Milano è uno dei capoluoghi europei del crimine, con un “fatturato” illecito di decine di miliardi di euro.
Si tratta di crimine “made in Italy”, che il giro d'affari dell'Expo e la latitanza delle Istituzioni e delle Autorità nel combatterlo - prese come sono a perseguitare accattoni, invalidi, lavavetri, senzatetto e Rom - rende sempre più forte e organizzato.
In vista delle elezioni, però, qualcuno prova disagio non riguardo alla corruzione e alle infiltrazioni della potente criminalità nostrana, a ogni livello, ma trovandosi a contatto con i migranti e i poveri, nelle carrozze della metropolitana. Ed ecco la proposta di una candidata leghista, Raffaella Piccinni, rilanciata dal vice segretario del partito delle Camicie Verdi (secondo quanto riferiscono il Corriere online e altri quotidiani): carrozze riservate alle donne, ma soprattutto, carrozze riservate agli extracomunitari.
“L'idea di riservare posti ai milanesi, da qui a qualche anno, potrebbe diventare una realtà,” dichiara Salvini (senza che i giornalisti, di solito così pronti a commentare i presunti reati attribuiti a Rom o stranieri, stigmatizzino in alcun modo la delirante proposta). “La mia è l'amara considerazione da parte di un utente dei mezzi pubblici. Non c'è ancora una delibera o una proposta di legge, se qualcuno vorrà proporla lo aiuteremo a farlo.

Uso i mezzi a Milano da vent'anni e vista l'arroganza, la maleducazione e la violenza che regnano, così come una volta c'erano i posti riservati ai reduci, agli invalidi e alle donne incinte, avanti di questo passo fra dieci anni se non si interviene ci saranno posti o vagoni riservati ai milanesi e alle persone perbene. Se non si mette un limite all'immigrazione arriveremo a questo”.
L'Onorata Società e i suoi Uomini d'Onore ringraziano: il razzismo è ossigeno per i loro affari e - mentre le Istituzioni hanno gli occhi puntati sugli stranieri indigenti e gli spiccioli che raccolgono questuando o lavorando con paghe da fame e il ricatto del permesso di soggiorno - le loro lunghe mani (speso inguantate di bianco) si posano sul cospicuo gruzzolo che confluisce sulle attività legate all'Expo e agli affari della “Gran Milàn”.
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