Lettera aperta alle Istituzioni delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea da parte del Gruppo EveryOne e di rappresentanti del popolo Rom e della comunità dei migranti in Italia
Domenica 30 agosto 2009 le autorità italiane hanno effettuato l'ennesimo respingimento in Libia di un'ottantina di profughi, in serie condizioni di salute, che avrebbero avuto diritto all'asilo politico, provenendo da Somalia ed Eritrea. Nelle carceri libiche di Gheddafi i profughi, fra cui malati, donne e bambini, corrono gravissimi rischi di subire trattamenti inumani e degradanti, tortura e morte.
I profughi stessi, che si che si trovavano a bord del Pattugliatore della Guardia di Finanza, lanciando un disperato appello telefonicamente con un satellitare prima di approdare nel porto libico di Al Zuwarah, l’1 settembre, hanno affermato: “Siamo stremati, alcuni di noi stanno male. Vediamo da lontano le case di una città e temiamo che ci costringano a sbarcare. Vi prego aiutateci. Abbiamo chiesto ai militari italiani - ha aggiunto al telefono l'immigrato, in contatto con un giornalista di origini somale della BBC - l'intenzione di fare richiesta d'asilo e li abbiamo pregati di non consegnarci ai libici perché temiamo di finire in carcere, ma non hanno voluto sentire ragioni". Le politiche italiane sui migranti violano palesemente la Convenzione di Ginevra, la Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo, la Dichiarazione Universale sui Diritti Umani, nonché le Convenzioni, i Patti e gli Statuti in materia di tutela dei diritti civili e politici.
Il Gruppo EveryOne chiede un passo ulteriore all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che ha duramente stigmatizzato quest'ennesimo, criminale respingimento: serve assumere una posizione precisa, comunicando con chiarezza le sanzioni in cui l'Italia incorrerà con tali gravi violazioni. Ricordiamo che il Parlamento italiano ha approvato una legge contro i migranti (la n. 94/2009), su proposta del ministro degli Interni Maroni e del premier Berlusconi, che dall’8 agosto 2009 (data dell’effettiva entrata in vigore) trasforma i profughi in criminali e consente la loro carcerazione fino a sei mesi in un centro di detenzione (in condizioni disumane dal punto di vista igienico-sanitario, testimoniate dai volontari di Medici Senza Frontiere e da alcuni deputati e senatori che hanno ispezionato alcuni CIE italiani) e la loro deportazione verso terre dove certamente subiranno ritorsioni.
Gli effetti della legge razziale n. 94 si fanno già sentire, perché profughi dall'Africa malati di TBC e AIDS non si recano in ospedale temendo l'espulsione, mentre i genitori “irregolari” non iscrivono a scuola i loro bambini. In una città come Milano, solo una decina di bambini – i cui genitori potranno essere denunciati in quanto “clandestini” - sono stati iscritti alle scuole materne, mentre gli altri vengono tenuti nascosti in luoghi insani e abbandonati, come Anna Frank ai tempi di Hitler. Recentemente Mariolina Moioli, l'assessore alle politiche sociali del Comune di Milano, ha affermato in proposito: "Ora ci troviamo davanti alle nuove normative del decreto sicurezza, e studieremo i regolamenti, visto che i Comuni devono rispettare le leggi''.
La legge n. 94, recante disposizioni in materia di sicurezza pubblica, è stata approvata per aggirare la Direttiva europea sui rimpatri. La conferma arriva dal sottosegretario agli Interni, on. Alfredo Mantovano: "Era un passaggio obbligato. La direttiva rimpatri dell'Unione Europea stabilisce che l'espulsione con riaccompagnamento è possibile solo sul presupposto di una condanna per un reato. Quindi un clandestino anche se identificato, in assenza di reato, non poteva essere rimpatriato. Avremmo dovuto consegnare il foglio di via che è inutile perché il clandestino da solo non se ne andrà mai".
I numeri dimostrano che chi parla di "invasione" di immigrati in Italia, esagera per finalità propagandistiche. La percentuale di immigrati rispetto alla popolazione in Italia è ben inferiore a quella dei principali Paesi europei, come Germania, Francia, Belgio, Danimarca, Norvegia, Regno Unito, Irlanda e Svizzera . Se poi si guarda alla distribuzione degli immigrati nei diversi Stati dell’Unione Europea, si può facilmente vedere come l’Italia accolga una percentuale assai inferiore di quella di paesi come Germania, Francia e Gran Bretagna.
Per quanto riguarda i Rom, soggetti a provvedimenti iniqui di espulsione anch’essi per reati di occupazione illecita di suolo pubblico o privato (quando le istituzioni non offrono alcun tipo di alternativa alloggiativa, né alcun sussidio alle famiglie), si può aggiungere che in Italia sono ormai meno di 50 mila, tra comunitari (i Rom romeni sono ormai meno di 4 mila su tutto il territorio nazionale, debellati da sgomberi e terribili condizioni di vita) ed extracomunitari: il dato più basso dell'Ue. Si pensi che gli allontanamenti (sgomberi, sfratti, provvedimenti locali) di cittadini Ue di etnia Rom sono stati 100 mila negli ultimi due anni: un dato senza precedenti in Europa.
Bisogna aggiungere che l'Italia, dall’inizio del 2009, ha respinto egiziani, curdi, afghani, iraniani, somali, eritrei, algerini - con donne, bambini e malati - senza nemmeno dar loro la possibilità di presentare richiesta per l’ottenimento dello status di rifugiati e della protezione internazionale (umanitaria o sussidiaria). Il Gruppo EveryOne denuncia questa politica antieuropeista e improntata all'odio razziale e alla persecuzione del diverso, nonché il palese contrasto con le direttive Ue e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Ricordiamo inoltre che all'inizio del mese di febbraio 2009 il ministro dell'Interno Roberto Maroni, membro del partito xenofobo e antieuropeista Lega Nord, dichiarò a mezzo stampa le intenzioni del governo riguardo all'immigrazione: "Per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti, ma cattivi".
Ma in Italia, di pari passo con un dilagante e quanto mai violento accanimento xenofobo, emerge anche un serio clima di omofobia, sfociato in gravi episodi negli ultimi giorni che hanno interessato diverse città italiane: il 19 agosto a Roma veniva aggredito Rez, un noto cantautore gay romano. Il 25 agosto, sempre a Roma, due ragazzi che stavano amoreggiando sono stati insultati, aggrediti e uno dei due accoltellato all’addome. Quest’ultimo versa ancora in gravi condizioni all’ospedale (dopo un delicato intervento chirurgico), mentre l’aggressore è stato arrestato solo due giorni dopo, in seguito alla protesta del movimento LGBT (lesbico, gay, bisessuale, transgender) italiano. A Napoli nella stessa settimana ma in giorni diversi due coppie di turisti omosessuali sono stati oggetto di offese e picchiati da un branco di giovani. E a Messina, la notte del 30 agosto 2009, un ragazzo è stato adescato e poi picchiato in una zona d’incontro: ha riportato due fratture, una al naso e una alla mascella, con una prognosi di oltre 20 giorni.
Quest’ultimo, però, non ha ancora voluto denunciare pubblicamente o alle autorità il fatto, terrorizzato dalla possibilità di altri attacchi connessi alla sua omosessualità. Bisogna evidenziare che purtroppo tale deriva è dettata dalle posizioni estremiste e sconsiderate di alcune forze politiche, che incitano il popolo italiano all'odio etnico e omofobico. Sono ormai molteplici le dichiarazioni delle personalità politiche della Lega Nord e di altri partiti della maggioranza che offendono la dignità di migliaia di persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender, e che minano ai diritti fondamentali di Rom, migranti e senzatetto.
In questi giorni, mentre decine di profughi eritrei affogavano nel tratto di mare che separa la Libia dall'Italia e le autorità di Italia e Malta si rimpallavano responsabilità e cercavano di insabbiare la tragedia, in Internet impazzava presso i razzisti italiani il gioco "Rimbalza il clandestino", sviluppato da Renzo Bossi, figlio del leader leghista, riservato agli utenti di Facebook e ospitato nel sito della Lega Nord. Il meccanismo raccapricciante del gioco chiede agli utenti di respingere, cliccando con il mouse, i battelli della speranza, ricacciando in mare i "clandestini". Sulla pagina Facebook della “Lega Nord Mirano”, piccolo comune in provincia di Venezia, nei giorni scorsi un raccapricciante volantino svettava come immagine di profilo: “Immigrati Clandestini: torturali! È legittima difesa”.
La frase era accompagnata dal simbolo con Alberto da Giussano e dall'invito a votare la Lega Nord. Il Gruppo EveryOne manifesta preoccupazione per le politiche italiane nei confronti delle minoranze, dettate dalla Lega Nord, partito xenofobo e antieuropeo, che promuove intolleranza da una posizione di forza. Ricordiamo che la Lega Nord ha ottenuto ben 4 ministeri fondamentali e riceve ampio spazio su tutti i media controllati dal primo ministro Berlusconi (di fatto, quasi tutti). Ricordiamo che senza l'appoggio della Lega Nord il Governo cadrebbe e Silvio Berlusconi verrebbe processato per reati di varia natura: gli esiti dei processi potrebbero far crollare il suo impero.
La situazione politica italiana è atipica e non consente il rispetto delle regole democratiche, perché nella maggioranza vi è un numero consistente di parlamentari strettamente legati al premier Silvio Berlusconi, parlamentari che dunque gli obbediscono senza alcun pensiero critico. Questo fatto consente a un partito xenofobo e intollerante di scrivere e ottenere l'approvazione di leggi e provvedimenti che discriminano e perseguitano le minoranze, mentre il controllo mediatico fa sì che l'informazione riguardante la realtà italiana sia controllata e dunque si diffonda con difficoltà oltre i nostri confini, mentre attivisti e liberi pensatori ricevono intimidazioni e pressioni assai forti. Anche in Ungheria esiste un movimento che diffonde odio contro Rom e migranti, esattamente come la Lega Nord in Italia. Si chiama Magyar Gárda e ha ottenuto un importante successo alle ultime elezioni europee. La Corte d'Appello di Budapest, però, dopo aver esaminato le ideologie della Guardia Ungherese diffuse a mezzo stampa e nei comizi, ha messo il partito fuori legge.
La situazione italiana consente alla Lega di orientare le politiche del Paese e di violare i Diritti Umani in ogni comparto della società, ma prevalentemente contro i migranti, i Rom e (a causa della propaganda intollerante e dell'assenza di programmi di informazione ed educazione) gli omosessuali. Il Gruppo EveryOne chiede ufficialmente all'Unione Europea, attraverso il Parlamento, la Commissione e il Consiglio, di valutare i rischi che corre il progetto stesso dell'Unione, nel momento in cui vengono a cadere le sue basi civili e giuridiche, a partire dalla Carta dei diritti fondamentali, fino alla Direttiva 43 contro le discriminazioni e alla Direttiva 38 sulla libera circolazione.
Il diritto alla protezione internazionale e all'asilo non possono essere rimessi in discussione, così come il diritto a non essere discriminati, torturati e perseguitati, il diritto all’ottenimento di un degno alloggio e di un lavoro, il diritto all'assistenza socio-sanitaria in caso di disagio, il diritto alla protezione dei minori e dell'integrità delle famiglie, il diritto all'equità dei processi. La propaganda antizigana, partita dall'Italia e veicolata dai media controllati dal Governo, si è già diffusa in altri Paesi europei. Per esempio, in Romania, come dimostrano i fischi di 60 mila fan di Madonna rivolti alla stessa popstar, che prima di cantare, ha condannato pubblicamente la segregazione e la persecuzione razziale del popolo Rom nell'Unione europea. Propaganda razzista, discriminazione delle minoranze e violazione dei diritti umani sono i fenomeni che diedero origine alle grandi persecuzioni, agli anni bui della civiltà, all'Olocausto.
I progetti di sviluppo dell'intera comunità umana - che si identificano nella missione delle Nazioni Unite - e il sogno dell'Unione Europea - progettata dai suoi ispiratori come un insieme di Paesi uniti per il progresso civile, sociale ed economico - non possono esistere se non saranno debellati tali mali. E’ per questo che è fondamentale che le istituzioni e gli organismi delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea superino i giochi diplomatici e le opportunità politiche, prendendo posizione e stigmatizzando le politiche che violano le convenzioni sui Diritti Umani e contro la discriminazione, per il bene stesso della democrazia e della libertà, perché i progetti universali che riguardano tutti gli esseri umani e si fondano sulle più nobili conquiste civili conseguite dalla nostra civiltà non si interrompano, lasciando il passo a oscuri fantasmi.
Gruppo EveryOne
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