Le violazioni dei Diritti Umani in Italia si configurano quali Crimini contro l'Umanità. E' necessario che Unione Europea e Nazioni Unite intervengano
Milano, 17 maggio 2009. L'Italia, con le politiche xenofobe, razziste e persecutorie, mette in pericolo la democrazia europea e mondiale. I respingimenti in Libia di centinaia di profughi provenienti da Paesi dell'Africa in cui sono in corso guerre, persecuzioni etniche, carestie e drammi umanitari gravissimi rappresentano le violazioni più gravi della Convenzione di Ginevra e della carta dei diritti fondamentali nell'Unione europea che si siano verificate negli ultimi anni nel continente. Le leggi internazionali, sintetizzate in un rapporto pubblicato nel 2005 dalla GCIM (http://www.gcim.org/attachements/TP7.pdf), indicano con precisione che la distinzione fra "clandestini" e "profughi" dipende esclusivamente dalle condizioni che spingono esseri umani a migrare in un Paese diverso dal loro.
I barconi in cui centinaia di persone, fra cui bambini, donne anche incinte, malati affrontano viaggi che mettono a repentaglio le loro vite contengono - al di là di ogni dubbio - comunità di profughi, salvo prova contraria. Si ricorda che la lotta contro i profughi dall'Africa ha causato negli ultimi anni migliaia di vittime, poiché i "viaggi della speranza" sono resi ancora più pericolosi dalle procedure che trasformano i confini del mediterraneo in una "Fortezza Europa" in cui le uniche norme che vigono sono la xenofobia e la paura di accogliere un'umanità che porta con sé i segni di tragedie umanitarie. Sembra di tornare nel Medioevo, perché un muro di ostilità divide oggi la civiltà europea dalla fratellanza universale che è la base della cultura democratica dei Diritti Umani.
E' importante tenere sempre a mente che l'Unione europea ha accolto da tempo la sfida relativa alla protezione dei profughi, cercando di armonizzare e unificare le procedure degli Stati membri (si veda per esempio il Libro Verde sull'Asilo" pubblicato dalla Commissione europea nel 2007. Per evitare che la xenofobia si travestisse da "lotta all'immigrazione clandestina", l'Unione europea si è munita di due Direttive (la 2004/83 e la 2005/85) in cui si cerca di stabilire standard minimi sia riguardo alla concessione dell'asilo che riguardo all'applicazione di criteri di accoglienza verso i profughi secondo livelli di protezione internazionale.
La Direttiva del 2004 non riconosce accoglienza solo a che consegue lo status di rifugiato, ma anche una protezione sussidiaria a chi fugga da gravi situazioni umanitarie. Anche nel caso sia rifiutato lo status di rifugiato, il corpo d'esame deve dunque valutare l'opportunità di concedere protezione internazionale. La Direttiva definisce le condizioni per tale tipo di protezione, che non è restrittivo, colmando le lacune della Convenzione di Ginevra e prevedendo protezione ai profughi in fuga da gravi situazioni umanitarie.
Ma ancora prima di questa considerazione, si deve sempre considerare che l'Unione europea ha dimostrato di voler intraprendere una via di ospitalità e integrazione dei migranti in difficoltà e non di rifiuto, tant'è vero che sono allo studio Direttive per salvaguardare il diritto all'inclusione, all'integrità delle famiglie extracomunitarie, a progetti di sviluppo in previsione di una società multietnica e multiculturale basata sulle pari opportunità. I rigurgiti di nazionalismo, razzismo e xenofobia sono incompatibili con lo spirito della nuova Unione europea ed è necessario identificare sanzioni in grado di assicurare che le Direttive e la Carta dei diritti fondamentali non possano essere trasgredite impunemente, come invece fa l'Italia, irridendo le Istituzioni dell'Ue e le Nazioni Unite.
In questo senso, il decreto sulla sicurezza che l'Italia si appresta a varare contiene una sequenza impressionante di violazioni dei diritti fondamentali e delle norme contenute nelle Direttive: dall'istituzione del reato di clandestinità (prima di definirlo, è necessario completare le procedure che escludano che il migrante abbia diritto a protezione internazionale ed è poi necessario appurare se possa essere giuridicamente accettabile criminalizzare esseri umani che esercitano il diritto alla migrazione, senza incorrere in violazione dei Diritti Umani), alla legalizzazione di ronde (le stesse ronde che hanno aggredito negli anni passati Rom, migranti, senzatetto, omosessuali e persone di etnie o gruppi sociali sgraditi alle ideologie intolleranti; si analizzino, anche in base a motori di ricerca, le azioni condotte da aderenti alla Lega Nord e a Forza Nuova, movimenti per la razza ormai inseriti ai vertici dello Stato italiano, ma anche nel Parlamento europeo e addirittura nella LIBE), dall'obbligo di delazione nei confronti dei migranti alla permanenza degli stessi nei Cie (veri e propri lager) per periodi fino a 6 mesi, dalla sottrazione dei minori chi non ha documenti alla schedatura di chi non ha dimora.
Ma il decreto, inutile per la vera sicurezza, è strutturato in toto come una legge razziale (http://www.everyonegroup.com/EveryOne/MainPage/Entries/2009/5/11_Italy._A_security_decree_contrary_to_the_EUs_Charter_of_Fundamental_Rights.html).
Riguardo all'istituzione delle ronde, il pericolo è gravissimo, perché sono create a modello di gruppi come gli ausiliari delle SS, le Croci Frecciate, le Camicie Nere. Ecco la dichiarazione di un simpatizzante della Lega Nord che attende di far parte delle "Ronde Padane":
"Non vediamo l'ora di mostrare i muscoli ai negri, ai marocchini e agli zingari," afferma Claudio, 35 anni, bresciano simpatizzante ed elettore della Lega Nord. "Finalmente con le ronde potremo far vedere chi comanda a questi barbari che rubano, sporcano, rendono la vita impossibile alla brava gente. Ormai si vedono in giro solo invasori e dopo l'approvazione del decreto si sentirà puzza di carne negra bruciata". Sullo stesso tenore, un articolo apparso sul Corriere della Sera online il 15 maggio 2009:
Si veda anche:
http://www.ilbenecomune.net/2008/ronde-padane-la-falsa-soluzione-che-alimenta-lodio/
http://razzismoitalia.blogspot.com/2009/05/moldavo-aggredito-da-un-gruppo-di.html
Tornando al "reato di clandestinità", se è vero, come afferma il governo italiano, che Grecia e Francia l'hanno introdotto nei loro ordinamenti giuridici, è necessario appurare se siano provvedimenti legittimi o violazioni del diritto alla migrazione. Il Gruppo EveryOne ricorda alle Istituzioni a alle autorità internazionali che pulizia etnica (che in Italia riguarda i Rom), deportazioni (tali sono gli illegittimi respingimenti di profughi e le espulsioni di esseri umani in difficoltà umanitaria) e trattamenti inumani e degradanti reiterati (cosa che avviene regolarmente nei Cie) si configurano quali Crimini contro l'umanità, poiché vi sono sia l'elemento oggettivo (comportamenti particolarmente offensivi della dignità umana, realizzati in maniera estesa e sistematica contro popolazioni civili) che quello soggettivo (volontarietà dell'atto nonostante le Risoluzioni europee e gli ammonimenti da parte della Commissione europea, del Consiglio d'Europa, delle Nazioni Unite e delle principali organizzazioni internazionali per i Diritti Umani; consapevolezza delle violazioni). Si vedano, in tale ottica, i testi di Bassiouni, Schwelb, Garraway, Robinson, Bettati, Triffterer e altri. In quest'ottica, il Gruppo EveryOne ritiene che sia in sede di Commissione europea che di Consiglio d'Europa e di Nazioni Unite sia doveroso iniziare un procedimento contro le Istituzioni centrali e locali italiane proprio per Crimini contro l'Umanità.
Con la stessa prefigurazione, organizzazioni internazionali per i Diritti Umani stanno per presentare un dossier di denuncia presso il Tribunale Penale Internazionale de L'Aja.
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527 (+ 39) 331-3585406


















