Gruppo EveryOne: “Intervengano subito autorità italiane e Alto Commissario vigili su rispetto procedure e diritti”
Palermo, 9 novembre 2009. Grave emergenza nel Canale di Sicilia. Due barconi con un centinaio di profughi a bordo (in totale) hanno lanciato un sos con i cellulari. Si trovano a sud di Malta e nessun mezzo di soccorso si è ancora mosso per fornire la dovuta assistenza.
I profughi sono in pericolo di vita, in condizioni disperate e con mare a forza 6. Il Gruppo EverytOne sollecita intervento urgente da parte delle autorità italiane e chiede all'Alto Commissario ONU per i Rifugiati di sollecitare a propria volta tale intervento tempestivo, per vigilare poi su corrette procedure di soccorso in mare e rispetto Diritti Umani. “Le autorità italiane potrebbero aiutarli,” dichiara EveryOne, “ma non fanno nulla poiché i profughi sono ancora in acque internazionali e l'Italia non vuole consentire loro di chiedere asilo politico.
Se l'atteggiamento persistesse, ci troveremmo di fronte a una gravissima violazione dei Diritti Umani e dell'obbligo di soccorso, che non ha nulla a che vedere con le opportunità politiche: un crimine contro l'umanità”.
Nella foto, l'Alto Commissario ONU per i Rifugiati Antonio Guterres

























