Roma, 22 luglio - Nell'attuale clima di intolleranza, mentre il popolo italiano è fomentato all'odio razziale contro gli "zingari" dalle calunnie e dai proclami irresponsabili promossi a mezzo stampa dal ministro del'Interno e dai partiti di destra (la sinistra ha concesso una tregua al popolo Rom perseguitato: un sentito grazie!), ecco che uno dei tanti gruppi di razzisti attivi in Italia scatena la sua furia omicida contro l'insediamento Rom della Magliana, a Roma, in via Candoni. Secondo alcuni testimoni, l'incendio avrebbe origine dolosa.

I Rom sono stati costretti ad abbandonare il sito su cui vivevano, mentre sul posto sono accorsi vigili del fuoco, polizia di Stato e polizia municipale. Le indagini sembrano tuttavia seguire la solita prassi*: raccolta superficiale di indizi e nessuna domanda finalizzata a riconoscere gli autori del crimine, che resteranno - come sl solito - impuniti e liberi di colpire alla prossima occasione. Chissà che, nonostante le numerose testimonianze e l'enormità dei danni, gli inquirenti non attribuiscano ancora una volta le cause del rogo al classico incidente domestico causato da una candela?
* 23 luglio. Come volevasi dimostrare, gli inquirenti hanno abbandonato la pista attentato e accusato di "false dichiarazioni e procurato alarme" il volontario dell'Arci che ha telefonato al 113 per chiedere l'intervento delle autorità, segnalando il dolo, provocato da ragazzi italiani. Il Gruppo EveryOne, che ha una certa esperienza riguardo a intimidazioni da parte delle autorità, manifesta piena solidarietà all'attivista, che affiancherà in qualsiasi azione a tutela del suo buon nome e della sua integrità.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
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