Stupro Caffarella. E' assurdo che le indagini siano condotte dagli stessi inquirenti che hanno tentato di incastrare due innocenti e che poi hanno sottoposto a prelievi di sangue persone di etnia romena - in Italia e in Romania - senza il loro consenso.
E' assurdo che non vi siano controlli super partes in relazione agli esami del DNA. Il caso USA dell'Orchid Cellmark, quello nostrano di Unabomber e molti altri eventi dimostrano come non vi sia attendibilità in tali esami, se non vi è una procedura a tutela degli indagati e nel caso della Caffarella non vi è.
Gli inquirenti hanno raccolto a casaccio mozziconi di sigarette e materiale eterogeneo sul luogo dello stupro. Ora hanno un campionario di DNA, talvolta incompleto, che non ha senso scientifico, ma consente di "incastrare" una rosa piuttosto ampia di potenziali persone incriminabili. I nuovi indagati paiono lontanissimi dalle descrizioni dei fidanzatini: niente capelli lunghi, niente accento arabo, niente mutilazioni alle mani.
Vi è da scommettere che neanche l'altezza corrisponderà - quando la consoceremo - alla descrizione della vittima. Altrimenti avrebbero già diffuso le foto. Sono due romeni che vivono in povertà e quando parlano fra di loro non lo fanno certo "in un buon italiano". Uno dei due è un ragazzino di 17/18 anni, che sicuramente il fidanzatino avrebbe descritto come un quasi coetaneo.
Inoltre ricordiamo quanto divulgato dal Gruppo EveryOne in data 27 febbraio 2009: "... alcuni Rom di Roma hanno dichiarato a un attivista del Gruppo EveryOne, antecedentemente all’arresto dei due accusati di stupro, che le autorità avevano già catturato e tenevano sotto chiave altri due Rom romeni, con la medesima accusa. Se l'informazione corrispondesse a realtà, si potrebbe pensare a due 'riserve' nell’eventualità in cui altri fermati fossero risultati del tutto incompatibili con quanto dichiarato dalle vittime, dal sindaco Alemanno e dalle Autorità italiane".
I fidanzatini finora hanno riconosciuto diverse persone, risultate poi estranee al delitto. Hanno paura? Sono soggetti a pressioni? Non hanno superato lo choc? Di certo, non sono più credibili. Il Gruppo EveryOne chiederà nei prossimi giorni di poter incontrare i due detenuti, anche per accertare che siano stati trattati umanamente. I legali che li difenderanno dovranno innanzitutto tutelarli da pressioni illecite, quindi verificare i primi esami del DNA e quelli che ora li "incastrerebbero". Finora le autorità hanno dimostrato di avere l'intenzione di trovare colpevoli "su misura": romeni, possibilmente Rom.
Non importa loro che siano identificati i veri responsabili, ma salvare la faccia e contribuire a mettere dietro le sbarre due uomini di nazionalità romena e senza tetto: i "mostri" le cui teste chiedono coloro che hanno condotto fino ad oggi una spietata pulizia etnica, operazione che intendono completare.

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