Gianfranco Fini, una voce che parla di uguaglianza e Diritti Umani. Diamo forza a quella voce...
del Gruppo EveryOne

Oggi, in Italia più che in ogni altro Paese dell'Unione europea, siamo di nuovo nel baratro della persecuzione razziale. Chi minimizza, lo fa contro i numeri delle deportazioni, dei lutti, delle aggressioni, dei pogrom: numeri e percentuali che ricalcano quelli che caratterizzarono gli anni del fascismo, con la sola differenza che ci sono meno eroi. Il nostro gruppo, insieme a una rete internazionale di Ong, sta cercando disperatamente di evitare l'approvazione del decreto 733, un'orrida legge razziale che, se varata al Senato, aumenterebbe in una misura fuori controllo il dramma dei Rom, dei migranti e dei poveri e trasformerebbe l'Italia in un regno dell'intolleranza, della discriminazione, della violenza razziale e della delazione.
Un impegno che pone gli attivisti EveryOne in una condizione di pericolo, come dimostrano i pestaggi, le minacce di morte e le intimidazioni subite dai nostri membri Rom, le convocazioni pretestuose presso sedi poliziesche, gli “avvertimenti”. Non a caso, i co-presidenti del Gruppo EveryOne sono fra le 100 persone (pochissime delle quali appartenenti all'Unione europea) invitate alla quinta Piattaforma di Dublino per i Difensori dei Diritti Umani, sostenuta dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e riservata agli attivisti soggetti a pericolo di persecuzione e di vita nella loro opera a difesa delle minoranze. Nostro punto di riferimento istituzionale per questa istanza fondamentale è il Presidente della camera Gianfranco Fini, sicuramente una delle “voci capaci di parlare ancora di uguaglianza e diritti umani”.
Oggi a Madrid, in un forum a El Mundo, Fini ha dichiarato che, riguardo al fenomeno dei migranti “è assolutamente indispensabile distinguere chi chiede asilo politico. I rifugiati non possono essere automaticamente equiparati al clandestino. La equiparazione automatica farebbe venir meno la dignità della persona umana. Sarebbe immorale dire subito al migrante 'sei clandestino, ti rimando al tuo Paese'. Sarebbe in alcuni casi come condannare quella persona a morte”. Il Presidente della Camera ha quindi definito una regola base della civiltà: “vale un principio della nostra cultura occidentale: sono prima uomini e poi immigrati. Nelle nostre case in Italia è impensabile trovare un'italiana che assista gli anziani o che lavori come cameriera.
Questo fatto oggettivo rende indispensabile una politica di immigrazione che si basi si due pilastri: aiutare i Paesi di partenza a progredire da una parte, e dall'altra cercare di assorbire con parità di diritti e doveri tutti quegli stranieri disponibili o costretti a lasciare le proprie patrie e di cui abbiamo drammaticamente bisogno. E' anche nel nostro interesse”.
Riguardo al decreto sicurezza, che Fini sa perfettamente essere lo spartiacque fra civiltà e barbarie fascista, ha puntato il dito contro uno degli articoli, quello che penalizzerà i migranti bisognosi di cure mediche o sociali (e che dunque in base al ddl dovrebbero essere denunciati da medici, infermieri, funzionari e assistenti sociali): “Non è accettabile che venga messa in secondo piano la dignità della persona rispetto alla condizione di legalità o meno del proprio status. Investire oggi sulle politiche per l'immigrazione significa avere un vantaggio domani rispetto a quella che si annuncia come una invasione biblica”.

Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527 (+ 39) 331-3585406












