Parlamento europeo. Gottardi: “Gli stati membri raccolgano le indicazioni se vogliono rafforzare i diritti fondamentali in Europa”

“E' importante che oggi, dopo una lunga stasi, il Parlamento europeo, a grande maggioranza, abbia approvato una Relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nei paesi dell'Unione Europea. Ora siamo tutti chiamati a raccogliere le indicazioni della Relazione se vogliamo ulteriormente rafforzare la tutela dei diritti umani. Con questo voto, si ribadisce che è necessario rispettare i diritti fondamentali delle persone anche nell'ambito della lotta al terrorismo, dando attuazione alle raccomandazioni che il Parlamento europeo ha espresso con il Rapporto sui voli Cia; che è necessario condannare e impedire ogni discriminazione, per esempio nei confronti dei cittadini rom, incluso il ricorso alle impronte digitali e che è necessario riconoscere il diritto delle donne alla salute riproduttiva e sessuale, facilitando l'accesso all'informazione e alla contraccezione. E' indispensabile che cessino tutte le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale, che siano previste sanzioni penali per i reati legati all'omofobia, che venga dato asilo alle persone perseguitate in base al loro orientamento sessuale e che tutti i paesi membri si impegnino a sostenere la depenalizzazione dell'omosessualità laddove prevista.
I diritti fondamentali dei migranti, anche quelli irregolari, vanno rispettati sempre, anche nei centri di permanenza temporanea e va evitata la detenzione amministrativa dei minori e dei richiedenti asilo; agli immigrati residenti da molti anni va concesso il diritto di voto nelle elezioni locali ed europee.
Gli stati membri sono invitati a varare una legislazione sul testamento biologico così da garantire l'applicazione della Convenzione di Oviedo sui diritti dell'uomo e la biomedicina e rispettare i desideri espressi in precedenza da un paziente che, al momento di un intervento o di una cura, non sia in grado di esprimere la propria volontà, rispettando il diritto alla dignità, anche in fine della vita.”
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