Washington, 8 novembre 2009. Forse l'Europa, che ha perduto la via dei Diritti Umani, dovrebbe specchiarsi nella società civile americana di oggi, che fra mille contraddizioni cerca di superare le differenze sociali che negano ancora oggi a chi è povero ed escluso i diritti fondamentali della persona.

E' il volto dell'Europa degli orrori, che si diffonde ormai fuori controllo e costringe le fasce sociali più vulnerabili ed emarginate a vivere e morire senza diritti, spesso a causa della fame o di quelle malattie che per la "gente per bene" sono curabili con poche pastiglie, pasti regolari e un po' di riposo al caldo. E' di grande conforto ciò che avveniva, contemporaneamente a Washington, dove la Camera degli Stati Uniti approvava la riforma del sistema sanitario.
La Camera ha votato a favore della riforma voluta dal presidente, Barack Obama, nonostante l'opposizione dei deputati repubblicani (tranne uno) e di alcuni democratici: 220 i voti a favore, 215 i contrari. Ora si attende la decisione del Senato, che potrebbe confermare un grande passo avanti della civiltà dei Diritti Umani. Se il sogno di Obama dovesse essere ascoltato in Senato, 36 milioni di cittadini americani che non beneficiano di alcuna copertura sanitaria, finalmente avranno diritto all'assistenza medica. In dieci anni la riforma coprirebbe il 96% della popolazione. Il testo, inoltre, tutela gli assistiti dalle politiche delle compagnie assicurative attraverso norme restrittive, introduce la "public option" per calmierare il mercato e l'obbligo da parte dei datori di lavoro di assicurare i dipendenti.
La riforma prevede anche il divieto da parte elle assicurazioni di negare a clienti la copertura in base a "condizioni mediche preesistenti" nonché di alzare in misura consistente il prezzo delle polizze sottoscritte da cittadini più anziani. "Abbiamo imparato a nuotare come pesci e a volare come uccelli, ma non abbiamo imparato a vivere come fratelli," disse Martin Luther King in uno dei tanti periodi bui per i Diritti Umani in America. Quasi cinquant'anni dopo, Obama - che può essere criticato per mille ragioni, ma che è comunque un uomo di civiltà - tiene ancora vivo il sogno dell'attivista di Atlanta.

























