XII Convegno dei Rom e Sinti a Rho: alla ricerca di strategie comuni per fronteggiare la persecuzione istituzionale e progettare il futuro
di Alfred Breitman
Il 15 maggio si è tenuto a Rho, presso l'area Rom di via Sesia, il XXII Convegno nazionale dell'A.I.Z.O. sul tema "Rom e Sinti: esclusione o inserimento?". Mentre su braci accese giravano due maialini, gli interventi dei relatori si sono succeduti, presentando una realtà sempre più inquietante e preoccupante, ma anche una volontà strenua - ben presente nelle parole di Carla Osella e Jonko Jovanovic, presidente e vice-presidente dell'A.I.Z.O. - di resistere ai moti persecutori per porre nuove basi di integrazione, anche grazie all'attenzione che le Istituzioni internazionali dedicano alla situazione dei Rom e dei Sinti in Italia.
Momento di particolare emozione, l'interpretazione di Gelem Gelem - l'inno dei Rom e dei Sinti - eseguita alla fisarmonica dal grande Jovica Jovic e cantata a due voci dallo stesso Jovic e da Dijana Pavlovic, già in campagna elettorale per le prossime europee, dal cui esito ci si augura non scompaiano i candidati Rom e Sinti né gli antirazzisti. Per ora, vi è di certo che Viktoria Mohacsi non è stata candidata, come Els De Groen, mentre i Radicali, esclusi dalle liste del Pd, si presenteranno con una lista propria e Giulietto Chiesa è stato costretto a candidarsi con un partito della Lettonia: Per la difesa dei Diritti Umani.

Mentre il fotografo Steed Gamero immortalava immagini della vita e del coraggio dei Rom, Roberto Malini e Dario Picciau del Gruppo EveryOne e del Coordinamento Sa Phrala invitavano le organizzazioni a lavorare in rete, senza perdere il contatto con il popolo Rom perseguitato e tenendo sempre presente che, come ha spiegato Malini "questo governo non agisce nel rispetto della Costituzione né della carta dei diritti fondamentali nell'Ue; è un organismo che ha usurpato il potere seminando odio e pregiudizi medievali, contando su un totale controllo dei media e violando le leggi che sono alla base della civiltà e della democrazia.

Dunque," precisava l'attivista, "dobbiamo comportarci come rappresentanti dell'autentica nazione italiana, difendere le vittime delle purghe etniche senza temere le leggi razziali né la persecuzione poliziesca e giudiziaria che potrebbero colpirci, in attesa di un futuro in cui saranno ripristinate la democrazia e la cultura dei Diritti Umani".
"Le associazioni grandi e piccole," ha detto Dario Picciau, "devono impegnarsi a superare gli interessi di parte e mettersi al servizio di una causa primaria, lavorando in sinergia, scambiandosi informazioni, mettendo in atto strategie comuni per difendere il popolo Rom in questo frangente di terribile persecuzione".
Marcella Delle Donne, docente presso l'Università La Sapienza di Roma, ha illustrato i cambiamenti e le emergenze sempre più gravi che riguardano le comunità Rom e Sinte, mentre il giovane testimone Branko Suleimanovic ha suscitato grande commozione nel pubblico riferendo i particolari tragici dell'assassinio di sua madre durante gli anni della pulizia etnica nella ex Jugoslavia.
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527 (+ 39) 331-3585406















