Il Gruppo EveryOne ha scritto il mese scorso agli Ambasciatori di Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito, Russia Giappone e Canada ponendo in risalto una serie di ragioni per le quali la sede scelta per il G8, L'Aquila, si presenta inadeguata a un Summit così importante.
In particolar modo, ci sembrava un azzardo irresponsabile mettere in pericolo la sicurezza dei leader politici degli Stati partecipanti, considerata l'attività sismica ancora in corso nella città abruzzese. Purtroppo i nostri timori si rivelano sempre più fondati e oggi L'Aquila è stata colpita da scosse di terremoto di magnitudo 4.1, mentre i sismologi non escludono altri eventi sismici anche gravi.
In data odierna, abbiamo nuovamente fatto presente agli ambasciatori i rischi a cui si sottoporranno i leader partecipando all'evento. Ecco il messaggio a David Thorne, ambasciatore degli U.S.A.
Gruppo EveryOne

Egregio Ambasciatore David Thorne,
a L'Aquila il rischio di terremoto è ancora alto e Il Gruppo EveryOne ritiene che il Presidente Obama e gli altri Leader dovrebbero essere tutelati in relazione alla loro incolumità e serenità durante l'evento: riteniamo assurdo che la scelta palesemente sbagliata di una sede, nella quale non è mai cessata l'attività sismica, dopo la catastrofe, debba mettere a repentaglio la loro sicurezza. Forse non accadrà nulla, durante il Summit, ma ci pare che non sia stata tenuta in conto l'importanza dei partecipanti e la necessità di garantire loro assoluta sicurezza.
Gli organizzatori di un Summit che coinvolge tante persone, fra cui alcune delle personalità politiche più importanti del mondo, dovrebbero porre la sicurezza in cima alla lista delle priorità, ma purtroppo, in Italia, non è così: altre motivazioni dettano certe scelte. Siamo consapevoli che ormai sarebbe difficile rimandare il meeting e realizzarlo in una località più sicura, ma è per noi inevitabile sentirci preoccupati per il Presidente Obama e gli altri partecipanti al Summit.
Le inviamo articoli di quotidiani italiani che riportano informazioni sulle scosse di terremoto che preoccupano e spaventano, giustamente, i cittadini de L'Aquila. Anche per il loro futuro e il loro bene, sarebbe stato meglio continuare a lavorare alla ricostruzione e alla prevenzione sul posto, senza appesantire la città, in una situazione tanto precaria, con un avvenimento che per forza di cose rallenterà le operazioni umanitarie.
Un caro saluto, Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau - Gruppo EveryOne

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