Budapest, 6 marzo 2009. Come in Italia, così in Ungheria l'odio razziale uccide esseri umani la cui unica "colpa" è quella di essere Rom.
Lunedì 23 febbraio, nel villaggio di Tatarszentgyoergy, 40 chilometri a sud di Budapest, un giovane Rom di 27 anni e il suo bambino di 5 sono stati aggrediti a razzisti e bruciati vivi nella loro casa. Ieri si sono svolti i funerali delle vittime, organizzati dal Consiglio nazionale del popolo Rom.
Un'infinità di fiori bianchi e la musica di un'orchestra composta a più di 100 elementi hanno accompagnato i corpi nel loro ultimo viaggio, alla presenza delle più importanti autorità ungheresi.
Dario Picciau è oggi a Budapest e porterà ai familiari delle vittime e alla comunità Rom ungherese la solidarietà e il cordoglio del Gruppo EveryOne, del Coordinamento antirazzista Sa Phrala, del Gruppo Watching The Sky e degli attivisti che fra mille difficoltà si battono per i diritti del popolo Rom.
Alfred Breitman
Gruppo EveryOne
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