Il Comitato Antirazzista Milanese e il Gruppo EveryOne aggiornano il Presidente della Camera sullo sgombero e la diaspora dei Rom del Ponte della Ghisolfa (Milano)
Milano, 1 aprile 2009
ll.mo Presidente Gianfranco Fini, nell'àmbito del nostro impegno rivolto a di tenerLa costantemente aggiornato sulle novità riguardanti i Rom in Italia, dobbiamo purtroppo trasmetterle le segnalazioni (da parte di testimoni Rom, del Comitato Antirazzista milanese e di altri attivisti) di nuovi abusi perpetrati contro uomini, donne e bambini da parte delle autorità milanesi.
Non pensi neanche per un attimo che il Comitato Antirazista esageri: abbiamo vissuto purtroppo in prima persona episodi simili, a Milano, nei quali si ripetono le stesse violenze, gli stessi maltrattamenti, gli stessi trattamenti inumani. Testimoni Rom riferiscono, riguardo alle operazioni di polizia presso il Ponte della Ghisolfa, numerosi episodi di intimidazione e violenza.
In attesa di una Sua risposta e di una sua presa di posizione, La salutiamo con fiducia.
Qui di seguito, il rapporto del Comitato Antirazzista, che svolge un eccellente opera di monitoraggio sul territorio milanese.
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Milano. Il Comitato Antirazzista segnala nuovi abusi e violenze istituzionali contro le famiglie Rom sgomberate dal cavalcavia Bacula (Ponte della Ghisolfa)
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Milano, 31 marzo 2009. Lo sgombero della comunità Rom che abitava la baraccopoli sotto il Ponte Bacula (circa 250 persone), costituita in gran parte dai reduci dello sgombero in Bovisa dello scorso anno, non è stato altro che l'ennesimo scempio contro "i dannati della terra" di cui gli zingari sono i principali esponenti.
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Lo sgombero era stato ampiamente preannunciato nei giorni scorsi e aveva trovato appoggio istituzionale a 360°.
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Non solo nella logica palesemente forcaiola della Lega Nord (di cui va ricordato il tentativo di manifestazione di tre settimane impedita solo dalla mobilitazione di 200 antirazzisti), ma anche dal fronte sinistro-democratico che, in un volantino apparso in quartiere, denunciava la Lega Nord per la sua operazione elettoralista e, allo stesso tempo, cercava di rassicurare i cittadini in merito all'accordo ormai raggiunto fra De Corato, Prefettura e Questura in merito allo sgombero della baraccopoli. Come dire: non c'è limite al peggio!
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Con una simile premessa le operazioni di questa mattina sono apparse come una semplice esecuzione di una sentenza statale.
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E così, dopo aver distrutto le baracche, impedito a chiunque di recuperare anche solo i propri vestiti, disperso la comunità in vari gruppi in preda ala disperazione, militarizzato l'intera area per tutta la giornata, l'ultimo atto si è consumato alle 22 dopo che una ventina di famiglie, sfuggendo ad una vera e propria caccia all'uomo-donna-bambino, avevano trovagio un rifugio di fortuna occupando una palazzina fatiscente (a dir poco) in via Negrotto, sperando almeno di poter trascorrere la notte in un luogo riparato dall'acqua.
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Con la vigliaccheria che contraddistingue i servitori del potere (benevolmente definiti "sbirri"), dopo che i loro stessi dirigenti avevano preso accordi coi Rom per la notte nella prospettiva di trovare in fretta una soluzione alternativa (cosa peraltro condivisa da tutti, antirazzisti compresi, date le condizioni della palazzina) una decina di volanti hanno atteso che la decina di antirazzisti di cui sopra si allontanassero per procedere ad un ulteriore sgombero (con annessi pestaggi) riportando gil zingari sotto l'acqua, tuttora circondati dalla polizia, e avendo solo i propri corpi per proteggere i 15 bambini, di cui 3 con meno di un anno di vita.
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Ogni ulteriore commento pare superfluo.
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Resta solo lo spazio per un appello a chi ritiene doveroso, oggi come ieri, rispondere colpo su colpo al vero fascismo, che non veste (solo) i panni dei forzanovisti, ma quelli ben più pericolosi della democrazia borghese: quello di trovare le idee, e soprattutto la forza, per dare una risposta all'altezza di ciò che accade sotto i nostri occhi. Noi cercheremo di fare la nosta parte.
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Comitato Antirazzista milanese
Nelle foto di G. Martino, le tracce umane lasciate dalla comunità Rom dopo lo sgombero e la diaspora del Ponte della Ghisolfa (MI)

















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Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527 (+ 39) 331-3585406


















