E' in corso in Italia, da nord a sud, una grave emergenza umanitaria causata dalla persecuzione contro i Rom, attuata attraverso sgomberi quotidiani nei comuni italiani.
Mentre i grandi campi vivono una fase di tregua, perché sono sotto i riflettori, i microisediamenti sono braccati e sgomberati senza tregua. Gli sgomberi sono effettuati da case abbandonate, da ponti e parchi, dai luoghi inospitali dove un'umanità disperata si rifugia. Giorno dopo giorno i Rom sgomberati sono sempre più malati, affamati, sporchi. Vedendoli in tali condizioni, la gente si allontana da loro, quando elemosinano, inorridita e perdono anche quel misero mezzo di sostentamento. Ci sono stati riferiti diversi casi di bimbi in fasce morti dopo gli sgomberi per fame e infezioni.

Nella foto, Roberto Malini insieme alla piccola comunità Rom che vive a Pesaro
Vi sono almeno 70 mila Rom, fra cui 40 mila bambini e molte donne incinte che si trovano in tali inumane condizioni. Non vi è dubbio che al sopraggiungere dell'inverno potrebbe verificarsi una tragedia umanitaria di enormi proporzioni, se le Istituzioni internazionali non interverranno con provvedimenti urgenti e l'istituzione di una task force da impiegare per evitare che decine di migliaia di Rom siano a rischio di vita. Il numero degli sgomberi di microinsediamenti è decuplicato, rispetto allo scorso anno, ma nessuno sembra rendersi conto di quello che si verificherà ai primi freddi.
E' necessario che si fermino gli sgomberi se i comuni non sono in grado di offrire immediatamente una soluzione alloggiativa alternativa. In caso contrario, se non vi è disponibilità di alloggi da destinare alla popolazione Rom, è necessario che i luoghi di rifugio provvisori siano attrezzati e dotati di servizi igienici oppure che siano attrezzati campi di qualità. Nel frattempo, è possibile da parte di ognuno di noi organizzare azioni di tutela delle piccole comunità Rom entrando in contatto con loro e conducendo -come primo atto- ciascun membro presso i locali servizi sociali affinché sia presa conoscenza di ogni singolo caso.

Aiutiamo i nostri amici Rom soggetti a persecuzione anche con cartelli per la questua.
Cartelli come questo, da noi realizzato per la comunità Rom di Pesaro
Qualora vi siano minori, si può seguire, in sinergia con i servizi sociali, la loro iscrizione e frequenza a scuola. Successivamente si potranno seguire persone e famiglie Rom nelle procedure di richiesta di alloggio e sussidi nonché di inserimento al lavoro: i servizi sociali scoraggeranno quasi sempre tali iniziative, ma bisogna mostrarsi determinati. Nell'attuale emergenza umanitaria e in prospettiva di un peggioramento della stessa, se non riusciremo a ottenere provvedimenti urgenti e adeguati, può essere estremamente utile aiutare gli adulti Rom preparando loro cartelli per la questua, unica fonte di sostentamento in attesa di un apertura ai Rom del mercato del lavoro, che coinciderà tuttavia, probabilmente, con la fine della persecuzione razziale. Nella foto, il cartello che abbiamo realizzato per gli adulti Rom che vivono attualmente a Pesaro. Alcuni di loro sono muratori specializzati; l'anziano "Toma" è capomastro, con una consolidata esperienza. Eppure, a causa del razzismo, non hanno avuto finora la benché minima possibilità di dimostrare la loro operosità né la loro perizia.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 331 3585406
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