“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dov’è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità andate lì, o giovani, col pensiero. Perché lì è nata la nostra Costituzione”.
Piero Calamandrei
Milano, 8 maggio 2009.

Bisogna opporre le ragioni del coraggio, dell'umanità, del sentimento universale di fratellanza e pace, del rispetto del prossimo a questi oppressori, a questi padroni e servi di un potere perverso e pervertirto, malvagi, pessimi esempi per la gioventù italiana. Lavorare duramente, con immensi sacrifici, affrontando le loro intimidazioni e violenze, la loro arroganza mortifera, frapponendo la dignità delle nostre vite alle operazioni persecutorie è ormai l'unico modo per dissociarsi dalle atrocità, divenendo veri patrioti, veri difensori della democrazia. Ci rivolgiamo a tutti coloro che non collaborano con le Istituzioni che attuano politiche e azioni contro l'umanità: fratelli, ora siete voi, siamo noi lo Stato, di cui rappresentiamo l'anima ancora pulita, civile, democratica.
Che non ci colga la paura, che non ci prenda mai la tentazione di arrenderci: ogni vita salvata, ogni ingiustizia evitata è un mattone poggiato sul suolo dell'Italia di domani, un mattone dell'edificio di un governo giusto e legittimo. La strategia del potere che divampa come fuoco sulla terra d'Italia, bruciandone la sostanza nobile della Costituzione e della cultura dei Diritti Umani appare ormai chiara. Sono furbi, coloro che promuovono l'orrore dell'intolleranza, e ammorbano il Paese con le loro ideologie razziste.
Per trasformare in realtà il loro delirio di razza, alternano esternazioni provocatorie, attraverso politici già noti per la demagogia intollerante (p.e. Salvini e la follia dell'apartheid sui mezzi pubblici milanesi), stigmatizzando poi tali "estremizzazioni" attraverso i leader che si ispirano a un "razzismo moderato": così vogliono porre il fondamento per il golpe contro gli ideali democratici, fondamento che è - oggi - il decreto sulla sicurezza, un testo xenofobo e aberrante, contrario alla Costituzione, alla Carta dei diritti fondamentali nell'Unione europea, alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Invitiamo tutti i democratici a non cadere nella trappola: se la protesta contro il decreto nella sua integralità proseguirà nelle sedi europee e internazionali, il governo non avrà possibilità di farlo passare o comunque dovrà abortirlo presto, perché rappresenta il ritorno delle leggi razziali. Roberto Malini
Nella foto, Piero Calamandrei, uno dei Padri della Costituzione
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