Soddisfatto il Gruppo Everyone: “Un atto di volontà forte e determinato dell’Assessore Dolores Madaro che ha raccolto il testimone di Anna Maria Cirillo, fondatrice di Opera Nomadi Napoli. Un primo importante passo per l’integrazione della famiglia Covaciu in Italia e per il futuro della bambina prodigio”
Si chiama Rebecca Covaciu, è una ragazzina Rom di 12 anni, ha una vita di povertà, emarginazione e sofferenza alle spalle. Possiede un'intelligenza vivissima e il dono dell'arte. Le bastano pochi fogli bianchi e matite colorate per disegnare i volti del suo popolo, i paesaggi fluttuanti e provvisori dei Rom che fuggono dalla povertà in Romania, gli oggetti quotidiani che servono per sopravvivere. E' una ragazzina piena di talento nel campo del disegno e della pittura, che è stata sottratta all'esistenza di stenti e di emarginazione ed "adottata" dalla Città di Napoli grazie a un atto di volontà forte e determinato dell'Assessore alla Memoria del Comune di Napoli Dolores Madaro, Dolores Madaro che ha raccolto il testimone di Anna Maria Cirillo, fondatrice di Opera Nomadi Napoli, e l’assessorato ai servizi sociali. Napoli città della convivenza fra i popoli, Napoli città d'arte: ora Rebecca, seguita dagli operatori sociali di Opera Nomadi e del Comune, assistita dal Centro Lima e dalla Protezione Civile di Napoli potrà studiare, perfezionare con i migliori maestri il suo talento e soprattutto crescere circondata dall'amore della sua famiglia e della città che le ha aperto le braccia. Finalmente la giovanissima artista non dovrà più nascondersi, per sottrarsi all'ostilità di un mondo che non ha ancora imparato a conoscere i Rom e che, di conseguenza, li teme.
"La gente crede che siamo tutti ladri," dice Rebecca con uno sguardo triste, "ma i miei genitori desiderano solo lavorare e avere una casa, anche piccola. Nessuno, però, ci dà un lavoro ed è solo per questo che gli zingari chiedono l'elemosina. Io credo in Dio e ogni sera guardo verso il cielo e gli chiedo: dacci una vita semplice, ma felice e fa in modo che la gente ci voglia bene e non ci mandi via". Non ha mai perso la speranza né la fiducia negli esseri umani: ecco perché è stata soprannominata "la Anna Frank del popolo Rom". La storia della sua infanzia, però, a differenza di quella della giovane ebrea tedesca, ha un lieto fine, grazie ai suoi "angeli custodi": il Gruppo EveryOne, l'Assessore Dolores Madaro, Opera Nomadi.
Rebecca Covaciu è stata insignita del Premio UNICEF 2008 fra centinaia e centinaia di ragazze di tutte le nazionalità, per il disegno e la pittura legato ai diritti dei Bambini. Il premio sarà consegnato da UNICEF - Il Secolo XIX - Caffè Shakerato (Genova), alla presenza dei ragazzi delle scuole genovesi delle autorità scolastiche e cittadine, al Teatro Verdi S.r.l. Piazza Oriani 7 - 16154 Genova Sestri Ponente, Martedì 6 Maggio 2008 dalle ore 10.00. Rebecca Covaciu sarà presente all'evento accompagnata dal'Assessore Dolores Madaro e il Gruppo EveryOne.
La famiglia Covaciu lasciò alcuni anni fa il villaggio di Arad, vicino a Timisoara, in Transilvania, per sfuggire a una condizione di indigenza e segregazione divenuta intollerabile. I Covaciu hanno vissuto in Francia, in Spagna e in Italia, sempre inseguiti dai fantasmi dell'odio razziale e del pregiudizio che circonda i Rom, dovunque essi si rifugino. La stampa, la televisione, i politici li chiamano "zingari" e spesso li trasformano in uno spauracchio, nel capro espiatorio delle difficoltà politiche ed economiche che attraversano periodicamehte le società. "Non c'è lavoro: colpa dei Rom". "C'è bisogno di sicurezza: colpa dei Rom". "Il denaro perde potere d'acquisto: colpa dei Rom". Eppure Stelian, il papà di Rebecca, che è un missionario della Chiesa evangelica pentecostale romena, si è sempre prodigato, insieme e a sua moglie, per aiutare i fratelli in difficoltà, per portare nei campi e nei luoghi inospitali in cui si rifugiano i Rom parole di pace, di speranza, di fede in Dio. Durante la giovinezza, l'uomo subì la persecuzione messa in atto dal regime di Ceauşescu, che progettava di riportare il popolo Rom ai tempi della loro schiavitù, abolita in Romania nel 1864, dopo ben cinque secoli. Il dittatore intendeva inoltre impiegare giovani Rom come cavie per la ricerca genetica, sulle orme di Hitler. Nel corso del 2007, la famiglia Covaciu ha sperimentato la persecuzione che colpisce i Rom nel nostro Paese ed è stata costretta a peregrinare fra baracche, case abbandonate e ponti, braccata dalle autorità e dalle ruspe, sempre intente a identificare gli insediamenti Rom per provvedere a sgomberi indiscriminati, senza offrire in alcun caso una soluzione di alloggio alternativo o una qualsiasi forma di assistenza.

Durante la primavera, la famiglia Covaciu ha incontrato gli attivisti del Gruppo EveryOne, che si sono fatti carico delle sue esigenze fondamentali e hanno presentato i disegni di Rebecca al Museo d'Arte Contemporanea di Hilo (Stato delle Hawaii, U.S.A.), che ne espone alcuni, rappresentativi dell'arte dei Rom in Europa e della condizione di emarginazione cui sono costretti. Le opere di Rebecca sono state esposte anche nell'àmbito delle mostre del Gruppo internazionale di artisti "Watching The Sky", fra cui "Psiche Incatenata", in occasione della Giornata della Memoria 2008, nelle prestigiose sale dell'Archivio Storico del Comune di Napoli. Genova ha attribuito l'importante riconoscimento "Arte e Intercultura - Caffè Shakerato" ai disegni-testimonianza della piccola artista. La serie di opere grafiche "I topi e le stelle", ispirata alla sua vita negli insediamenti "abusivi", sarà esposta a Roma, Napoli e Genova nell'àmbito di una mostra itinerante dedicata ad Arte, infanzia e Diritti dei Popoli. Contemporaneamente Rebecca rivolgerà un appello all'Europa, contro la discriminazione che colpisce il suo popolo. L'appello è diventato un video, che sarà presentato al Parlamento europeo, grazie a un'iniziativa di Dolores Madaro e del Gruppo EveryOne.
Nella foto: Rebecca Covaciu


































