“Makwan. lettera dal paradiso” è un video-poema, creato da Roberto Malini e Dario Picciau, dedicato al ventunenne Makwan Moloudzadeh,

impiccato il 5 dicembre scorso in Iran mentre la campagna internazionale per la sua vita riscuoteva adesioni e mobilitazioni in tutto il mondo.
Il giovane Makwan è morto senza colpa ed è diventato un simbolo, in Iran e nel resto del pianeta, per tutti coloro che si impegnano contro la logica disumana della pena di morte. Migliaia di attivisti di tutto il mondo hanno supplicato le autorità, inviando fiori bianchi e rossi, affinché il boia risparmiasse la sua giovane esistenza. Al suo funerale, una folla sterminata di compaesani di Makwan hanno sulle sue spoglie mortali, pregando che il suo sacrificio servisse a salvare altre vite umane, invitando i potenti e i giudici a comprendere l'orrore della pena capitale.
Il video-poema è stato realizzato con il sostegno della famiglia Moloudzadeh e in particolare di Mahmoud, zio del ragazzo, che vive in Germania.
Due grandi attori hanno apportato un contributo fondamentale all'opera, caratterizzando con le loro voci il messaggio che trasmette all'umanità: Emiliano Coltorti, per la versione in italiano; Norman Nawroski, per la versione in inglese. Makwan, lettera dal paradiso oppone alla pena di morte e al suo terribile significato, che incarna odio e vendetta, la via del rispetto della vita, perché l'omicidio costituisce, senza eccezioni, la più grave violazione dei diritti umani.

Hearts for Makwan
I carnefici iraniani hanno ucciso Makwan.
Makwan vive in noi.

Da tutto il mondo continuano ad arrivare alle autorità di Teheran email, cartoline e lettere scritte da persone di tutte le età che chiedono clemenza per il ragazzo gay, la cui colpa è quella di aver amato un coetaneo quando aveva 13 anni. Ma il presidente della Repubblica Islamica, il ministro della Giustizia e le altre autorità hanno ignorato ogni richiesta, ogni supplica e hanno esercitato la più spietata crudeltà, in nome di un dio sanguinario che non è certo il dio d'amore che i veri Musulmani adorano, ma solo un prodotto dell'odio, della discriminazione, del pregiudizio. La Campagna dei Cuori non si ferma. Centinaia di persone hanno disegnato con matite, penne, pastelli o con il computer tanti cuori e li hanno spediti insieme ai loro messaggi che dicevano: "Noi amiamo Makwan", "Makwan è innocente", "Grazia per Makwan".

Vogliamo creare una galleria in memoria del giovane martire. Ora chiediamo a tutti di inviarci disegni di cuori dedicati al ricordo di Makwan. Li raccoglieremo e diventeranno il simbolo di un modo di amare che oggi è in catene, ma che un giorno, anche grazie al sacrificio di persone come Makwan, sarà libero e potrà liberamente e in pubblico "dire il suo nome".
Inviate disegni, fotografie, immagini digitali di cuori dedicati al ricordo di Makwan a questo indirizzo: info@everyonegroup.com




















































