Ennesima vittima della discriminazione e del razzismo a Roma dove un Rom romeno 45enne è stato trovato senza vita in un cassonetto dei rifiuti, dove stava rovistando in cerca di avanzi ancora commestibili.
Roma, 22 Agosto 2009. Il Gruppo EveryOne riceve sempre più di frequente segnalazioni di Rom in condizioni umanitarie tragiche, malati, deperiti, affamati, costretti a dormire in luoghi malsani e lontani dagli sguardi della gente. E' proprio "la gente" il mandante di queste morti, perché ai cittadini di Roma - e non solo di Roma - basta la vista di un Rom o di una famiglia di "nomadi" perché chiamino il pronto intervento, pretendendo l'allontanamento di quegli esseri umani che sono ormai considerati alla stregua di animali molesti.
L'elemosina, che è il cardine delle principali religioni e che è tollerata persino nei regimi più repressivi e disumani, è considerata nelle grandi città italiane come un'attività illecita, che minaccia la "sicurezza". Se i bambini e i ragazzini Rom vengono sorpresi dalle forze dell'ordine o da un delatore mentre aiutano le loro famiglie, per le quali non esiste alcuna forma di assistenza sociale, a sopravvivere questuando - come farebbe qualsiasi bambino o ragazzino italiano, di fronte alla tragica povertà della propria famiglia - le autorità privano i loro genitori della patria potestà, affidandoli a comunità di accoglienza (dove spesso subiscono gravi abusi) e quindi a famiglie italiane.

Se invece si lasciano morire insieme ai loro cari, le Istituzioni, il popolo, i media approvano, perché è questa la loro idea di "legalità": l'unico Rom legale e tollerato è un rom morto. E siccome gli orrori prodotti dal razzismo non hanno mai fondo, in genere quando un Rom è vicino alla morte (in Italia la sua speranza di vita è di soli 35 anni, a causa della persecuzione), i familiari, grazie a una colletta fra concittadini sventurati, gli acquistano un biglietto di sola andata per il Paese di provenienza (in genere, la Romania), perché esali là l'ultimo respiro, visto che il denaro per rimpatriare la salma non lo posseggono e visto che le Istituzioni italiane non provvedono neppure a tale estrema necessità di un popolo senza diritti.
Nella foto di Roberto Malini, la tragedia di un senzatetto a Roma
Gruppo EveryOne
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Sunday, August 23, 2009
Così i Rom muoiono a Roma







All’interno della fabbrica da quasi un anno si erano rifugiati 30 Rom romeni – tra cui pazienti cardiopatici e oncologici dell’ospedale San Salvatore, molte donne e 9 minori, compreso un bimbo di pochi mesi.


Makwan Moloudzadeh è stato impiccato il 5 dicembre 2008 in Iran mentre la campagna internazionale per la sua vita riscuoteva adesioni e mobilitazioni in tutto il mondo.


“E’ un evento importante sia per l’educazione all’Olocausto che per la storia dell’arte,” spiegano i curatori della mostra, Roberto Malini e Carol Morganti, “perché gli artisti ebrei si stavano affermando in tutta Europa, prima dell’ascesa...