Il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) è diventato ormai uno strumento di repressione volto a tacitare ogni forma di dissenso.
Questa finalità palesemente deviata di un provvedimento che dovrebbe comunque tutelare la salute mentale di esseri umani in condizioni di disagio psichico è apparsa evidente durante gli scontri a Genova per il G8, quando l'artista del popolo e video-maker Roberto Sarlo venne pestato brutalmente da cinque celerini e rinchiuso presso il reparto di Psichiatria dell’ospedale San Martino dove fu sottoposto al Trattamento Sanitario Obbligatorio, che comporta il ricovero coatto e la somministrazione di psicofarmaci e talora la pratica - indegna di qualsiasi società civile - dell'elettroshock.
Natale Adornetto - psicologo, scrittore, grande esperto degli abusi della psichiatria, sottoposto per ben sette volte a TSO, prezioso consulente del Gruppo EveryOne - ci ha comunicato che l'ordinanza di comminare indistintamente il TSO ai dimostranti che avessero dato in escandescenze e si fossero lamentati troppo per le botte subite, era stata diramata a tutti gli Ospedali dal Comune di Genova prima della manifestazione (notizia peraltro riportata anche dai giornali dell’epoca): ”A quanto pare Pericu, sindaco di Genova, durante quei giorni era diventato primo cittadino di tutti gli italiani e gli stranieri presenti. Questo provvedimento è paragonabile all'ordine di arresto e carcerazione per i manifestanti prima ancora che una manifestazione cominci e alla contemporanea disposizione che in seguito non ci sarà garanzia di processo”. Successivamente Roberto Sarlo, tornato a casa a Milano, dovette sottoporsi a un’ulteriore periodo di ricovero psichiatrico per altri 15 giorni. Roberto Sarlo è un artista lucido, convinto pacifista, impegnato nel campo dei Diritti Umani: quello che ha subito è un abuso di ingiustificata gravità, che attesta come esiste un regime dedito alla repressione dei dissidenti, con gli strumenti della protesta non violenta e dell'arte.
"Ho incontrato Roberto all'ospedale San Martino," ha commentato un reporter i dipendente, "e ho raccolto diverse testimonianze riguardo alla sua vicenda. E' strato arrestato con brutalità da cinque poliziotti, che l'hanno tradotto all'ospedale per un TSO. Quando sono riuscito a parlargli, era sotto l'effetto di psicofarmaci così potenti da impedirgli di esprimersi e perfino di ricordare quanto fosse accaduto: uno spettacolo agghiacciante; una violazione spaventosa dei diritti di un essere umano, un uomo di pace, un artista". Ciò che è accaduto a Roberto Sarlo è la dimostrazione dell'ulteriore peggioramento del quadro sociale in cui stiamo vivendo, in cui le più elementari garanzie di libertà vengono calpestate in modo sempre più violento e ingiusto; pare proprio il preludio a un futuro sempre più inquietante per tutti noi. Il TSO è una forma di repressione dei diversi che raggiunge punte di efferatezza indescrivibile. Il Gruppo EveryOne segue alcuni casi particolarmente gravi, in cui cittadini non uniformati (Rrom, gay, liberi pensatori) vengono privati della loro libertà - in genere dopo essere stati in balìa di strutture sanitarie, autorità o servizi sociali - e sottoposti a trattamenti inumani a base di psicofarmaci.
Quando un essere umano viene assorbito dalla "macchina" repressiva, è difficile anche per gli attivisti delle associazioni per i Diritti Umani aiutarlo, spesso anche solo incontrarlo e raccogliere la sua testimonianza diretta. E' assurdo e inaccettabile come le autorità compiano abusi nei confronti dei cittadini stranieri e italiani. E' assurdo e inconcepibile il business che si cela dietro il TSO, dietro la repressione psichiatrica di cittadini anche in età infantile o giovanile, dietro lo spettro dell'elettroshock, una pratica barbarica che non è mai stata abbandonata e che, anzi, viene recuperata, anche in Italia, non certo per fini che riguardino la salute mentale dei cittadini. Per capire che cos'è l'elettroshock, per capire l'orrore criminale della psichiatria repressiva è sufficiente ascoltare le parole dei medici che rispettano il moderno giuramento di Ippocrate o assistere agli orrori di tali torture "sanitarie":
http://www.ccdu.org/files/u1/filmati/ect.html . Ecco perché il nostro Gruppo ha deciso di impegnarsi per il ritorno a una psichiatria che sia realmente al servizio di chi soffre e non per un abominio che cala tutti noi in un regime simile a quello argentino, in cui i nuovi "desaparecidos" sono le vittime innocenti rapite da psichiatri-carnefici al servizio di un potere deviato.

Nella foto, poliziotti che picchiano selvaggiamente un giovane durante gli scontri a Genova per il G8. E' un'immagine dura, che ci si augura serva da monito alla parte sana delle Istituzioni e delle autorità, affinché a violenza e abusi sia sostituita la tutela del vero ordine pubblico.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-8429527


















