Pesaro, 28 agosto 2008. La “nostra” Anna Frank, che ci guarda dal selciato di Piazza del Popolo, a Pesaro, invitandoci a ricordare l'Olocausto è libera.
Gli organizzatori di Festa Pesaro 2008, dimostrando sensibilità e rispetto dei valori che l'Olocausto, le sue vittime e i suoi testimoni ci hanno tramandato, hanno rimosso il grande adesivo e la “Mazda” che coprivano l'opera d'arte, in ceramica, dedicata all'autrice del celebre Diario e scomparsa tragicamente a Bergen-Belsen nel mese di marzo del 1945.
Il Resto del Carlino, nell'inserto di Pesaro, ha dedicato spazio alla richiesta che il Gruppo EveryOne ha presentato al PD di Pesaro e Urbino: “Liberate Anna Frank...” mentre decine di cittadini hanno fatto propria l’iniziativa di EveryOne, chiedendo a loro volta agli organizzatori di Festa Pesaro: “Liberate Anna Frank”.
Roberto Malini, uno dei tre leader di EveryOne, ieri mattina ha inviato la seguente lettera al Partito Democratico locale:
“Cari compagni del PD di Pesaro e Urbino, sono certo che non vi sia stata una volontà offensiva, da parte degli organizzatori di Festa Pesaro 2008, quando hanno deciso di coprire con un adesivo l'opera d'arte in piazza del Popolo che celebra la memoria di Anna Frank, il simbolo più noto nel mondo dell'Olocausto. Non sono solo le mie origine ebraiche né la mia amicizia di vecchia data con tanti sopravvissuti all'Olocausto: da Piero Teracina a Nedo Fiano, da Ruth Steindler Pardo ad Halina Birenboim, da Mirjam Pinkhof ad Hanneli Pick-Goslar. E non è neanche il mio immenso amore per la giovane autrice del Diario, vittima dell'odio razziale a Bergen-Belsen, alla cui vita ho dedicato il mio saggio storico “Le 100 Anne Frank”, il libro educativo “Conoscere l'Olocausto”, diverse pubblicazioni e il documentario “In viaggio con Anne Frank”.
No, a farmi sentire una profonda amarezza davanti alla “Mazda” e all'adesivo che cancellano - per una lotteria! - l'immagine di una ragazzina che patì un martirio indicibile, ebbe un comportamento eroico nei lager (come ricordano i testimoni che la conobbero) e ci trasmise la memoria di una persecuzione e di un genocidio immani, è la mancata risposta da parte degli antirazzisti e di coloro che, fra di voi, considerano ancora la Shoah come un crimine mostruoso, un esempio di orrore verso cui guardare sempre, per evitare che si ripeta (e con la persecuzione del popolo Rom in Italia, ormai possiamo dirlo - insieme a Terracina e Fiano - che i fantasmi più oscuri sono tornati).
Nessun provvedimento, neanche dopo che il Carlino - inserto Pesaro -, a pagina 4, ha pubblicato la nostra richiesta agli organizzatori di Festa Pesaro 2008: “Liberate il volto di Anna Frank”.
Vi chiedo ancora di provvedere: non lasciate che passi ancora un giorno con quella coperta di plastica che invita al consumismo, con il peso di quell'automobile sul viso di Anna Frank. E' un viso che le scolaresche, passando per Piazza del Popolo, osservano con rispetto e commozione, mentre gli educatori ricordano loro la tragedia della persecuzione di ebrei e Rom durante il nazifascismo. Profanare i simboli positivi della Memoria, sacrificarli a logiche diverse dalla devozione e dalla commemorazione dei martiri è un pessimo esempio educativo per i nostri ragazzi, per la Pesaro che cresce, già immersa in un clima di “caccia allo straniero”. Provvedete, per piacere. Spostate l'auto e l'adesivo di qualche metro: non perderà efficacia, la vostra lotteria, ma dimostrerete di non aver perso la strada del ricordo, dell'antirazzismo e della democrazia”.
Passando da Piazza del Popolo oggi si può notare che la richiesta del Gruppo EveryOne è stata esaudita. L'adesivo che celava il volto di Anna Frank, la Stella di Davide e altri simboli della Shoah è stato rimosso e la “Mazda”, parcheggiata un po' più in là.
Numerosi pesaresi - che forse grazie al “Carlino” si sono finalmente accorti dell'opera che celebra la Memoria del genocidio di milioni di ebrei, 'zingari', stranieri, disabili, omosessuali - si fermano a rimirare i “Fogli Fossili”, i documenti che ricordano gli orrori del nazifascismo e il giovane viso di Anna.
Le Istituzioni di Pesaro hanno “liberato” Anna Frank e ora EveryOne attende che rispondano ancora “sì” - come promesso - alle richieste di una piccola comunità che reclama i propri diritti a vivere, lavorare, costruirsi un futuro in città.
Anna Frank, ad Auschwitz (la giovane scrittrice fu internata anche nella “Fabbrica della morte”), fu testimone del martirio del popolo Rom. Di fronte alle ragazzine 'zingare' che a testa bassa venivano condotte alle camere a gas, piangeva e si lamentava, come ci ha raccontato una sopravvissuta che la conobbe nel lager polacco. Il suo messaggio, che ci raggiunge da un'epoca terribile - la notte dei diritti umani - risuona ancora chiaro: smettiamo di commettere ingiustizie, abusi e violenze contro i Rom, i quali, nonostante la tragedia dell'Olocausto, che ne inghiottì un milione, sono ancora discriminati, vessati, scacciati dalle nostre città a causa della loro razza, della loro povertà, delle loro tradizioni. A Pesaro vivono alcune “Anne Frank” costrette a nascondersi, a vivere in case abbandonate senza acqua, luce, cibo.
La cittadinanza di Pesaro, le persone che vivono a Pesaro devono evitare di ripetere il crimine degli aguzzini di Hitler. Non devono lasciare che uomini in divisa mettano loro e i loro cari in mezzo alla strada, da dove li attenderebbe una dolorosa marcia della morte verso il nulla. Sì, verso il nulla, perché non hanno nulla. Perché agli occhi della gente (salvo pochi “giusti”), quelle ragazze e le loro famiglie sono meno che nulla: vagabonde, ladre, asociali. Come gli ebrei e gli 'zingari' dell'Olocausto. Come Anna Frank.
Avete “liberato”, simbolicamente, Anna Frank, cari cittadini di Pesaro. Adesso aiutatela a trovare un posto dove vivere, l'occasione di far parte di una città e l'accoglienza di un popolo che - ne siamo certi - è diverso da quello che acclamava nelle piazze due spietati dittatori che ingannarono il mondo.
Roberto Malini - Gruppo EveryOne
For further information:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527 (+ 39) 331-3585406















