Maroni e Gasparri si costituiscono contro la donna somala che ha denunciato di essere stata umiliata all'aeroporto di Ciampino (Roma). Un atto gravissimo, che richiede l'intervento del Presidente della Repubblica e delle associazioni e organizzazioni per i diritti umani
ana, contro la xenofobia e il razzismo.
di Matteo Pegoraro
E' gravissimo che un ministro della Repubblica – Roberto Maroni – abbia dichiarato pubblicamente che le accuse della donna somala che sarebbe stata 'umiliata' all'aeroporto di Ciampino a Roma sono calunniose, così come è inammissibile che un ex-ministro, Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al senato, abbia affermato che tra le parole della donna e quelle degli agenti non ha dubbi nel credere a quest'ultime. Non è assolutamente dovere di un Ufficiale di Governo, tanto più del Ministero dell'Interno, prendere una posizione del genere avverso un'ipotetica vittima del razzismo ancor prima che siano accertati i fatti e che la donna sia ascoltata da un giudice imparziale.
Con l'azione di costituirsi parte civile come Ministro dell'Interno nel processo alla donna straniera, non mettendo in discussione alcuna l'operato degli agenti di Polizia e dando per scontato che la testimonianza della donna, solo perché straniera e con dei precedenti, sia una menzogna, si è minato ai principi fondamentali della nostra Repubblica, sanciti dalla Costituzione, in primis quelli della libertà e dell'uguaglianza tra cittadini e della non discriminazione.
Ogni individuo, come sancisce la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all'articolo 11, italiano o straniero, poliziotto o civile che sia, accusato di un reato, è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa. Parlare pertanto, come ha fatto oggi l'on. Gasparri, di 'menzogne' e, come ha fatto l'on. Maroni, di 'calunnie', significa contrastare a spada tratta la legislazione nazionale e internazionale sui diritti fondamentali dell'uomo; violazione che risulta assai preoccupante nel momento in cui a perpetrarla sono due componenti del Governo in carica, che tutto dovrebbero fare fuorché avventarsi contro chi denuncia un maltrattamento, a maggior ragione se gli imputati fanno parte delle forze di Polizia. Chiediamo accoratamente al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di prendere immediatamente una posizione al riguardo, di stigmatizzare la posizione del Governo in merito all'accaduto e prendere gli opportuni provvedimenti.
Lo stesso chiediamo alle associazioni e organizzazioni che si battono per la tutela dei diritti umani e civili: il clima in cui siamo precipitati ricalca quello di un regime, ed è necessaria una forte risposta di tutta la società civile.
For further information:
Gruppo EveryOne
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