Solo poche famiglie salvate dalla crudele diaspora riservata alla sfortunata comunità Rom. Per le altre è iniziato il solito calvario, la solita marcia verso il nulla che segue vere e proprie azioni di pulizia etnica. Dario Picciau risponde con parole vere all'intolleranza
Roma, 11 novembre 2009. Laura G. di Roma scrive al Gruppo EveryOne in seguito all'allarme che l'organizzazione per i Diritti Umani ha sollevato stamattina, dopo aver appreso dello sgombero in corso dell'insediamento Rom “Casilino 700”.
Laura G. rappresenta perfettamente una parte della cittadinanza di Roma, disinformata da Istituzioni e media sulla tragedia dei Rom e sulle continue violazioni dei loro diritti, non solo da parte di gruppi di razzisti, ma anche delle autorità, che obbedendo a ordini iniqui, perseguitano un popolo già colpito da guerre, vessazioni, pulizie etniche; un popolo la cui speranza di vita media è scesa, in Italia, a 35 anni: come gli ebrei ai tempi di Hitler.
Il nostro allarme, raccolto da organizzazioni umanitarie di Roma (dedicheremo presto un articolo proprio a come si è svolta la giornata dello sgombero), ha limitato gli effetti della spaventosa evacuazione, che in ogni caso, purtroppo, ha messo almeno 150 esseri umani in mezzo alla strada, inermi, in balia del clima rigido e dell'intemperanza.
Ci raggiungono le prime notizie, agghiaccianti, sulla sorte di individui particolarmente deboli e provati. E' difficile seguirne le tracce, perché le ruspe in molti casi hanno distrutto anche i loro poveri averi e si trovano ora a vagare in un mondo ostile, senza forze, senza aiuto.
Solo alcune famiglie sono state accolte in altri insediamenti; solo pochi malati gravi hanno ricevuto assistenza. Per gli altri è iniziata una terribile diaspora verso il nulla. Grazie a un dirigente della Croce Rossa, poche famiglie hanno evitato la catastrofe toccata alle altre: una goccia levata all'oceano di dolore e orrore.
Ecco il messaggio di Laura G.:
“Cerchiamo di non esagerare con le parole. Stamattina non è stata una pulizia etnica, ma una pulizia del territorio. Io passo da lì tutte le mattine, dove è pericoloso per i rom e le persone che ci passano con le macchine. E' anche pericoloso a livello ambientale, perché i rom avevano versato sul terreno inquinanti come amianto, olii inerti e altri rifiuti speciali. Se il Gruppo EveryOne ha una proposta per questa situazione, perché non la fornisce ad Alemanno, visto che ormai è diventato amico degli zingari?”
Laura. G.
Risponde Dario Picciau.
Gentile signora Laura G,
Le auguro di non trovarsi mai in difficoltà e povertà tale da dover vivere in un piccola baracca di fortuna costruita nelle aree più povere della periferia cittadina, poiché al ritmo degli sgomberi attuali, pur essendo italiana, verrebbe “evacuata”, senza alcuna alternativa se non quella di morire di freddo in mezzo all'indifferenza e di fronte, a volte, al sorriso compiaciuto di persone come lei, che non si rendono conto che cosa significhino la disperazione, il dolore, la fame, l'emarginazione e... la morte. Già, la morte, perché al freddo, senza cibo né acqua, senza riparo né farmaci si muore.
Anziché dedicare energie a scrivere email che evidenziano solo il Suo pregiudizio e la Sua mancanza di conoscenza riguardo alla realtà dei fatti di cui parla, sarebbe utile che Lei andasse per una giornata ad aiutare le famiglie Rom. Si renderebbe conto di che condizioni l'Italia e tanti italiani riservino a questo popolo. Lei la possibilità di scegliere ce l'ha.
A proposito di Alemanno, stia pur serena. Non esistono attività di sgombero e “pulizia etnica” perpetrate dalle forze dell'ordine che non passino per gli uffici del sindaco. Io mi sento e sono fiero di essere un amico degli “Zingari”, Alemanno certamente non lo è, così come l'attuale classe politica che governa il Paese e le realtà locali non lo è, salvo pochissime eccezioni.
Se il reale fine di questo sgombero fosse quello di essere di supporto agli abitanti del Casilino 700 e “proteggerli” dalla tossicità degli elementi chimici e dalla condizioni di sporcizia, si chieda perché prima di sgomberarli non si è provveduto al reperimento di alloggi alternativi sicuri per tutti i membri dei nuclei familiari e attuato un piano urgente di supporto sociale e medico.
Trascinare e abbandonare in mezzo alla strada, al gelo, persone povere che appartengono a gruppi di minoranza, bambini, malati e famiglie, minacciando di sottrargli bambini se oppongono resistenza, offrendo lo smembramento familiare come fosse un dono caritatevole, distruggendo e bruciando le poche cose che possiedono e le baracche di fortuna, si chiama “pulizia etnica” ed è un “crimine contro l'umanità”.
Quando questa deriva crudele della nostra società, di cui ho citato solo pochi esempi, si avverte in ogni momento e in ogni luogo del nostro paese, adoperarsi a parlare di “esagerazione nell'uso delle parole” come ha fatto Lei, significa avere la volontà di uccidere persino la speranza di un futuro migliore per un popolo che già vive in condizioni disumane e contribuire, più o meno consapevolmente, all'aggravio della loro tragedia.
Dario Picciau

























