di J. Munteano, Svezia
Il Gruppo EveryOne conduce campagne assai difficili per tutelare, in un Paese, l'Italia, dominato dall'intolleranza, il popolo Rom, i migranti e le minoranze invise alle Istituzioni. I risultati dell'organizzazione rappresentano tappe importanti per la civiltà dell'Unione europea e non a caso Parlamento, Commissione e Consiglio d'Europa riconoscono agli attivisti di EveryOne un ruolo fondamentale per le politiche di desegregazione del popolo Rom nell'Ue. La comunità Rom romena, dopo tante azioni condotte dal Gruppo EveryOne a tutela delle famiglie perseguitate, ha sottoscritto recentemente, con oltre 500 firme, una petizione affinché la Nobel Academy di Oslo assegni all'organizzazione il Premio Nobel per la pace 2010 (Oslo è la sede del Premio Nobel per la Pace, mentre le altre categorie fanno capo alla Fondazione di Stoccolma). Per comprendere più a fondo le strategie e le metodologie del Gruppo EveryOne, la studiosa Jasmina Munteanu ha posto alcune domande a Roberto Malini, uno dei suoi leader.
Quali strumenti legali sono d´aiuto nelle vostre azioni a tutela dei Rom e delle altre minoranze discriminate? Quali sono gli ostacoli? Quali le possibilità di relazione con le Istituzioni?
Il nostro gruppo basa la sue campagne su una perfetta conoscenza e un continuo studio delle leggi italiane e internazionali che riguardano i Diritti Umani, a stretto contatto con le Istituzioni europee e le Nazioni Unite. Abbiamo fornito al Parlamento, alla Commissione e al Consiglio europei dossier, ricerche e testi di mozioni che sono serviti all'elaborazione di Risoluzioni approvate dagli organismi politici dell'Unione. Abbiamo ottenuto un mandato a parte della Commissione europea per monitorare la condizione dei Rom in Italia e il comportamento delle autorità e della cittadinanza nei loro confronti. Trasmettiamo costantemente informazioni, notizie, studi, testimonianze e relazioni audiovisiva al Comitato contro le Discriminazioni delle Nazioni unite e a una rete di organizzazioni internazionali. L'assistenza di avvocati specializzati nel campo dei Diritti Umani è altrettanto importante, anche se in Italia si può ormai dire che le leggi non vengono più applicate, ma distorte e strumentalizzate al fine di espellere, deportare, scoraggiare migranti e Rom dalla permanenza sul suolo italiano.
La percentuale di Rom nelle carceri italiane è altissima, assolutamente sproporzionata rispetto alle percentuali riguardanti altre etnie: un rapporto di 1 a 50 per i detenuti maschi, di 1 a 500 in riferimento alle donne. Le violenze da parte delle forze dell'ordine e gli abusi giudiziari sono ormai all'ordine del giorno, come dimostrano le centinaia di bambini sottratti ai genitori Rom a causa della loro indigenza, i reati attribuiti a Rom solo sulla base di pregiudizi etnici, le condanne di persone innocenti, sempre di etnia Rom. Caso emblematico è quello della giovane Angelica, romnì romena accusata del rapimento di una bambina in fasce a Ponticelli (Napoli) e condannata in primo grado e in appello sulla base delle parole contraddittorie della sua accusatrice, nonostante le evidenze che escludono le sua colpevolezza. Un altro caso esemplare è quello di Romulus Mailat, accusato dell'omicidio di Giovanna Reggiani sulla base della testimonianza di una donna affetta da gravissimi turbe psichiche. Riguardo a Romulus Mailat, gli esami del DNA relativi al suo sangue (trovato secondo gli investigatori sotto le unghie della vittima) e di quello della signora Reggiani (trovato sul volto di lui, sempre secondo le autorità) sono misteriosamente scomparsi. Durante il processo i periti hanno affermato che la pioggia aveva diluito il sangue, rendendo inaffidabili gli esiti degli esami. Ma il DNA permane ed è rintracciabile anche nella diluizione di uno a un milione.
I casi di abuso giudiziario che colpiscono Rom e migranti sono migliaia, così come gli abusi polizieschi e le violenze impunite commesse da razzisti. A Bologna due giovani madri hanno perso i loro bambini di pochi mesi, perché durante uno sgombero la polizia aveva bruciato le medicine necessarie a curare un'infezione di cui soffrivano. L'ospedale non ha trovato di meglio da fare che restituire loro i cadaverini in una scatola di cartone, come se fossero gatti e non esseri umani. A Pesaro, dove le Istituzioni e le autorità hanno commesso una sequenza impressionante di crimini contro l'umanità, riferibili alla persecuzione etnica della comunità Rom romena stanziatasi nel capoluogo marchigiano, un'azione poliziesca ha causato la morte di due bimbi ancora nel grembo delle madri e solo grazie a un'azione eroica dei nostri attivisti si è evitata la sottrazione, già disposta dal Tribunale dei Minori di Ancona, di quindici bambini. I genitori avevano già deciso di cospargersi di benzina e darsi fuoco, nel caso avessero tolto loro i piccoli.
I nostri attivisti hanno dovuto affrontare, nell'occasione, le intimidazoni di venti agenti armati e in preda a veri e propri accessi di odio etnico. "Voglio dedicare la vita a dare la caccia ai Rom per togliere loro i bambini," gridava un dirigente. In coincidenza con l'approvazione di decreti razzisti, inoltre, si verificano "a orologeria" episodi che destano intolleranza nei confronti dei Rom. Oltre al caso di Giovanna Reggiani e di Angelica (sempre nell'immediatezza del varo di decreti sulla sicurezza) si è verificato il caso della Caffarella (che ci ha visti decisamente impegnati a scagionare i colpevoli designati dalle autorità, che dovevano essere all'inizio i Rom Racz e Loyos) e temiamo inquietanti sorprese durante questo mese, nel quale, a meno di un rinsavimento delle Istituzioni, l'ultimo ddl - vera e propria legge razziale - dovrebbe essere approvato in Senato ed entrare in vigore, con esiti tragici per le etnie e le minoranze perseguitate.
Il decreto sicurezza che le Istituzioni stanno per varare è uno degli atti più gravi che siano mai stati compiuti, nell'Unione europea e nel mondo civile, contro i Diritti Umani. Abbiamo dialogato con le più alte cariche dello Stato per evitare che una simile mostruosità giuridica venisse votata, ma incredibilmente la Camera ha dato il via libera alla legge razziale con 297 voti a favore, 255 contro e tre astenuti. Purtroppo il Presidente della Camera Gianfranco Fini, che ci aveva convocati impegnandosi a frenare la deriva razzista e ci aveva chiamato anche in prossimità del voto dei deputati, chiedendoci un parere sul testo in approvazione alla Camera, ha tradito ogni promessa ed è stato uno dei principali fautori del pacchetto, che entra nella Storia dell'Unione europea come uno degli eventi più indecenti, come una delle violazioni più totali ed efferate di tutte le leggi civili e morali. Peccato, perché l'onorevole Fini aveva stigmatizzato, davanti a noi, il progetto di un'Italia xenofoba e razzista promosso dalla Lega Nord e dai movimenti nazionalisti e per la "difesa della razza".
I suoi interventi ispirati alla tolleranza, di fatto, toccano sempre temi ed eventi marginali, mentre il suo appoggio incondizionato va alle politiche intolleranti che modificano profondamente la società, intaccandone come un cancro la fibra civile e la cultura dei Diritti Umani. Il nostro gruppo non rinuncia a confrontarsi con le Istituzioni, ma tocca a queste ultime accettare la nostra consulenza, che si basa sul diritto e sulla tradizione democratica del continente, senza concessioni a misure lesive delle libertà e dei diritti fondamentali delle minoranze.
Come si possono modificare i pregiudizi sui Rom che fanno ormai parte delle convinzioni dell´opinione pubblica?
In questo momento l'opinione pubblica è fortemente influenzata da oltre due anni di propaganda razzista condotta da quasi tutti i media: quotidiani e riviste, televisioni, radio e siti internet di informazione. Movimenti ispirati a ideologie intolleranti, come la Lega Nord, Forza Nuova, i gruppi neofascisti e neonazisti, le componenti del Popolo delle Libertà e delle forze di sinistra ostili alle minoranze etniche, ai migranti provenienti da Paesi in crisi umanitaria a ai senzatetto hanno contribuito al formarsi di fobie nei confronti delle razze e dei gruppi sociali oggi sgraditi.
Riguardo agli uomini simbolo di questa sinistra, davvero "sinistra" nei confronti delle etnie, delle razze e delle categorie sociali emarginate, è rappresentata da politici come Sergio Cofferati e Leonardo Domenici, tuttora appoggiati dal PD, nonostante la loro storia legata alla repressione delle comunità sociali più vulnerabili. Proveniente da tutti i punti cardinali, l'ondata di intolleranza è divenuta una psicosi collettiva, che ha formato una cultura xenofoba e razzista, cultura che si è estesa come un virus a tutti i ceti sociali. Unico elemento positivo, la rinascita - grazie al lavoro di divulgazione culturale e alle campagne del Gruppo EveryOne, dei Radicali e di poche altre organizzazioni - di una cultura che, al contrario, è realmente antirazzista e tollerante. Se due anni fa questo pensiero rispettoso dei Diritti Umani era solo un germoglio, oggi si è diffuso presso politici, attivisti, intellettuali, insegnanti ed educatori. Se prima nove genitori su dieci mettevano in guardia i loro bambini contro il "pericolo zingaro" e una presunta asocialità di certe etnie e di certi comparti della società, oggi una buona parte di quei genitori comincia a insegnare ai figli che il razzismo e l'intolleranza sono mali da combattere e non atteggiamenti virtuosi. Bisogna tuttavia continuare a impegnarsi, decuplicando le energie, perché i semi del cambiamento raggiungano la politica, i media, la scuola, lo spettacolo e le manifestazioni culturali, consentendo il rifiorire della filosofia dell'accoglienza, dell'uguaglianza, dei Diritti Umani
Come si fa lavorare contro la discriminazione che esiste nei confronti dei Rom?
E' molto difficile, perché la discriminazione contro i Rom ha radici antiche e i pregiudizi medievali tendono a riaffermarsi quando la società si sente minacciata e le persone che la guidano utilizzano le minoranze più vulnerabili quali capri espiatori per giustificare crisi e fallimenti o per mantenere posizioni di potere. L'attivismo deve contrastare calunnie e propaganda dirette a creare allarme sociale, cercando di dimostrare l'infondatezza di tali falsità. Ma non basta. Quando una minoranza viene perseguitata, spesso si disperde e diviene facile preda di abusi, perché le vengono a mancare punti di riferimento utili a difendersi.
I Rom, braccati, aggrediti, calunniati, soggetti a violazioni poliziesche e giudiziarie, scacciati da un luogo all'altro sono vittime sacrificali assolutamente indifese di fronte al potere deviato. E' fondamentale che l'attivismo mantenga i legami con le famiglie e le comunità, identifichi e protegga coloro che - fra le vittime dell'intolleranza - sentono la vocazione di rappresentare il proprio popolo. Non serve a nulla impegnarsi per i Rom, ma solo farlo insieme a loro. Questo significa spesso sottoporsi agli stessi rischi. I leader e gli altri attivisti del Gruppo EveryOne hanno subito pestaggi, insulti, calunnie, tentativi di abuso poliziesco, minacce di morte, intimidazioni da parte di autorità di notevole livello.
Le loro campagne, però, hanno prodotto Risoluzioni europee, ammonizioni e sanzioni contro gli aguzzini da parte delle Istituzioni internazionali, un'informazione corretta sulla persecuzione al di fuori dei confini italiani, la mancata nomina di personalità politiche razziste a importanti ruoli internazionali (attualmente ci stiamo battendo affinché Mario Mauro del Pdl, un uomo che appoggiò le misure repressive contro i Rom, a partire dal rilievo delle impronte digitali, non divenga presidente del prossimo Parlamento europeo), la rimozione di autorità xenofobe e intolleranti (in un caso, persino un questore). Per ottenere tali risultati, occorrono le tre "C": Conoscenza, coraggio e costanza.
Il governo Italiano, lavora con la implementazione del RED? (Racial Equality directive)
Formalmente sì. Il governo italiano non perde occasione per affermare di essere impegnato contro razzismo e xenofobia, salvo poi farsi tradire dall'arroganza e assumere posizioni intolleranti anche contro gli organismi che tutelano i Diritti Umani, come hanno fatto in questi giorni il ministro La Russa e il presidente dei senatori del Pdl Gasparri, che hanno contestato l'autorità e il valore dell'Alto Commissario per i Rifugiati delle Nazioni Unite. In genere, però, gli uomini al potere - mentre attuano senza alcuno scrupolo le loro azioni contro le etnie, le razze e i gruppi sociali loro invisi - affermano di non essere intolleranti, ma accoglienti, di promuovere la parità sociale e l'antirazzismo. E' la stessa tattica che utilizzavano i nazisti.
Accusati di perseguitare gli ebrei, si indignavano, manifestavano stupore e invitavano le Istituzioni e le organizzazioni umanitarie a visitare i campi di concentramento e sterminio, dove in occasione delle ispezioni realizzavano sofisticate messinscene che spesso convincevano le delegazioni riguardo all'attenzione del Terzo Reich nel campo dei Diritti Umani. Il caso del ghetto di Theresienstadt, luogo di dolore e morte mascherato da "villaggio per anziani e bambini ebrei" in occasione di una visita della Croce Rossa, è emblematico di questa politica. Il governo italiano cerca di evitare ispezioni internazionali, ma quando non può evitarle, tenta di mettere in atto mascherature della realtà, come nel caso della visita di Barrot a Lampedusa. Il governo italiano, in realtà, investe milioni di euro in purghe etniche contro i Rom, azioni di vessazione dei migranti, operazioni di respingimento dei profughi, creazione di luoghi inumani e degradanti per i migranti che cadono nelle loro mani, in attesa di espulsione (non certo di asilo).
Il governo italiano rappresenta oggi il modello negativo che rischia di esercitare un'inquietante seduzione su altri Paesi che vorrebbero liberarsi di Rom e stranieri. L'Unione europea e le Nazioni Unite devono impegnarsi per evitare che il virus del razzismo italiano ammali il continente, riconducendolo in un medioevo fosco e barbarico, allontanandolo dalla vocazione alla tolleranza e all'antirazzismo, resuscitando i fantasmi delle leggi razziali e dell'Olocausto.
Gruppo EveryOne
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