Gruppo EveryOne: "Grave illecito. Riferiscano i ministri di interno e difesa e intervenga l'alto commissario per i rifugiati"
L'8 giugno scorso 24 profughi afghani sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza dietro un carico di cocomeri in un camion in sbarco nel porto di Ancona. Subito sono stati reimbarcati. Lo stesso giorno e quello successivo, il 9 giugno, altri 43 afghani sono stati individuati a Pesaro in diverse vie della città e subito condotti in Questura per opera di Carabinieri, Polizia e Vigili Urbani. Tra loro, 17 ragazzi erano minorenni o non superavano i 21 anni di età. Secondo quanto dichiarato dalla Questura alla stampa, questi ultimi sarebbero stati affidati alle cure dell'Ufficio comunale dei servizi sociali.
Gli altri 16 adulti dopo essere stati trattenuti nell'ufficio immigrazione della Questura, hanno ricevuto dal Questore di Pesaro il foglio di via per l'espulsione dall'Italia.
"In mancanza di documenti, nessuno si è preoccupato di verificare i gradi parentela tra i minori di 21 anni e il resto del gruppo che li accompagnava, e l'esperienza nel settore dell'immigrazione ci insegna che molti profughi, e nella fattispecie coloro che provengono dall'Afghanistan, viaggiano in compagnia dei genitori o di fratelli o altri parenti stretti" denunciano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. "Se effettivamente i ragazzi minori fossero stati sottratti indebitamente ai loro familiari, si tratterebbe di un fatto gravissimo in contrasto non solo con la Costituzione e le Convenzioni internazionali sui Diritti Umani, ma con lo stesso senso di civiltà e dignità umana che dev'essere insito in una democrazia". Gli attivisti di EveryOne rilevano inoltre che "tutti i 40 afghani adulti sono stati deportati senza aver prima avuto la possibilità di presentare una regolare richiesta di asilo politico e senza la possibilità di interloquire, attraverso un interprete, o comunque in una lingua a loro chiaramente comprensibile, con le autorità di forza pubblica. Come infatti la Questura di Pesaro ha dichiarato" continuano Malini, Pegoraro e Picciau "gli afghani non parlavano italiano né inglese (se non uno di loro, che conosceva pochissime parole di quest'ultima lingua) e, contro ogni disposizione di legge, sono stati privati della possibilità di esporre le proprie ragioni e denunciare la loro difficile situazione".
Stando a quanto dichiarato da un funzionario della Questura di Pesaro ai rappresentanti del Gruppo EveryOne, la disposizione di espulsione è stata autorizzata dal Ministero dell'Interno, una volta che le forze di Polizia avevano esposto al Governo ogni procedura seguita fino a quel momento.
"Ravvisiamo una palese violazione degli articoli 5, 6 e 13 della Convenzione dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali dell'Unione Europea, nonché dell'articolo 4 del protocollo 4° della stessa Convenzione".
Il Gruppo EveryOne, che ha allertato dell'accaduto i Parlamentari Radicali italiani ed euorpei, al fine di avviare eventuali procedimenti, e ha inoltrato una richiesta ufficiale di intervento alla sede italiana dell'Alto Commissario per i Rifugiati, chiede ufficialmente al Ministro dell'Interno Roberto Maroni e al Ministro della Difesa Ignazio La Russa di chiarire immediatamente la posizione del Governo in merito all'intero accaduto e alle rispettive responsabilità.
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