La BBC manda in onda un programma radiofonico dedicato alla comunità Rrom e Traveller: "Rokker radio".
Il programma di punta è trasmesso tutte le domeniche dalle 19 alle 21. Domenica 13 dicembre Rokker Radio ha dedicato la trasmissione alla situazione degli zingari in Italia, alla Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 novembre 2007 - che stigmatizza la persecuzione razziale condotta contro di loro dalle Istituzioni italiane - e alla tragedia delle famiglie Rrom dopo gli sgomberi. Attraverso una lunga intervista concessa al network, il Gruppo EveryOne ha spiegato nei particolari le condizioni di oppressione in cui versano gli zingari in Italia. Portavoce del Gruppo EveryOne, Glenys Robinson ha illustrato ai radioascoltatori le finalità dell'Associazione, l'urgenza di azioni internazionali a tutela di una minoranza vittima di uno dei più gravi crimini contro l'umanità e la necessità di garantire ai Rrom il riconoscimento giuridico di "nazione senza territorio", base per qualsiasi istanza di emancipazione, riconoscimento di diritti umani e integrazione positiva, nel pieno rispetto dei valori culturali e tradizionali degli zingari.

Qual è il ruolo del Gruppo Everyone?


Il Gruppo Everyone è composto da persone che si impegnano per combattere la discriminazione e soprattutto la persecuzione delle minoranze. Si può paragonarlo al Gruppo Westerweel, che si oppose all'oppressione degli ebrei durante in nazismo e salvò dall'Olocausto in Olanda molti bambini ebrei. Alcuni dei fondatori del Gruppo EveryOne lavorano insieme per i diritti umani da oltre dieci anni, ma il Gruppo ha assunto il nome definitivo due anni fa. Con il pronome "EveryOne" inizia la maggior parte degli Articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. L'impegno contro la persecuzione dei Rrom in Italia e contro la loro emarginazione in molti Paesi europei è l'obiettivo principale del Gruppo EveryOne. Non a caso si tratta di un Gruppo internazionale, formato da esperti e specialisti: Roberto Malini, Dario Picciau e Matteo Pegoraro non sono solo attivisti, ma studiosi dell'Olocausto, conoscitori dei meccanismi delle persecuzioni, autori di opere importanti; Saimir Mile, Marcel Courthiade, Jean Sarguera, Santino Spinelli sono Rrom e sono docenti universitari, studiosi, scrittori di chiara fama; Glenys Robinson ha un'esperienza internazionale nell'àmbito dei Diritti Umani, come il giornalista romeno George Scarlat o l'attivista Paul Albrecht. Il Gruppo EveryOne, contando sul sostegno di alcuni gruppi politici europei è riuscito ad ottenere dal Parlamento Europeo la Risoluzione del 15 novembre 2007, che ammonisce le Istituzioni italiane per la loro politica razzista e per la mancata ricezione della Direttiva 2004/38/CE, sulla libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea all'interno degli Stati membri. Il Gruppo EveryOne si impegna anche sul campo, contattando ministri, parlamentari, politici locali e cercando di evitare, ricordando loro le leggi che tutelano i diritti delle minoranze, azioni persecutorie, spesso violente: sgomberi che mettono le famiglie Rrom in mezzo alla strada, senza riparo né mezzi di sostentamento, senza assistenza, senza niente. Quando siamo informati riguardo agli sgomberi, ci rechiamo sul posto per evitare abusi terribili. Abbiamo visto agenti della forza pubblica maltrattare e insultare bambini e donne incinte. Le azioni di sgombero sono simili ai pogrom contro gli ebrei. Uno dei nostri membri, durante uno sgombero, ha ricevuto un calcio da un poliziotto, che di fronte alle sue proteste si è giustificato così: "Scusami, pensavo che fossi uno zingaro". Noi ci impegniamo per informare, per creare una rete di "Giusti", per sollecitare l'intervento delle Istituzioni internazionali, per mettere i razzisti di fronte alle loro responsabilità. Molti membri del nostro gruppo, inoltre, investono il poco denaro risparmiato ogni mese (non abbiamo membri "ricchi", ma gente che lavora con redditi medi) per aiutare alcune famiglie Rrom. Riusciamo a seguire personalmente circa 60 Rrom, per evitare che finiscano in mezzo alla strada. Ecco il nostro ruolo: opporci con tutte le nostre energie contro la follia razzista che si è impadronita dell'Italia e sta provocando l'annientamento vero e proprio della popolazione Rrom, con la complicità dei media che nascondono la realtà. Sapevate, per esempio, che Romulus Mailat - il presunto assassino di Giovanna Reggiani - non è Rrom, ma un romeno di etnia Banjas? Sapevate che le aggressioni razziali di gruppi armati, come il GAPE di Pisa, che ha bruciato vivi quattro bambini a Livorno, non vengono perseguite dalle autorità? Dopo aver perso i loro bambini nel rogo di Livorno, i genitori si sono visti condannare alla detenzione per "abbandono di minore" e solo l'intervento del nostro gruppo li ha fatti uscire dal carcere e ha evitato che fossero espulsi come "criminali". Sapevate che vi sono famiglie benestanti che hanno avuto in affido a tempo indeterminato bambini tolti dai servizi sociali ai genitori Rrom?

Cos'è accaduto durante l'attacco ai Rrom verificatosi a Roma il 4 gennaio?


Il 4 gennaio 2008, intorno alle dieci di sera, un violento incendio è scoppiato all'interno dei due capannoni della ex Mira Lanza (ognuno di circa 500 metri quadrati), nel quartiere Marconi, a Roma. All'interno degli edifici trovavano rifugio circa 250 Rrom, in condizioni difficilissime. Fra di loro, oltre 100 bambini. L'incendio è di natura dolosa, perché è scoppiato contemporaneamente nei due capannoni, che distano decine di metri l'uno dall'altro. Il rogo è divampato improvvisamente e si è diffuso con rapidità, nonostante non fosse presente materiale particolarmente infiammabile; le fiamme altissime indicano che gli edifici sono stati colpiti con bombe incendiarie. Alcuni dei Rrom hanno notato subito le fiamme e hanno dato l'allarme, consentendo a tutte le famiglie di mettersi in salvo. I testimoni, decine di Rrom, hanno riferito subito alle autorità di un attacco incendiario. I razzisti conoscevano bene la struttura dei capannoni e le abitudini degli occupanti; negli edifici vi erano bombole del gas, che avrebbero potuto provocare una strage. Riguardo alle indagini, va notato che in Italia i responsabili dei roghi negli insediamenti Rrom non vengono mai identificati né perseguiti. Andrà così anche questa volta. Tre giorni dopo, il 7 gennaio, più o meno alla stessa ora, un altro attentato si è verificato vicino a Roma, ad Aprilia, in provincia di Latina. Un gruppo di giovani razzisti hanno colpito con bombe molotov l'edificio di una ditta vinicola abbandonala, l'Enotria, sulla via Nettunese. All'interno dell'edificio trovano riparo circa cento Rrom. Le esplosioni hanno devastato la facciata, vicino alle finestre. Non sono penetrate per questione di centimetri. Il giornalista romeno del quotidiano “Ziua” George Scarlat, anch’egli membro del Gruppo EveryOne, ha descritto così l’attentato: “L’intenzione di uccidere era chiara. Ho visto alla TV romena le riprese delle pareti bruciate e tracce di fumo che arrivavano al secondo piano, fra due finestre. I teppisti fortunatamente hanno sbagliato la mira nel gettare le bottiglie incendiarie". Da molto tempo il Gruppo EveryOne avverte le Istituzioni e la stampa dei rischi legati alla campagna razziale presentata quotidianamente sulle pagine dei giornali e attraverso gli schermi televisivi da politici e giornalisti. Non passa giorno senza che vengano attribuiti delitti di ogni genere ai Rrom, mentre vengono taciute le violenze da loro subite (nel 2007 almeno trenta fra Rrom e romeni sono stati assassinati da italiani, mentre innumerevoli sono gli episodi di violenza perpetrati nei loro confronti). Tacendo di "incidenti" e "regolamenti di conti fra romeni" decisamente sospetti.

Com'è la situazione attuale dei Rrom in Italia?


La situazione dei Rrom in Italia è sempre più tragica. Le Istituzioni centrali e quelle locali attuano con metodo, violando ogni Convenzione internazionale dei Diritti Umani, una vera e propria purga etnica. Recentemente il Ministro degli esteri D'Alema ha minimizzato, nel corso di un incontro con il ministro degli esteri romeno Adrian Cioroianu, l'entità della persecuzione contro i Rrom in Italia: "Ne abbiamo espulsi solo 163," ha detto. In realtà le Istituzioni Italiane hanno dato vita da tempo a una spietata "caccia" al Rrom. Gli insediamenti Rrom vengono sgomberati uno dopo l'altro e alle famiglie allontanate non viene offerta alcuna alternativa. Dopo gli sgomberi, iniziano per loro vere e proprie "marce della morte" verso il nulla. Le famiglie vagano al freddo, senza cibo né assistenza, alla ricerca di nuovi rifugi, in zone sempre più inospitali. La campagna razziale nei loro confronti provoca odio verso di loro da parte dei cittadini italiani, che a propria volta si mostrano ostili, li denunciano e provocano nuovi sgomberi. Da un luogo all'altro, fino allo sfinimento. Migliaia di Rrom, in condizioni disperate, sono tornati con i propri mezzi in Romania. Quelli che restano in Italia sono allo stremo delle forze. Vivono nella sporcizia, senza cibo, senza vestiti adeguati, senza medicine. Su 170 mila Rrom, circa 100 mila sono bambini e ragazzini. La persecuzione ha abbassato la speranza di vita dei Rrom a soli 40 anni, contro gli 80 dei cittadini italiani, mentre la mortalità dei bambini Rrom è dieci volte superiore. Sono dati agghiaccianti, perché gli ebrei colpiti dalla Shoah avevano la stessa speranza di vita media. La differenza è una sola: i tedeschi usavano gas e forni per attuare lo sterminio; gli italiani utilizzano il freddo, la fame e le infezioni. Il professor Marcel Courthiade, Rrom albanese, professore emerito di Storia, cultura e lingua Rromani all'Università di Parigi, studioso e scrittore di chiara fama ha scritto a proposito della persecuzione in Italia: "E' un genocidio. Oggi i Rrom devono sopportare quella condizione di umiliazione, emarginazione e oppressione che chiamano 'morte vivente'. Ma presto sarà la fine, per loro". Riguardo alle espulsioni, esse non violano solo tutte le Convenzioni per la tutela delle minoranze (a partire da quella di Copenaghen del 1993), ma anche la recente Direttiva 2004/38/CE, che tutela la circolazione dei cittadini dell'Unione Europea negli Stati membri. L'articolo 14, punto 4, b, per esempio, afferma che nessun cittadino dell'Unione può essere allontanato se si trova in Italia per cercare lavoro. Inoltre prevede che chi appartenga a una minoranza o si trovi in condizioni di indigenza sia protetto e aiutato. Le leggi razziali italiane, invece, prevedono l'espulsione per coloro che non abbiano un lavoro o mezzi economici sufficienti a sostentare le loro famiglie. Contemporaneamente si è criminalizzata l'elemosina, ultima fonte di sostentamento per i Rrom. Il progetto delle Istituzioni italiane è l'espulsione di massa dei Rrom o il loro annientamento provocato dagli stenti.

Cosa sta facendo il Gruppo EveryOne riguardo alla situazione in cui si trovano i Rrom in Italia?


Il Gruppo EveryOne si impegna su diversi fronti. Quello più immediato e drammatico riguarda le famiglie che aiutiamo nel quotidiano. Senza il nostro contributo, piomberebbero nella miseria più totale. Purtroppo in Italia nessuno offre alcun tipo di lavoro ai Rrom, a causa della campagna razziale condotta da politici e stampa. Trovare loro una casa è difficilissimo; per farlo, in alcuni casi, abbiamo dovuto fornire referenze e garanzie di ogni genere. Non basta più neanche offrirsi di pagare loro il canone di affitto! Il secondo campo in cui lavoriamo è l'informazione. In Italia esiste un controllo pressoché totale da parte delle Istituzioni sui media. E' praticamente impossibile divulgare notizie sulla persecuzione dei Rrom, sulla natura dei roghi e delle aggressioni nei loro confronti. E' impossibile smentire le calunnie diffuse per criminalizzarli. Le eccezioni sono pochissime. Ecco perché il nostro Gruppo ha sviluppato campagne di corretta informazione in Francia, Romania, Stati Uniti, Svizzera, Regno Unito. Abbiamo creato una rete, cui partecipano alcune delle più importanti associazioni per la tutela dei Rrom. Abbiamo portato le prove della persecuzione in sede europea, ottenendo la Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 novembre 2007, che ammonisce l'Italia razzista. Ma non è bastato, perché la vita del popolo Rrom, in Italia, sembra contare meno di niente. Si assiste a scene da Ghetto di Varsavia: bambini morenti nel fango; donne incinte senza cibo, al freddo; famiglie ai margini del mondo, con vestiti laceri e inadeguati, pidocchi e altri parassiti, gravi malattie. Ecco perché abbiamo presentato alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, al Parlamento e Consiglio Europeo, alla Corte Europea dei Diritti Umani e alla Corte Penale Internazionale de L'Aja un Documento di denuncia contro le Istituzioni centrali e periferiche italiane per crimini contro l'umanità. Sappiamo che le Istituzioni cui ci siamo rivolti non l'hanno ignorato, ma lo stanno valutando attentamente. Ci auguriamo che venga istituito un processo internazionale, che finalmente porterebbe l'attenzione degli altri Paesi sulla vergognosa tragedia che si compie in Italia e che ricorda i tempi oscuri dell'Olocausto. Salvare migliaia di vite umane e preservare l'esistenza di una popolazione è obiettivo urgente e primario, ma non è l'unico: bisogna porre le basi giuridiche perché tragedie mostruose come quella che colpisce i Rrom in Italia non si ripetano in futuro. Un passo estremamente importante sarà la presentazione all'Unione Europea della Statuto (o Carta Morale) del Popolo Rrom. Il popolo Rrom contribuisce da sei secoli allo sviluppo della cultura europea, nonostante le persecuzioni, la secolare schiavitù e lo sterminio. E' necessario che l'Europa lo riconosca come "Nazione Rromani senza territorio", unita da tradizioni, Storia, cultura e da una lingua (Lingua Rromani). E' vitale che la carta Morale sia sottoscritta dagli altri Stati, che la Nazione Rromani ottenga uno spazio giuridico e che sia l'inizio di un processo di integrazione, uguaglianza dei diritti, rifiuto dell'emarginazione, rispetto delle identità culturali. Il documento esiste già, elaborato nel corso degli anni dalle più serie organizzazioni Rrom. Il Gruppo EveryOne l'ha studiata attentamente, cerca di contribuire alla sua forma definitiva e la presenterà presto all'Unione Europea, contando - speriamo - sul sostegno di forze politiche antirazziste e realmente progressiste.















