Roma, 27 marzo 2009. Un collegio del Tribunale del riesame, composto dal presidente Antonio Lo Surdo e dai consiglieri Filippo Casa e Vittorio Pazienza, ha cancellato l'ordinanza restrittiva nei confronti di Alexandru Isztoika Loyos, il giovanissimo romeno accusato insieme a Racz dello stupro della Caffarella e quindi scagionato, sia in base agli esami del DNA che di tutte le prove oggettive.

Il Gruppo EveryOne, che ha effettuato e divulgato le controindagini necessarie per allentare la pressione colpevolista dei media e per sostenere il lavoro dei legali, ha presentato alle Istituzioni Ue, proprio in seguito al caso di “giustizia razziale” che ha portato Racz e Loyos vicinissimi a una condanna iniqua, un dossier e una mozione per evitare che si ripetano eventi simili, con la creazione di un'istituzione a cui si possano rivolgere le vittime di abusi polizieschi, abusi che avvengono senza testimoni, a parte gli agenti violenti. “Alexandru è provato, felice ma stanco e non rilascerà dichiarazioni,” ha detto il suo avvocato difensore, Giancarlo Di Rosa. “È tranquillo e anche se resta indagato per i reati che gli sono stati contestati, adesso penserà a difendersi.
Ero sicuro che il Tribunale della Libertà avrebbe bocciato anche questa nuova ipotesi accusatoria della calunnia alla polizia, ipotesi che ritengo del tutto inverosimile nel caso concreto, alla luce della conclamata innocenza di Loyos rispetto all'accusa originaria di concorso nella violenza”. Ora è necessario che si riveda anche la posizione dei nuovi accusati, i romeni Ionut Alexandru e Oltean Gavrilia, che si trovano in carcere dopo aver confessato il crimine, ma che, in base alle ulteriori indagini compiute dal Gruppo EveryOne, dovrebbero essere a propria volta scagionati in ragione di vizi nelle procedure di rilevazione e divulgazione degli esami del DNA.

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