Necessaria interrogazione parlamentare per appurare le motivazioni alla base dellì’investimento di denaro pubblico.
Barbarossa" di Renzo Martinelli non è un film.

Al contrario, esiste nell'Unione europea l'anomalia di un movimento razzista, xenofobo, omofobo, antieuropeo, violento e secessionista.
Vi è però da chiedersi chi abbia autorizzato l'esborso di 30 milioni di euro per una pellicola noiosa e insensata, stroncata dalla critica e ignorata dal pubblico. Una pellicola di cui i protagonisti - ingannati dalla produzione, che non ha spiegato loro i fini di propaganda della sceneggiatura - si vergognano profondamente.
"Non avremo interpretato i nostri personaggi, se avessimo saputo..." hanno dichiarato Kasia Smutniak, Cécile Cassel e Rutger Hauer. Solo Tremonti e Berlusconi, dopo aver assistito alla proiezione, hanno speso parole di elogio per il film, oltre naturalmente alle camicie verdi (ma non tutte, perché un certo imbarazzo non ha risparmiato neanche i sostenitori delle ideologie di Bossi, di fronte al costosissimo pasticcio). 30 milioni di euro, quasi del tutto sborsati dalla Rai, ovvero anche dai contribuenti, con il contributo finanziario e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Dovendo commentare l'enormità del budget, il regista ha spiegato che no, che a suo parere si è speso poco per un simile "colossal", un'opera che è stato costretto a girare in Romania, visto che in Italia sarebbe costata "almeno 90 milioni". Un delirio. Come le sue giustificazioni, pubblicate sul Corriere della sera: «Sì, forse è paradossale girare qui una storia del genere, ma in Italia i costi sarebbero almeno triplicati. Qui posso permettermi una troupe di 130 persone, solo 15 gli italiani, i capisquadra.
Qui ho a disposizione migliaia di comparse, cavalli e stuntman a bizzeffe. Un macchinista in Italia costa 1500 euro al giorno, qui 300. Da noi dopo nove ore scatta lo straordinario, qui non esistono limiti d'orario. Per la manovalanza si usa lo 'zingarume rumeno' a 400, 500 euro la settimana".
Parole inqualificabili, come lo sperpero di denaro pubblico (quante opere di pubblica utilità si sarebbero potute realizzare, con 30 milioni?) e il patrocinio di un Ministero che dovrebbe porre la tutela della Cultura in cima alla lista delle sue priorità. Per avere un'idea dello spreco di denaro, basti pensare che un film campione di incassi come "Distretto 9" - saga di fantascienza e antirazzismo prodotta dal regista del Signore degli Anelli - ricco di set sbalorditivi, effetti speciali e animazioni tridimensionali fotorealistiche, è costato 22 milioni di euro.
Barbarossa (Italia, 2008) di Renzo Martinelli; con Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, Hristo Shopov, Cécile Cassel, Antonio Cupo, Angela Molina, F. Murray Abraham, Gian Marco Tavani.
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