Dura condanna alla persecuzione
Roma, 22 gennaio 2009. Il Gruppo EveryOne, anche grazie allo straordinario impegno e alla coraggiosa testimonianza dei suoi membri di etnia Rom, diffonde da alcuni anni a livello internazionale - interessando Istituzioni, organizzazioni e una vastissima rete di attivisti nell'Unione europea e in tutti i Paesi democratici - un'informazione puntuale riguardo alla persecuzione dei Rom in Italia. Abbiamo trasmesso al Parlamento, alla Commissione, al Consiglio d'Europa, al Cerd (Nazioni Unite) e ai principali organismi che tutelano i diritti delle minoranze i dati di un monitoraggio capillare e sempre aggiornato - corredato da documenti, video, fotografie e testimonianze - riguardo al triste fenomeno che interessa il nostro Paese e purtroppo tende ad esercitare una pericolosa seduzione su altri governi. Abbiamo sempre attribuito un ruolo fondamentale, riguardo all'escalation di razzismo e xenofobia, ai media e, di conseguenza, abbiamo sempre corredato i nostri dossier con una rassegna stampa/radio/tv.
Lavorando insieme a organizzazioni capaci di autofinanziarsi come noi e di mantenersi al di fuori delle ideologie politiche, abbiamo collaborato alla preparazione di relazioni, testi per mozioni, risoluzioni e direttive. Alcune forze politiche e alcuni europarlamentari sono stati preziosi per ottenere risultati fondamentali, tappe miliari di un percorso che condurrà - auguriamoci presto - all'emancipazione di un popolo che conta quasi dieci milioni di individui in Europa e ha subito secoli di persecuzioni e genocidi.
Insieme alle più coraggiose organizzazioni italiane e straniere che lottano per i diritti dei Rom, abbiamo creato le condizioni per innumerevoli meeting presso le Istituzioni internazionali e per le visite di ispezione in Italia da parte di due delegazioni della Commissione europea, oltre che una serie di indagini da parte di europarlamentari, funzionari delle Nazioni unite, responsabili di organizzazioni per i Diritti Umani, reporter e troupe televisive. Siamo stati costretti alcune volte a scontrarci, anche duramente, con personalità politiche di primo piano, per evitare che elementi di estrema destra o di forze politiche xenofobe potessero inquinare gli esiti delle indagini da parte delle delegazioni.
Il 18 e 19 settembre 2008 dapprima abbiamo ottenuto il cambiamento dell'itinerario previsto per l'indagine Ue nei campi Rom, inserendo insediamenti esemplari della persecuzione, quindi abbiamo protestato ufficialmente, ottenendo ampio spazio sui media in Italia e nei Paesi Ue, contro la presenza di europarlamentari xenofobi nella delegazione che avrebbe effettuato le ispezioni. Siamo stati espulsi da Palazzo Madama in seguito a una decisione della delegazione Ue (infarcita di euroodeputati di estrema destra e sovrabbondante di italiani) che non aveva precedenti in alcun Paese democratico. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta e l'ispezione si è svolta secondo le regole di imparzialità. Il ruolo dell'europarlamentare Viktoria Mohacsi, va sottolineato, è stato determinante in ogni conquista ottenuta nell'Unione europea in relazione alle azioni a tutela dei diritti del popolo Rom.
Oggi, se pure siamo costretti a lamentare la mancanza di efficacia dei provvedimenti Ue contro le Istituzioni centrali e locali italiane che attuano politiche persecutorie e razziste (politiche condotte da politici di destra e sinistra, per la verità, equamente suddivisi), accogliamo però con soddisfazione e orgoglio il Rapporto della Commissione europea sulla missione della delegazione nei campi nomadi. Qui di seguito, un articolo apparso oggi su Liberazione, che sintetizza il testo del Rapporto, che pubblicheremo a breve integralmente.
Commissione del Parlamento europeo, Rapporto sulla missione nei campi nomadi, bocciati anche i media
Ue: in Italia violenza contro i rom
Roma, 22 gennaio 2009. «Condizioni pessime nei campi Rom» dove «sono in aumento gli episodi anche violenti, amplificati dai media che drammatizzano il fenomeno esasperando la tensione sociale». E' l'esito del rapporto, approvato con 35 voti a favore e 12 contrari, della commissione Libertà pubblica del Parlamento europeo stilato in seguito alla missione degli eurodeputati a Roma dal 18 al 19 settembre scorso per verificare sul terreno la situazione nomadi.
Nella relazione è scritto che la visita ha permesso di accertare «un senso di disagio e di insicurezza nella vita quotidiana dei cittadini italiani e stranieri. Si è registrato un aumento degli episodi di xenofobia e razzismo, alcuni dei quali caratterizzati da una violenza senza precedenti».
Ce ne è anche per il sistema dell'informazione: «Permane l'allarme sociale, addotto a giustificazione del pacchetto sicurezza e delle ordinanze d'urgenza» e inoltre «la drammatizzazione del fenomeno a opera dei mezzi di comunicazione e del dibattito pubblico sembra esasperare, invece che placare, le tensioni esistenti nella società». La missione ha incontrato diversi parlamentari italiani e il ministro dell'Interno. Ha poi raccolto i pareri di varie organizzazioni non governative, della Croce rossa e dell'alto commissariato per i rifugiati Onu riguardo al fatto che «la condizione del popolo nomade è stata a lungo sottovalutata dalle autorità pubbliche, tanto da risultare oggi seriamente compromessa», afferma la relazione.
Secondo il vicepresidente della commissione Libertà, la relazione «è durissima nel denunciare le tensioni xenofobiche che si respirano in Italia e nel descrivere le pessime condizioni di accoglienza in cui sono costretti a vivere i rom». La capo delegazione di An, Roberta Angelilli, e il leghista Mario Borghezio hanno votato contro la relazione, presentando un «parere di minoranza a difesa della verità e del buon nome dell'Italia in Europa» denunciando che il testo «traccia un quadro denigratorio e non realistico della situazione in Italia e sembra mirato a esprimere un giudizio politico strumentale piuttosto che contribuire alla soluzione dei problemi».
Gruppo EveryOne
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