Pesaro, 16 novembre 2009. A Pesaro, con un blitz orchestrato da Comune e Prefettura, decine di agenti di forza pubblica e poliziotti municipali hanno evacuato in data odierna l'edificio di via Solferino in cui erano rifugiati circa 30 Rom romeni, fra cui malati di patologie gravissime, in cura presso l'Ospedale San Salvatore.

Il Gruppo EveryOne sta cercando di identificare soluzione alternative per accoglienza urgente, prima che scenda il gelo notturno, che metterebbe in serio pericolo di vita i malati di tumori (fra cui Mia Copalea, in condizioni gravissime) e i pazienti cardiopatici.
E' una lotta disperata contro il tempo e ricordiamo che durante il precedente sgombero di via Fermo, sempre a Pesaro, si sono registrate vittime ( vedi per es. link )
L'Ospedale San Salvatore ha offerto supporto sanitario ai casi gravi, mentre il Gruppo EveryOne e alcuni cittadini di Pesaro cercano di approntare un piano di soccorso urgente. Gli attivisti hanno inoltre allertato Istituzioni nazionali ed europee, Commissario ONU per i Diritti Umani, Corte europea dei Diritti Umani, Corte Internazionale de L'Aja.
Numerose organizzazioni umanitarie hanno già manifestato sdegno per l'operazione di pulizia etnica messa in atto dal Comune di Pesaro.
Nella foto, Ionut Ciuraru con la madre, Mia Copalea, gravemente malata, che è stata messa in mezzo alla strada insieme agli altri membri della piccola comunità Rom di Pesaro

























