Iniziamo a regolarizzare, come suggerisce Giovanardi, le 500 mila badanti "fuori legge", ma pensiamo anche agli altri danni che causerà

Milano, 5 luglio 2009.
Fin dal momento in cui il decreto sulla sicurezza stato approvato, il Gruppo EveryOne - che si appresta a sottoporre agli organi giudiziari internazionali il testo del provvedimento, chiedendo che ne sia riconosciuta l'illegittimità di fronte alle norme internazionali che combattono la discriminazione sociale e il razzismo - ha sottoposto al governo due emergenze, da affrontare e risolvere immediatamente.
La prima riguarda le 500 mila badanti e i lavoratori "clandestini" senza permesso di soggiorno: per evitare di mettere fuori legge sia loro che i loro datori di lavoro, è importante regolarizzarli senza eccezioni.
Oggi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia Carlo Giovanardi ha riconosciuto la gravità del problema, sollecitando un provvedimento d'urgenza simile alla regolarizzazione attuata nel 2002 (prima dell'entrata in vigore della legge Bossi-Fini). Di fatto, è l'ammissione che il testo del decreto, a partire dall'introduzione del "reato di clandestinità", approvato per compiacere la Lega Nord e le correnti xenofobe, non solo è una legge razziale, ma fa acqua da tutte le parti, sia sotto il profilo del diritto che sotto quello dell'opportunità sociale.
La seconda richiesta posta dal Gruppo EveryOne al governo è una disposizione che ponga rimedio al diffondersi del panico fra i migranti, costringendoli a vivere la condizione di clandestinità nascondendosi per timore di essere denunciati, internati ed espulsi. Attualmente, migliaia di stranieri, gruppi familiari e individui singoli, vivono in tali condizioni, senza accedere a cure sanitarie in caso di malattia, senza segnalare alle autorità i nuovi nati, senza denunciare violenze e abusi subiti.
Chi lavora "in nero" è spesso costretto a subire ricatti e soprusi, mancati pagamenti per le prestazioni e, nel caso delle donne, richieste di prestazioni sessuali da parte dei "datori di lavoro". E' una nuova forma di schiavitù cui hanno portato negli ultimi anni le politiche xenofobe e razziali delle Istituzioni, una schiavitù di Stato che è divenuta ancora più odiosa, incivile e inaccettabile dopo l'approvazione del decreto sicurezza, che raccoglia un vergognoso insieme di leggi razziali. Un altro problema, verso il quale abbiamo protestato con altrettanta fermezza, è il rischio di epidemie cui il provvedimento sottopone sia i migranti che i cittadini dell'Unione europea e del resto del mondo.
La condizione di totale esclusione sociale cui sono costretti, in seguito al "reato di clandestinità", gli stranieri "irregolari", costretti a vivere nascosti, in condizioni igieniche tragiche, renderebbe impossibile, nel caso insorgesse un'epidemia, qualsiasi azione di prevenzione, quarantena o azione sanitaria. Senza cure mediche, senza vaccinazioni e trattamenti adeguati, basterebbe un'influenza atipica per mietere molte vittime e dare luogo a possibili gravi mutazioni. Per non parlare del pericolo-lebbra, una malattia che recentemente è stata segnalata a Milano e Genova.
Le pronte cure, le procedure antiepidemiche e la quarantena hanno evitato il diffondersi del morbo, cosa che da oggi non sarà più possibile. Due casi di sospetta lebbra non curata a causa della paura di una denuncia sono già stati segnalati, ancora a Milano. Il pericolo emidemie, un'emergenza del mondo globalizzato di oggi, richiede necessariamente la fiducia nelle Istituzioni sanitarie da parte di tutte le categorie sociali. In caso contrario, si torna nel Medioevo, con i pericoli che ne conseguono. E' l'ulteriore dimostrazione di quanto sia irresponsabile il provvedimento e non osiamo pensare a cosa accadrebbe in presenza di un virus terribile come l'Ebola, evento tutt'altro che improbabile, considerato che perseguitati e profughi provengono spesso da Paesi in cui tale virus rappresenta un grave problema sanitario.
Il Gruppo EveryOne, insieme a una rete di organizzazioni per i Diritti Umani e alle personalità politiche che continuano a rispettare la Costituzione chiede che il governo ponga immediatamente fine a questa barbarie razzista, che rappresenta una vergogna nell'Unione europea, la cui Carta dei Diritti Fondamentali e le cui Direttive indicano una direzione opposta: la realizzazione di una civiltà continentale fondata su tolleranza, accoglienza e Diritti Umani.

Gruppo EveryOne
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