La manifestazione è partita, alle 19.30, dalla glorieta di Rubén Darío ed è terminata davanti al'Ambasciata italiana, provocando grande imbarazzo da parte dell'ambasciatore Pasquale Terraciano e del personale d'ambasciata. I manifestanti provenivano da tutta la Spagna. Fra di loro, anche qualche Rom romeno rifugiatosi in Spagna dopo le purghe nelle città italiane. Si sono viste molte bandiere verdi e azzurre, con la ruota rossa: simbolo del popolo Rom nel mondo. Sui cartelli, slogan che inneggiavano alla libertà, contro i terrori del razzismo e della xenofobia. "Vergogna", "Stop al genocidio degli zingari in Italia" e "Berlusconi come Mussolini"dicevano altri cartelli. La manifestazione si è conclusa con un discorso di Juan de Dios Ramírez Heredia, presidente di Unión Romaní, che ha invitato i Rom di tutto il mondo a resistere, tutti insieme, per evitare che l'odio razziale promosso da Berlusconi, Maroni, Fini e dall'Italia in deriva razzista possa diffondersi in altri Paesi.

"Gli esseri umani non possono guardare indifferenti, " ha detto Heredia, "mentre l'orrore contro i nostri fratelli è sempre più feroce, in Italia, e alle ingiustizie seguono abusi sempre più atroci, come il rilievo delle impronte digitali ai bambini Rom, i roghi che colpiscono le povere baracche e il disprezzo della gente davanti alla morte di bambini Rom. Tutto questo ci ricorda l'inizio dell'Olocausto. Imposero agli ebrei la stella di Davide, allora, e agli 'zingari' la 'z' di 'zigeuner', che vuol dire zingaro in tedesco. Dobbiamo essere uniti, Rom e antirazzisti, per contrastare gli antizigani e i nazisti".