non rappresenta i valori espressi dalla Carta dei diritti fondamentali nell'Ue, è portatore di ideologie omofobe e xenofobe, mette in discussione le conquiste civili e democratiche europee
del Gruppo EveryOne
Roma, 2 maggio 2009. Il 20 maggio 2008, un anno fa, Mario Mauro (Pdl, attuale vicepresidente del Parlamento europeo) affermò che il problema dell'emarginazione e della persecuzione istituzionale dei Rom in Italia era solo “un pretesto della sinistra europea per delegittimare il governo Berlusconi” e annunciò un importante strumento del governo che avrebbe garantito dignità e integrazione al popolo Rom. Lo strumento lo hanno visto tutti: sgomberi brutali, senza alcuna alternativa di alloggio, senza assistenza a malati, bambini, donne incinte. Un carosello dolente di espulsioni, provvedimenti razziali, limitazioni dei diritti fondamentali. Una tragedia umanitaria che sarà ricordata dai posteri come un nuovo Olocausto.
L'on. Mauro, favorevole anche al rilievo delle impronte digitali per i Rom, ha più volte giudicato inaccettabili e infondate le considerazioni del Commissario europeo Thomas Hammarberg riguardo alla condizione dei Rom in Italia.
Ma le posizioni di Mario Mauro nei confronti di altre minoranze non sono meno gravi. Secondo l'on. Mauro, infatti, nel Parlamento europeo esisterebbe una “lobby gay” guidata dall'intergruppo LGBT capeggiato dall'eurodeputato Michael Cashman. L'Unione europea, sempre secondo Mario Mauro, sarebbe “incompetente a disciplinare famiglia, convivenze more uxorio e unioni omosessuali”.
L'on. Mauro è inoltre contrario al Gay Pride, la più importante manifestazione per i diritti delle persone omosessuali e transgender e, cosa ancora più sconcertante, nel corso del suo mandato, ha contestato l'approvazione al Parlamento europeo di una risoluzione contro l'omofobia, dichiarando: “La Risoluzione sull'omofobia è un documento ideologico che ha ben poco a che fare con la concreta tutela dei diritti fondamentali delle persone, ma suona molto di più come un manifesto inneggiante alla distruzione dei valori che hanno originato l'Unione Europea come progetto politico”. Approvando simili tesi, apertamente in contraddizione con i trattati e anche con il buon senso, si ottiene il solo esito di favorire il distacco dei cittadini dalle nostre Istituzioni”.
Mauro è anche il contestatore per eccellenza della “Relazione sui diritti fondamentali nella Ue nel periodo 2004-2007”, redatta dall'eurodeputato Giusto Catania e approvata con 401 voti favorevoli, da lui definita “sfrontatamente ideologica e per molti versi sconclusionata”. Forse proprio perché tutela i diritti, tra gli altri, di Rom e persone omosessuali discriminate?
In questi giorni si parla di Mario Mauro come di possibile “guida per il Parlamento europeo”. Chiediamo a tutte le personalità politiche democratiche e a tutte le persone di buon senso, che siano di destra o di sinistra, di non permettere che un fautore di intolleranza, xenofobia e omofobia, che ha tentato in molteplici occasioni di screditare la lungimiranza e l'integrità del Parlamento europeo e del Consiglio Ue, possa assurgere a una carica tanto importante per la civiltà europea.
Mario Mauro si è posto su posizioni contrarie alle conquiste civili e democratiche delle Istituzioni europee. Eleggerlo a un ruolo tanto rappresentativo dei valori europei, che si fondano sulla cultura dei Diritti Umani e della democrazia significherebbe - per la prima volta da quando iniziarono i processi virtuosi che hanno condotto i Paesi membri alla condivisione di obiettivi di civiltà - compiere un passo indietro rispetto agli ideali alla base di uno fra i più grandi e nobili progetti mai concepiti nel nostro continente.
L'onorevole Mauro va rispettato per la coerenza delle sue idee politiche, ma nello stesso modo va rispettato il pensiero di coloro che diedero inizio al sogno dell'Unione europea e di coloro che lo mantengono integro: un pensiero che si discosta in maniera netta dalle convinzioni politiche più volte espresse dall'attuale vicepresidente del Parlamento europeo; in tal senso, si legga, per esempio, l'intervista rilasciata da Mauro al quotidiano “Il Sussidiario.net”: http://www.ilsussidiario.net/

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