La politica della "caccia allo 'zingaro' e al senzatetto", ordita dalle Istituzioni centrali e locali, dalla propaganda razzista di destra e di sinistra, ha prodotto risultati devastanti per la sicurezza in Italia.
Mentre le forze dell'ordine sono erano sguinzagliate contro le famiglie Rom, i migranti e i poveri, rifugiati in luoghi di fortuna, costretti a vagabondare da una città all'altra, braccati per crimini inesistenti (le attività estreme per sopravvivere: accattonaggio, lavaggio vetri, vendita di fiori e collanine), 'ndrangheta, camorra e cosa nostra si sono impossessate del territorio italiano, dove, indisturbate e addirittura protette, hanno seminato morte e disperazione.
Secondo molti criminologi, il consumo di droga è il parametro per valutare l'espansione del crimine organizzato. In quest'ottica, l'Italia ha toccato a fine 2008 un record mondiale senza precedenti. La Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia offre, infatti, dati incredibili e sconfortanti. Non è un errore di battitura, ma la realtà: la percentuale di tossicodipendenti nel nostro Paese è aumentata in dodici mesi di oltre Il 16%. Non l'1,6, che già sarebbe una percentuale allarmante, ma dieci volte di più!
A fine 2007 il numero di tossicodipendenti gravi in Italia era di 320 mila; un anno dopo sono 385 mila. Il Rapporto sottolinea aumenti fuori controllo sia nel consumo di cocaina che in quello, sorprendente, di eroina. Un altro dato iperbolico, ma purtroppo reale, riguarda l'aumento del numero dei minori in carcere per reati legati allo spaccio: sono cresciuti del 38%!

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