Roma. Mentre le ronde attendono il "timbro" dello Stato, l'ennesimo raid razzista manda all'ospedale cinque bengalesi
Roma, 23 maggio 2009. Mentre progetti di milizie armate raggiungono a un ritmo quotidiano le Istituzioni centrali e locali, le ronde fanno le prove generali in vista del decreto che le legalizzerà.
La Guardia Nazionale Italiana è una delle organizzazioni più "attrezzate", formata da "veri italiani nazionalisti e patrioti, gente che sappia portare degnamente e con orgoglio l’uniforme, per servire la nostra terra ed il popolo italiano, con regolare mandato e in piena legalità" come recita il suo manifesto, utilizzato per l'arruolamento.
Ma su Facebook sono presenti da tempo gruppi di sostegno alle ronde che fanno capo a Forza Nuova, Lega Nord, Italia Nera, Gioventù Italiana. Intanto, i primi gruppi, già dotati di spray al peperoncino (legalizzato dallo stesso ddl 733), si aggirano intorno agli insediamenti Rom e ai ricoveri in cui si rifugiano migranti poveri e senzatetto.
La notte scorsa, in questo clima che annuncia una tempesta di violenza imprevedibile, si è verificato a Roma un raid razzista contro alcuni membri della comunità bengalese, che allestivano lo stand in previsione dei festeggiamenti di oggi, in occasione del loro capodanno. E' accaduto a Villa Gordiani, dove cinque bengalesi sono stati aggrediti, riportando contusioni e ferite.
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