Pesaro mette ancora famiglie Rom con malati gravi in mezzo alla strada. Esposto di EveryOne in Procura e denuncia presso Corte europea dei Diritti Umani
Pesaro, 26 novembre 2009. Questa mattina l’organizzazione per i diritti umani Gruppo EveryOne ha depositato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro un atto di denuncia riguardo alla tragica situazione socio-sanitaria che coinvolge la piccola comunità Rom romena di Pesaro dal marzo 2008 a oggi. Alcuni dei componenti della comunità Rom pesarese soffrivano e soffrono tuttora di gravissime patologie, fra le quali tumori maligni ormai incurabili, epatiti, cardiopatie, patologie da precarietà, handicap della persona.
Nell’esposto, a firma di Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne, si contesta al Comune di Pesaro, e in particolare al Sindaco e agli Assessori alla Sicurezza, alla Salute e alle Politiche Sociali, la mancata assistenza sociale e il mancato soccorso ai membri della suddetta comunità. Gli attivisti chiedono ufficialmente al Procuratore se, nella disamina di tutta la documentazione concernente gli sgomberi degli stabili dismessi in via Fermo e in via Solferino, gli episodi di discriminazione denunciati, la situazione sanitaria di alcuni individui, l’aborto spontaneo di due mamme Rom conseguentemente allo sgombero del 25 febbraio 2009, la morte di tre Rom sopraggiunta per le precarie condizioni di vita, non ravvisi ipotesi di inadempienza grave e, in caso affermativo, intenda procedere d’ufficio nei conforonti dei soggetti agenti.
Le violazioni ipotizzate dall’organizzazione per i diritti umani sono: abuso di atti di ufficio (ex art. 328 c.p.), lesioni (ex art. 582 c.p) e omissione di soccorso (ex art. 593 c.p).
“Abbiamo provato con tutti i mezzi a sollecitare l’Amministrazione Comunale a prestare la dovuta assistenza a queste persone sofferenti, esposte a temperature rigidissime, senza un riparo ove dormire, senza acqua corrente, energia elettrica né viveri e coperte” denunciano Malini, Pegoraro e Picciau, “ma l’indifferenza e la persecuzione reiterata da parte delle autorità locali con sgomberi, limitazioni della libertà personale e minacce di procedimenti penali sono sempre state le uniche risposte ai nostri allarmi umanitari. Ora ci auguriamo che la Magistratura” proseguono i co-presidenti del Gruppo, “intervenga affinché i Rom pesaresi, sgomberati oggi anche da un terreno privato in località Pozzo Alto di Pesaro messo volutamente a disposizione dal proprietario – che si è visto notificare una contravvenzione da parte della Polizia Municipale per aver provato a offrire rifugio a una quindicina di Rom -, siano messi in sicurezza, salvaguardando i loro diritti fondamentali alla vita, alla salute, alla libertà e alla dignità personale, nonché la loro unità familiare”.
Il Gruppo EveryOne sta notificando in queste ore anche un atto di denuncia urgente nei confronti delle Istituzioni pesaresi presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite. Contemporaneamente, l'organizzazione per i Diritti Umani ha inoltrato una protesta ai vertici del Pd e dell'Idv, partiti i cui esponenti hanno un ruolo importante nelle operazioni di pulizia etnica a Pesaro. “Siamo convinti che né Bersani né Di Pietro siano al corrente degli abusi commessi dal loro sindaco e da un loro assessore. E' comunque sconcertante che oggi nell'Unione europea,” concludono gli attivisti, “esistano situazioni di persecuzione grave che mettono famiglie vulnerabili e perseguitate, nonché persone gravemente ammalate, in mezzo alla strada in pieno inverno. E' un segnale che in alcune città la vita umana non conta più niente, se appartiene a una razza sgradita alle Istituzioni e agli intolleranti. Come negli anni delle leggi razziali. Pochi minuti fa, inoltre, un cittadino di Pesaro ci ha segnalato che razzisti non identificati hanno dato fuoco alla casa fatiscente in cui si rifugiavano le famiglie Rom prima dello sgombero, per evitare che trovino ancora riparo sotto un tetto”.
Emergenza umanitaria a Pesaro:
lettera alla Protezione Civile Marche
Milano, 26 novembre 2009
Spettabile Protezione Civile Regione Marche
All'attenzione del Dottor Roberto Oreficini
Innanzitutto ci presentiamo: siamo Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne. Come accennato durante la conversazione telefonica con la Sua segretaria, nella città di Pesaro è in atto una grave emergenza umanitaria, che colpisce alcune famiglie Rom (18/20 persone in tutto, attualmente) irresponsabilmente sgomberate in pieno inverno da parte delle autorità comunali, che le hanno messe in mezzo alla strada senza soluzioni di sostegno sociale né di alloggio. Con mezzi propri e con grande difficoltà, visto l'accanimento delle Istituzioni nel braccare gli sfollati in ogni luogo abbiamo tentato di ripararsi, il nostro gruppo è riuscito a mettere in salvo in Romania alcune famiglie (dopo averne trasferite molte altre in Romania, Spagna, Francia, Grecia e in città italiane più tolleranti nei mesi scorsi, sempre in seguito ad operazioni di sgombero brutali e senza sostegno sociale, a Pesaro).
Alcune delle persone di etnia Rom rimaste a Pesaro sono malate di tumori maligni, cardiopatie, importanti patologie da precarietà e si trovano in costante pericolo di vita, sia per il freddo, sia perché alcuni razzisti si sono già fatti vivi, dando alle fiamme il loro precedente riparo. Le istituzioni, anziché fornire assistenza sociale, danno la caccia agli sfollati, scacciandoli con la forza pubblica da qualsiasi rifugio. Di fronte a una richiesta di un atteggiamento umanitario, un Maggiore della Polizia municipale, referente del Comune di Pesaro per le azioni dirette nei confronti della comunità Rom locale, ci ha risposto, con una risata, parlando a nome del Comune: “Ma questi qui non hanno capito che Pesaro è ostile verso di loro? Perché non se ne vanno? Noi non gli permetteremo neanche di costruire una baracca senza licenza edilizia e se lo fanno, gliela facciamo abbattere!”
Intanto, da cinque notti dormono all'addiaccio, con gravissimo disagio. Noi seguiamo la comunità da lontano (Milano e Firenze), perché non abbiamo attivisti a Pesaro: solo due cittadine pesaresi, davvero umane, che provvedono ai bisogni primari. Anche loro però ci hanno detto che le famiglie non ce la fanno più e che se non si trova una soluzione di alloggio, sia pure temporaneo, qualcuno presto morirà. Sindaco e Assessore alla Sicurezza mostrano da molto tempo (abbiamo vissuto a Pesaro per oltre un anno) un vero e proprio odio, violento e personale” verso il popolo Rom. Nonostante abbiamo più volte denunciato sia in Procura che presso la Corte europea dei Diritti Umani le loro azioni disumane, non recedono dal loro atteggiamento persecutorio, mantenendo tuttavia la maschera di un'immagine “mite”, da “brava gente”.
Una persona di Pesaro che ha scelto la solidarietà, Gabriele, ha offerto un pezzo di terra affinché gli sfortunati Rom della sua città potessero costruire alcune baracche provvisorie. Il giorno dopo, la Polizia Municipale ha fermato i lavori, minacciando denunce e sanzioni pesanti nei confronti del proprietario del campo e costringendo i Rom a continuare a stare all'addiaccio. “Non permettiamo di edificare baracche né di mettere roulotte su un terreno agricolo,” ha tuonato il Maggiore (che ha un tono addirittura ironico, quasi divertito, quando annuncia le azioni che metterà in atto contro quella povera gente). “Non mi importa niente dei Diritti Umani e della loro condizione: le leggi comunali ci permettono di impedirglielo”.
Questo, nonostante le lettere della Croce Rossa e della senatrice Poretti inviate al sig. Gabriele per dare sostegno alla sua opera di soccorso. Non resta che la soluzione tende. Abbiamo urgente bisogno di tende in grado di ospitare 18/20 persone, con grande urgenza, vista la gravità della situazione umanitaria in cui si trovano gli sfollati. Vi chiediamo di non aggiungere indugi e di essere coraggiosi. Vi chiediamo di aiutarci a evitare una nuova tragedia umanitaria (gli sgomberi hanno già provocato alcuni decessi, a Pesaro). Vi chiediamo di agire nello spirito della Protezione Civile e di chi si occupa di emergenze riguardanti esseri umani in pericolo. Con fiducia, Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau - Gruppo EveryOne
Nota: il terreno in cui possiamo realizzare il campo di soccorso, con le tende, si trova a Pozzo Alto di Pesaro, strada Monte Maggio n° 10
Emergenza umanitaria a Pesaro:
lettera al Comando dei Vigili Urbani
all'att.ne dei Maggiori Muzzini e Paci,
Milano, 25 novembre 2009. il Gruppo EveryOne segue la condizione di tragica emarginazione e di persecuzione razziale che riguarda la comunità Rom attualmente a Pesaro. Fino a sei mesi fa i nostri attivisti erano presenti nella città marchigiana ed hanno provveduto ad assistere nuclei familiari sgomberati, anche in pieno inverno, senza alcuna alternativa sociale o abitativa. Abbiamo effettuato continue azioni di soccorso, consentendo a numerose famiglie di rientrare in Romania o rifugiarsi in Spagna, Francia e Grecia. Tutto a nostre spese e cura, senza alcun intervento da parte dei servizi sociali pesaresi, nonostante li avessimo allertati più volte. Il sindaco di Pesaro si era impegnato pubblicamente ad attuare un programma casa-lavoro e alcune famiglie sono rimaste in via Solferino, entro uno stabile abbandonato, in attesa di tale soluzione (si leggano articoli sul nostro sito, che riportano anche ritagli stampa).
Dopo ogni sgombero, le famiglie Rom si sono sempre trovate in condizioni gravissime, anche perché fra di loro vi erano e vi sono malati gravi. Nonostante il Gruppo EveryOne sia intervenuto più volte e nonostante alcuni cittadini antirazzisti di Pesaro abbiano tentato di assistere a loro volta le famiglie scacciate dai loro ricoveri di fortuna, si sono verificate vittime, soprattutto fra i più malati, che senza riparo si sono visti costretti a rientrare in Romania o a fuggire all'estero: Soltir Danila, Mihai Ciuraru, Codrean Ciuraro, i due bambini morti nel grembo di Veta ed Elena Grancea durante lo sgombero di via Fermo. Dopo lo sgombero di via Solferino, a causa del quale si sono già perse le tracce di una famiglia con alcuni malati, il Gruppo EveryOne ha soccorso l'ultimo nucleo di Rom rimasti a Pesaro, all'adddiaccio, senza sostegno sociale né un riparo.
La Croce Rossa Italiana, la senatrice Donatell Poretti, l'Alto Commisario ONU per i Diritti Umani e la Commissione europea seguono con trepidazione la sorte delle famiglie. Una persona che non ha perso umanità né spirito di solidarietà, il sig. Gabriele, ha offerto un pezzo di terra dove le famiglie stanno costruendo alcune baracchine per sopravvivere al gelo notturno. La Croce Rossa Italiana, nella persona el Responsabile Nazionale per le attività di accoglienza alle Popolazioni Rom ha inviato una lettera di sostregno al sig. Gabriele, così come la senatrice Poretti, che seguono con ania l'azione a tutela ella vita delle fortunate famiglie, conosciute dal Parlamento europeo per la persecuione etnica subita in Italia. Ieri i carabinieri del posto hanno appurato l'azione umanitaria, senza mostrare eccezioni e anzi apprezzandone la componente solidale.
Stamattina, 25 novembre 2009, la Polizia Municipale ha interrotto la costruzione delle baracchine che servono a proteggere i nuclei familiari, fra cui vi sono diversi malati, anche gravi (patologie tumorali maligne, cardiopatie, gravi malattie da precarietà). Nonostante la Costituzione e la Carta europea dei Diritti Fondamentali della persona prevedano che la vita umana sia preservata quale bene supremo e che le comunità disagiate o in difficoltà siano mantenute integre, soccorse e garantite nel loro diritto a un rifugio e a condizioni di vita decorose, gli agenti hanno intimato alle sfortunate famiglie e di interrompere la costruzione dei loro miseri ripair.
Neanche alla vista della signora Mia, portatrice di gravi patologie tumorali o del'anziano Thoma, cardiopatico ,gli agenti hano modificato atteggiamento, ordinando loro di restare al freddo, ma di non proseguire nell'edificazione del riparo, "perché il Comune non l'ha autorizzato". Il proprietario del campo, sig. Gabriele, candidato al Premio Makwan per i Diritti Umani 2010, è stato multato e minacciato di ulteriori sanzioni se proseguirà nella disponibilità verso le famiglie in pricolo di vita. Roberto Malini ha telefonato al Comando di Polizia Municipale, ma per ora le ragioni più elementari del soccorso e del rispetto della vita umana non sembrano essere comprese. Il suo interlocutore parlava solo di "concessioni comunali" e di "autorizzazioni mancanti", usando un linguaggio gelidamente burocratico. Intanto i poveri membri delle famiglie Rom sono semi-assiderati e cominciamo a temere seriamente per le loro vite.
Inviamo al Comando di Polizia Municipale di Pesaro la lettera del Croce Rossa Italiana e la lettera della Senatrice Poretti. Il caso è stato sottoposto anche all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, alla Commissione europea e ale principali organizzazioni per la tutela delle miniranze perseguitate, che hanno già maifestato sbalordimento e sdegno per la condizione di emarginazione e persecuzione in cui vivono gli ultimi Rom di Pesaro. Un agente di Pesaro, di cui non indichiamo il nome, si è premurato di comunicare a EveryOne che "io non concordo assolutamente con queste politiche, cui purtroppo la Polizia municipale è tenuta ad obbedire, provenendo dal sindaco e dal Comune. Devo però dirvi che a Pesaro la maggior parte della popolazione è divenuta ostile a Rom e immigrati e che a nessuno importa del destino delle famiglie Rom di cui vi occupate".

























