L'International Labour Organization (ILO) delle Nazioni Unite, dopo aver analizzato le prove, le testimonianze e i dossier riguardanti la persecuzione del Rom in Italia, presentati dalle più attive organizzazioni di tutela dei diritti del popolo Rom e di monitoraggio della sua condizione in Italia e nell'Ue - fra le quali il Gruppo EveryOne e il Coordinamento nazionale contro le discriminazioni “Sa Phrala” - condanna nel suo Rapporto 2009 le politiche xenofobe e razziste attuate dalle Istituzioni italiane.
Il ministro degli Esteri Frattini contesta il documento, negando ancora una volta l'evidenza di una persecuzione istituzionale di Rom e migranti che è da tempo efferata e fuori controllo.
L'Italia discrimina i lavoratori immigrati, soprattutto i Rom, con forme di intolleranza, razzismo e xenofobia. L'accusa arriva dal Comitato di esperti dell'Ilo - l'agenzia per il lavoro dell'Onu - che nel suo ultimo rapporto sull'applicazione delle Convenzioni e Raccomandazioni internazionali, punta il dito anche verso i “leader politici” italiani rei di usare una “retorica aggressiva e discriminatoria nell'associare i rom alla criminalità, creando così un sentimento di ostilità e antagonismo nell'opinione pubblica”.
Il Rapporto - pubblicato il sei marzo scorso - chiede così a Roma “risposte” entro il 2009, sollecitando misure ed interventi per “per contrastare il clima di intolleranza e per garantire la tutela ai migranti, a prescindere dal loro status”. Ma l'analisi del Comitato sulla situazione italiana dei “lavoratori immigrati”, soprattutto - oltre ai rom - quelli provenienti da Africa, Asia ed Europa dell'Est, va oltre.
E evidenzia come il clima di intolleranza esistente in Italia abbia un impatto anche sugli standard minimi di protezione “dei diritti umani e del lavoro” nonché sui livelli di vita e le condizioni lavorative, ponendosi in contrasto con la convenzione 143, sulla “Promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti”, ratificata dall'Italia nel 1981. Il comitato richiama così il Governo al “rispetto” delle norme per gli immigrati, “a prescindere dal loro status” ricordando che “ha il dovere di assicurare” anche ai lavoratori “illegali” i loro diritti nel rispetto delle norme su “remunerazioni, sicurezza sociale e altri benefits”.
Il comitato spera - si legge nel testo del Rapporto - che il governo italiano sia in grado di eliminare il clima di intolleranza, violenza e discriminazione degli immigrati, con particolare attenzione alla comunità rom, e di assicurare loro, sia legalmente che socialmente, i diritti umani fondamentali. E, ancora, di far in modo che gli atteggiamenti discriminatori siano meglio identificati e condannati.
Il rapporto e' stato elaborato da un comitato di 20 esperti indipendenti e contiene osservazioni sullo stato d'applicazione delle convenzioni ratificate dagli Stati. E sara' esaminato dalla Conferenza internazionale del lavoro in cui sono stati coinvolti rappresentanti dei governi, imprenditori e lavoratori dei 175 membri dell'Ilo.
Nel capitolo dedicato all'applicazione della Convenzione 143 sui lavoratori migranti da parte dell'Italia, gli esperti hanno giudicato la situazione sufficientemente grave da giustificare la richiesta all'Italia di presentare una risposta dettagliata entro settembre e non tra cinque anni come e' la prassi per questo tipo di Convenzione, ha spiegato Martin Oelz, del dipartimento legale dell'Ilo. L'Italia potrebbe essere chiamata a riferire gia' in giugno in occasione della Conferenza internazionale del lavoro. Dal Corriere della Sera, 19 marzo 2009

Gruppo EveryOne
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