I carnefici iraniani hanno ammazzato Makwan. Makwan vive in noi.
Da tutto il mondo continuano ad arrivare alle autorità di Teheran email, cartoline e lettere scritte da persone di tutte le età che chiedono clemenza per il ragazzo gay, la cui colpa è quella di aver amato un coetaneo quando aveva 13 anni. Ma il presidente della Repubblica Islamica, il ministro della Giustizia e le altre autorità hanno ignorato ogni richiesta, ogni supplica e hanno esercitato la più spietata crudeltà, in nome di un dio sanguinario che non è certo il dio d'amore che i veri Musulmani adorano, ma solo un prodotto dell'odio, della discriminazione, del pregiudizio. La Campagna dei Cuori non si ferma. Centinaia di persone hanno disegnato con matite, penne, pastelli o con il computer tanti cuori e li hanno spediti insieme ai loro messaggi che dicevano: "Noi amiamo Makwan", "Makwan è innocente", "Grazia per Makwan". I boia hanno straziato il corpo di Makwan e gli hanno tolto per sempre il respiro. Però Makwan è adesso un simbolo e i simboli non possono morire. Il nome di Makwan riecheggerà da adesso in ogni angolo del mondo e chiederà giustizia; sarà più forte dell'odio, più grande della morte. Vogliamo creare una galleria in memoria del giovane martire, ucciso dall'omofobia. Ora chiediamo a tutti di inviarci disegni di cuori dedicati al ricordo di Makwan. Li raccoglieremo e diventeranno il simbolo di un modo di amare che oggi è in catene, ma che un giorno, anche grazie al sacrificio di persone come Makwan, sarà libero e potrà liberamente e in pubblico "dire il suo nome".
Inviate disegni, fotografie, immagini digitali di cuori dedicati al ricordo di Makwan a questo indirizzo: info@everyonegroup.com















