“Io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato , privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria , gli altri i miei stranieri”.
Don Lorenzo Milani
di Alain Goussot
Sappiamo che di questi tempi la vita delle persone non vale molto; soprattutto se si tratta di poveri, senza fissa dimora o immigrati senza documenti o con documenti scaduti; la vita è ormai solo valore di scambio sul mercato della politica mediatica e sul mercato delle merci che servono al sistema dei consumi e a chi lo gestisce. La vita della donna somala fuggita dalla guerra e dalle violenze vale solo come oggetto di aggressione degli urlatori del mercato politico che devono stare al potere per rendere la massa gregaria e incapace di esprimere la propria coscienza critica e anche la propria umanità .
La sicurezza? La sicurezza di chi? Di chi è privilegiato nei quartieri alti, di chi ha accumulato profitti , di chi fa parte della casta che governa sfregiando continuamente i precetti costituzionali e repubblicani? Ma chi si occupa della sicurezza del cittadino immigrato che lavora, magari senza misure di sicurezza sul lavoro, della donna immigrata che fa la badante e che magari viene anche molestata dalle persone per bene che la sottopagano, del giovane precario che non ha prospettiva, del lavoratore di 50 anni che perde il lavoro, del cassintegrato che deve vivere con 800 euro al mese’.
Di quale sicurezza stiamo parlando ? Dei corrotti e dei mafiosi che gestiscono flussi di denaro e controllano banche, società finanziarie, aziende e anche uomini politici corrotti fino al midollo? Di quale sicurezza stiamo parlando? Dei ceti che si sono arricchiti sulla pelle dei lavoratori e che devono difendere le loro proprietà dalle ‘classi pericolose’: barboni, immigrati clandestini, malati psichiatrici , vagabondi di ogni tipo, giovani arrabbiati, lavoratori disperati.
Urlano con il megafono dei media! Sicurezza!! La sicurezza di alcuni diventa l’insicurezza, la paura, l’angoscia dei tanti che si sentono come braccati e stigmatizzati: abbiamo già conosciuto questo tipo di clima sociale e di sentimenti negli anni trenta nella caccia all’ebreo; oggi assistiamo alla caccia all’immigrato ‘clandestino’ di cui spesso si sa quasi tutto mentre i potenti pretendono per loro l’assoluta riservatezza e opacità rispetto alla loro vita. La vera insicurezza è quella sociale che sta calpestando la vita e la dignità umana di tante donne e uomini di questo paese (ma anche di tanti altri paesi) che non sanno più come andare avanti.
Ovviamente i media in mano alla casta dei potenti e dell’aristocrazia del denaro alimenta la paura del povero di colore diverso; la costruzione del capro espiatorio sul quale scagliare tutte le frustrazioni sociali che prova tanta gente di fronte ad una crisi che tuttavia non viene dal cielo in quanto è il prodotto di decisioni a livello economico, finanziario e politico. Inoltre la cultura dell’indifferenza verso l’altro, dell’egoismo individualistico e consumistico rende la società sempre più aggressiva nei confronti di chi è più debole; la perdita totale di senso morale e di ethos dell’accoglienza nonché della responsabilità degli uni verso gli altri sta lacerando il tessuto sociale.
La democrazia è ormai soltanto un farsa perché la sicurezza riguarda alcuni ceti e alcune zone territoriali a scapito di tutto e di tutti. I demagoghi hanno acceso la miccia dell’odio verso l’altro e sta passando già nei comportamenti e nel linguaggio la tecnica del linciaggio che aggrega le folle permettendo così alla valvola di sfogo di tutte le frustrazioni di funzionare in modo non pericoloso per chi domina. Anzi tutto ciò diventa funzionale all’organizzazione di un nuovo senso comune fatto d’intolleranza, aggressività, volgarità e individualismo sfrenato; nuovo senso comune che è anche alla base dell’organizzazione del consenso perché fa leva , non sulla ragione critica, ma sulle pulsioni più arcaiche e le emozioni eccitabili e non controllate dalla riflessione.
Negano così l’essenza della democrazia che Marx definiva in questo modo:
“Nella democrazia l’uomo non esiste per la legge, ma la legge esiste per l’uomo , è esistenza umana, mentre nelle altre forme politiche l’uomo è solo esistenza legale o illegale. Questa è la differenza fondamentale della democrazia”.
La differenza fondamentale è che la legge , nella democrazia, rispecchia l’essenza umana e la sua dignità, tutela i diritti di questa dignità che s’incarna nelle singole storie: la storia di Mohammed venuto dal Marocco 12 anni fa e che a 50 anni perde il lavoro perché chiude la sua fabbrica; ha famiglia con la moglie e tre figli nati in Italia. Dopo 6 mesi non ritrova un lavoro e non li viene rinnovato il permesso di soggiorno. Mohammed è a rischio di espulsione, anzi di essere portato in un centro di detenzione temporanea, Mohammed ha anche un mutuo da pagare. Chi difenderà la sicurezza umana di Mohammed?
Oppure Elizabeth venuta dalla Nigeria 6 anni fa, finita sulla strada sfruttata peggio di una bestia. Trova il coraggio di denunciare i suoi sfruttatori, entra in un percorso di protezione sociale, segue un corso di formazione professionale, trova un lavoro a tempo determinato. Ma ecco la ditta dove lavorava non li rinnova il contratto; Elizabeth dopo tanti sforzi è a rischi di detenzione e di espulsione. Chi pensa alla sua sicurezza come donna ed essere umano? Jean Jacques viene dal Senegal , è in Italia da 15 anni, fece un percorso universitario interrotto per motivi di lavoro, doveva vivere. Riesce ad entrare in diversi percorsi di formazione per mediatori culturali, lavora con gli enti locali con contratto a tempo determinato- è considerato da tutti come una risorsa- ; il comune non li rinnova il suo contratto e la questura non li rinnova il suo permesso di soggiorno.
Jean Jacques è a rischio di detenzione ed espulsione dopo 15 anni! Chi pensa alla sicurezza di Jean Jacques, alla sua dignità di essere umano? Vania viene dalla Moldavia , lavora come badante da 9 anni presso una coppia di persone anziane non autosufficienti; è apprezzata da tutti ma ecco, non ha un contratto di lavoro regolare (come tante) e quindi non ha un permesso di soggiorno in regola. Vania è a rischio di essere fermata e rinchiusa prima di essere espulsa, per di più le persone anziane di cui si occupa possono essere denunciate come complici dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina.
Chi pensa alla sicurezza umana , sociale ed affettiva di tutte queste persone? Sono solo alcuni dei tanti casi che si possono citare che mettono in evidenza il carattere sadico , disumano e esplicitamente discriminatorio degli ultimi provvedimenti del governo italiano in materia di ‘sicurezza’ ed immigrazione. Vi è una perdita totale di senso morale e di sentimento dell’umano; questo accade in un paese che ha prodotto milioni di emigranti.
Manca ormai totalmente un ‘ethos dell’umanesimo’ come lo chiamava il grande antropologo napoletano Ernesto De Martino che notava all’indomani dei grandi movimenti di lotta contro il razzismo coloniale in etnologia :
“Si venne determinando una nuova situazione che racchiudeva la maturazione di una nuova dimensione umanistica. La scoperta delle genti transoceaniche … poneva in primo piano una nuova modalità di rapporto con l’umano: la modalità dell’incontro sincronico con umanità aliene rispetto alla storia dell’occidente, e quindi anche la modalità dello scandalo e la sfida di tale alienità”.
Sfida che porta a scoprire nell’incontro con l’alieno il postulato di base del nuovo umanesimo cioè “la comune umanità”, il fatto che non esiste un Noi e un loro ma un solo Noi con vari colori al suo interno: le lacrime di una badante moldava non sono diverse da quelle di una italiana, il sangue di un muratore albanese è dello stesso colore di quello di un muratore italiano, la gioia o la sofferenza di un giovane venuto dal Senegal di fronte alle vicende della vita non sono così diverse da quelle che sente un giovane italiano. Il disumano e l’indifferenza verso il dolore altrui , basta pensare al ‘grido di liberazione’ del nuovo sadismo sociale e culturale di tante ‘zone grigie’ della società italiana - “finalmente cattivi”- rischia di diventare senso comune , modo di essere e rischia di portare il paese dell’umanesimo , ma anche del fascismo, verso nuovi disastri e nuove catastrofe sul piano della civiltà umana.
Collasso di tutti i valori cristiani ed umanistici presenti anche nella storia di questo paese e che si sono incarnati nelle figure di un San Francesco d’Assisi ma anche in figure come quelle del filosofo illuminista Cesare Beccaria, in quelle di tutti i militanti per l’emancipazione delle classi povere e sfruttate da Andrea Costa, Errico Malatesta a Don Primo Mazzolari; basta pensare anche alle figure di padre Ernesto Balducci con il suo pensiero sull’uomo planetario, a quelle di Aldo Capitini e Danilo Dolci con le loro concezioni di una eguaglianza reale in una società basata sulla pace, l’inclusione e la cooperazione. Basta pensare al sacrificio dei tanti migranti come Sacco e Vanzetti che furono uccisi perché migranti e ribelli di fronte all’ingiustizia, basta pensare ai partigiani che lottarono per una società senza razzismo oppure ad un uomo come Antonio Gramsci che continuò , nonostante la dura condizione carceraria, a sognare un mondo nuovo fatto di donne e uomini liberi ed eguali! Oggi tutto ciò viene calpestato da chi decide di escludere e stigmatizzare una parte di Noi!
Come scriveva Mazzini vedendo la Repubblica americana con i suoi aspetti chiaramente antidemocratici con la presenza della schiavitù dei neri:
“I razzisti hanno spezzato in frammenti il tuo bello ed uno universo ; e sulle rovine della tua unità hanno innalzato un dualismo ostile: due nature, due leggi, due vite: quella superiore di chi comanda , e quella inferiore di chi subisce”.
La sicurezza cioè un trattamento umano per chi appartiene ad un certo ceto sociale e anche ad un ambiente culturale considerato come norma e l’insicurezza cioè la disumanità per i tanti che sono senza mezzi, senza casa, senza lavoro, con un colore di pelle diverso , una lingua diversa; vuol dire due leggi, due vite e due nature! La natura umana, anzi disumana , di chi comanda e la natura disumana, anzi umana, di chi deve subire umiliazioni, discriminazioni e sfruttamento. Personalmente pensiamo come il vecchio rivoluzionario repubblicano:
“Noi siamo tutti cosmopoliti, se per cosmopolitismo s’intende la fratellanza di tutti , l’amore per tutti, e la distruzione delle barriere che separano i popoli…Siamo per l’organizzazione dei popoli liberi e eguali, aiutandosi a vicenda , ciascuno profittando delle risorse che gli altri possegono nella civiltà e nel progresso…Il principio che regge ogni diritto pubblico o internazionale non sarà più l’indebolimento di tutto ciò che non appartenga a noi stessi, ma il miglioramento di tutti per mezzo di tutti; il progresso di ciascuno per il vantaggio di tutti”.
3 luglio 2009

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