Messaggio del Gruppo EveryOne agli organizzatori dell'iniziativa "Caccia all'uomo, derive razziste e resistenze Rom" (Cosenza 3 dicembre 2009)
Milano, 30 novembre 2009
Cari amici dell'Associazione Culturale "La Kasbah",
innanzitutto, ci rammarichiamo di non essere oggi con voi, ma purtroppo le emergenze riguardanti Rom e migranti sono tante e ci vedono coinvolti in diverse città. A Milano, dove l'accanimento poliziesco, l'odio razziale, la persecuzione istituzionale sono feroci ed è in corso una vera e propria purga etnica. A Firenze, dove Rom e stranieri senza permesso di soggiorno vivono nascosti, temendo di essere scoperti e arrestati o messi in mezzo alla strada, il che equivale a una condanna disumana. A Roma, dove sgomberi e caccia ai Rom sono fenomeni diffusi in ogni quartiere e le autorità intolleranti possono contare su migliaia di delatori.
A Pesaro, dove la crudeltà dell'amministrazione comunale (che è di centro-sinistra), delle forze dell'ordine e di piccoli gruppi di razzisti non hanno limiti e la repressione dei Rom ha causato diverse vittime. Pesaro è un simbolo di ciò che può accadere in qualsiasi città, quando Istituzioni e cittadinanza perdono la via dei Diritti Umani e abbracciano ideologie razziste. Il nostro gruppo, nonostante lavori in sinergia con il Parlamento europeo e con l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha subito a Pesaro intimidazioni e minacce gravi da parte di figure istituzionali. Le famiglie Rom hanno sopportato aggressioni fisiche, rifiuto da parte di ospedali e assistenza sociale, minacce di morte, diffamazioni in serie a mezzo stampa, evacuazioni continue, senza ricevere mai assistenza né alternative di alloggio.
Abbiamo denunciato gli autori di simili atrocità sia presso la Procura della Repubblica che presso la Corte europea dei Diritti Umani. Ma in questo clima, temiamo che le morti di due bimbi ancora nel grembo delle giovani mamme, di un anziano Rom romeno figlio dell'Olocausto e di altri innocenti resteranno senza giustizia e coloro che le hanno provocate continueranno ad amministrare la città o a servire nelle forze dell'ordine. Siamo vicini agli attivisti di Cosenza e siamo pronti in qualsiasi momento ad accorrere e impegnarci accanto a loro se qualcuno decidesse ancora di perseguitare o scacciare le famiglie Rom che stanno faticosamente cercando di integrarsi nella vostra città.
Sgomberi e deportazioni non sono solo azioni disumane e indegne di una civiltà, ma provocano lutti e situazioni di tragedia umanitaria, che riguardano soprattutto i malati, le donne incinte e i deboli. Durante la campagna contro l'espulsione dei 90 Rom di Cosenza, però, abbiamo riscontrato che sia la stampa locale, sia le figure istituzionali hanno tenuto un atteggiamento positivo e umano, mai improntato al razzismo e all'odio etnico che imperversano al nord o a Roma. Naturalmente - anche in un clima che non è ancora di persecuzione e speriamo non lo divenga mai - l'attivismo e l'informazione veritiera, il supporto legale e il confronto con le Istituzioni e le autorità hanno un'importanza decisiva.
Non bisogna abbassare la guardia, ma è un sollievo constatare come vi siano ancora scintille vive di civiltà, solidarietà e rispetto dei Diritti Umani a Cosenza. Ci ripromettiamo di venirvi a trovare in un momento meno duro e spietato, per stringervi la mano e abbracciarvi con l'affetto che si riserva ai fratelli. Stiamo lavorando a un dossier per l'Unione europea sulla persecuzione in corso in Italia e siamo lieti di poter citare l'esempio di Cosenza - se le politiche solidali proseguiranno - fra i pochi in linea con le Direttive e le Risoluzioni europee, nonché con la Carta dei diritti fondamentali nell'Unione europea. "Gelem gelem": camminiamo insieme, fino a quel "giorno degli uguali" che stiamo cercando di raggiungere con tutte le nostre forze.
Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau
Gruppo EveryOne

























