Annullato anche concerto di domani a Roncadé (Treviso)
“Toglierò l'intolleranza dalle mie canzoni, perché siamo tutti figli dello stesso Dio”. È una delle frasi contenute nella lettera che il cantante reggae giamaicano Sizzla ha inviato al Gruppo EveryOne, organizzazione per i diritti umani che nei giorni scorsi si era mobilitata, assieme ad Arcigay e all'attivismo LGBT, per chiedere l'annullamento dei suoi concerti previsti in varie città d'Italia.

EveryOne, che aveva presentato esposti alle Procure Generali della Repubblica di Bari e Milano accusando il giamaicano di propagandare ideologie razziste contrarie al vivere civile e lesive della dignità di milioni di lesbiche e gay, nonché di incitare alla violenza omofobica, ha avuto modo di parlare con Sizzla attraverso un interprete, ricevendo le scuse del cantante e l'impegno a non propagandare ulteriore intolleranza con le sue canzoni.
“L'artista” spiegano i co-presidenti del Gruppo, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, “ha garantito di cancellare i testi omofobi da tutti i suoi tour in Italia e nel mondo e ci ha inviato un messaggio – che pubblichiamo qui di seguito a beneficio della comunità LGBT italiana ed estera – spiegando che una delle canzoni incriminate, 'We Nuh Join Dem', presentata dai media internazionali come 'nuovo singolo del 2009', in realtà sarebbe stata scritta nel 2006, prima di firmare il patto contro l'intolleranza Reggae Compassionate Act, e mai incisa. Crediamo” affermano gli attivisti, “che ogni uomo abbia diritto a una seconda opportunità e se davvero Sizzla dimostrerà di aver abbandonato il pregiudizio omofobico, certamente saremo felici di applaudire un uomo nuovo, importante voce del reggae internazionale”.
Intanto, il concerto di domani a Roncade' (Treviso), presso il circolo ARCI New Age Club era stato preventivamente annullato, dopo un'azione incrociata del Gruppo EveryOne, di Arcigay e ARCI nazionale in sintonia con il gestore stesso del circolo di Roncade'.
“Ci auguriamo” concludono Malini, Pegoraro e Picciau, “che il caso Sizzla sia servito da monito contro l'omofobia, per il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di ognuno. Auspichiamo che si tratti di un'occasione in più, nel mondo della musica, per unire all'arte un chiaro no alla violenza e alla discriminazione”.

























