-lavorativi e di assistenza sociale e sanitaria che consentano ai popoli Zingari insediati nel territorio Italiano di godere di pari opportunità, pari dignità e pari diritti degli altri cittadini comunitari;

l) siano previste ispezioni periodiche da parte di autorità europee e organizzazioni per la tutela dei diritti delle minoranze etniche al fine di evitare il ripetersi di fenomeni di discriminazione, persecuzione e criminalizzazione dei popoli Zingari in Italia.

 

Wednesday, November 7, 2007

Mozione Europea per combattere il fenomeno della discriminazione in Italia contro gli Zingari

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English Version  MainPage/Entries/2007/11/11_European_motion_to_oppose_the_phenomenon_of_discrimination_against_the_Gypsies_in_Italy.htmlshapeimage_3_link_0
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