Domenica 12 dicembre 2010. Le notizie che arrivano dal Sinai, dove si trovano decine e decine di profughi prigionieri di mercanti di vite umanesenza alcuno scrupolo, sono sempre più tremende, sempre più simili alle fantasie perverse di un film horror, sempre più simili alle profondità oscure della mente umana - e degli affariumani...
Facciamo il punto con Roberto Malini, fondatore e co-presidente di Gruppo EveryOne, l'associazione con la quale abbiamo lanciato un appello alle ambasciate egiziane.

La situazione a Rafah, città in cui si trovano ancora 150 migranti eritrei, sta trasformandosi in tragedia, perché dopo otto omicidi, quattro sparizioni di giovani uomini (probabilmente sacrificati al mercato clandestino dei reni e di altri organi umani), torture, stupri e vessazioni di ogni genere, molti degli eritrei sono in fin di vita. I bambini e le donne sono ridotti a larve, mentre via via i più giovani vengono condotti in laboratori clandestini per l'espianto dei reni. Dei cento profughi allontanati da Rafah, sotto gli occhi della polizia, e destinati ad altra località, per ora non si hanno notizie.
Le prospettive per il futuro sono anche peggiori, vero?
I cambiamenti dipendono da quanto noi difensori dei diritti umani, lavorando insieme, saremo convincenti nei confronti dell'Onu, dell'Ue, del governo egiziano. Da quanto scandalo sapremo suscitare nelle coscienze di tutti. Quello che è stato fatto finora, non basta.
E quindi cosa state facendo come Gruppo EveryOne?
Da parte nostra, abbiamo avviato indagini sul posto per identificare tracce precise con cui inchiodare i rapitori-assassini alle loro responsabilità: sembra l'unico modo per costringere il governo egiziano a uscire dallo stallo. Stallo che è causato sia da una stretta connivenza fra trafficanti e autorità, sia dal potere ormai fuori controllo delle reti di mercanti di carne umana - e droga, e armi... - che non sono solo alcune tribù beduine, ma anche le mafie che operano con loro, in primis quella russa.
Abbiamo poi preso contatti con l'ambasciatore italiano al Cairo per ottenere con urgenza il visto necessario per operare a Rafah e nel Sinai in veste di operatori umanitari. Contemporaneamente, abbiamo sottoposto la nostra richiesta al consolato della Repubblica Araba d'Egitto.
Se il visto ci sarà accordato - e pare ormai di sì, dopo che l'ambasciatore italiano al Cairo ci ha assicurato il massimo aiuto quando saremo in Egitto - andremo a Rafah già nella prossima settimana, prenderemo contatto con le autorità governative e le aiuteremo a raggiungere il covo dei predoni, per liberare i superstiti e conoscere la sorte degli scomparsi.
E invece, noi cittadini che rimarremo in Italia, cosa possiamo fare?
I cittadini possono scrivere all'ambasciata e al consolato dell'Egitto, chiedendo alle autorità di salvare la vita dei profughi eritrei e perseguire a norma di legge i rapitori e gli assassini.
Certe tragedie umanitarie lasciano spesso un senso di impotenza, sembrano orrori privi di soluzioni possibili... Gli Stati, l'Unione Europea e le organizzazioni internazionali possono davvero fare qualcosa?
Le Nazioni Unite sottovalutano il problema e articolano contatti diplomatici senza esprimere una chiara condanna, se si eccettua proprio la rappresentante italiana dell'Alto Commissario per i Rifugiati, Laura Boldrini, che esprime con chiarezza e senza mezzi termini il suo sdegno per queste persecuzioni, per questi crimini contro l'umanità.
L'Unione europea è concentrata su temi più vicini alle dinamiche del nostro continente e non sembra capire che la macchina persecutoria che sta stritolando i migranti, i profughi, i richiedenti asilo ha gli ingranaggi principali proprio qui in Europa, ingranaggi messi in moto dall'intolleranza, dalla repressione degli stranieri poveri, dei respingimenti, dal sistema disumano dei Cie e delle retate contro gli stranieri senza documenti. Siamo noi ad aver iniziato questo nuovo Olocausto.
In questo contesto, anche le ong e i difensori dei diritti umani sono perseguitati, ma sono proprio gli ideali umanitari, è proprio la cultura della tolleranza la sola arma contro i movimenti xenofobi, che hanno messo in atto patti scellerati con dittatori e governi che non rispettano i diritti umani, conducendoci a questi orrori. Un giorno i fautori dei respingimenti e di tali accordi inumani saranno chiamati "criminali contro l'umanità", ma il presente è loro e sono loro a condurre le danze, su una pista di sangue e lacrime.
Prima dell'appello per i profughi nel Sinai, avevamo lanciato, in settembre, un appello per oltre 200 altri profughi eritrei in gravi condizioni in Libia. Eravamo riusciti a raggiungere importanti risultati, con risposte dall'Alto Commissario Onu per i Rifugiati e dalla Commissione Europea, ma non ci sono stati gli sviluppi positivi che ci auguravamo tutti quanti...
Le novità non sono buone. Alcuni di loro sono ancora in Libia, ma senza permesso di soggiorno e senza possibilità di ottenere protezione umanitaria. Vivono nascosti, aiutati da cittadini di buona volontà, aspettando un intervento da parte di qualcuno: le Nazioni Unite, l'Unione europea oppure... Dio (Allah, per gli islamici). Purtroppo, alcuni di quei profughi fanno parte del gruppo che è ora nelle mani dei trafficanti e hanno subito lo stesso destino toccato a tutti loro: violenza, torture, minacce, continue estorsioni rivolte ai parenti in Europa, stupri e crudeltà di ogni genere su donne e bambini, omicidi.
Tutto è fermo, in Egitto come in Libia, sotto gli occhi spietati di Gheddafi e dei suoi amici italiani, sotto gli occhi indifferenti dell'Unione europea, sotto gli occhi ormai incapaci di compassione delle Nazioni Unite.
Non ci sono proprio segni di speranza?
In questo panorama desolante, l'unica nota positiva è proprio il fatto che le violazioni dei diritti dei migranti sono tornate a far parte delle agendedelle Nazioni Unite, della Commissione europea, del Consiglio dell'Unione europea e del Consiglio d'Europa. Dopo anni di indifferenza, in cui una cortina di silenzio ha impedito che certi orrori raggiungessero l'opinione pubblica, ora, grazie al lavoro dei difensori dei diritti umani, gli organismi internazionali si sentono sollecitati a recuperare la loro funzione, all'insegna della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Non sarà una ripartenza immediata, dopo tanta inerzia, ma sicuramente un dispositivo virtuoso si è messo in moto. Non a caso il nostro Gruppo è ormai periodicamente contattato da tutti gli Special Rapporteur che fanno capo all'Alto Commissario ONU per i Rifugiati e a quello per i Diritti Umani. Ci cercano per avere notizie sui migranti e i richiedenti asilo, sui Rom e i Sinti, sulla condizione delle donne, dei bambini e delle minoranze di genere.
Lo stesso avviene per quanto riguarda le istituzioni europee e se creeremo una rete umanitaria unita ed efficace, tutti noi potremo essere determinanti perché avvenga il cambiamento e "diritti umani" non sia più l'espressione di un concetto astratto, ma una priorità politica e operativa.
Articoli correlati:
Il Natale degli eritrei prigionieri nel Sinai
Eritrei, la suora testimone. Picchiato a morte chi non paga
Hamas dietro il traffico di profughi africani – L’inchiesta di una Ong italiana
L'odissea degli eritrei nel Sinai. La voce di un sopravvissuto
Azione urgente: chiediamo la liberazione dei profughi africani prigionieri dei...
Profughi nel Sinai: nessuno si muove. Intervista a Roberto Malini
Testimonianza sul rapimento dei 250 eritrei nel Sinai
Sinai, i trafficanti liberano 4 ostaggi dopo pagamento del riscatto
Eritrei, ecco i primi spiragli. Quattro liberati. Ma è giallo
Ore d'angoscia per i 250 prigionieri. Il capobanda è in contatto con Hamas
Mio cugino ostaggio tra gli eritrei. Vi racconto il ricatto
Dove sono i profughi eritrei. Chi sono i trafficanti. Appello alle Istituzioni internazionali
La Ue in campo: salvare subito i profughi eritrei
Profughi detenuti in Sinai, nessuna traccia del testimone-chiave
Profughi eritrei: preoccupazione della Papa Giovanni XXIII
Eritrei, ora l’Egitto frena ma conferme da Israele
Medici per i diritti umani confermano torture, stupri e violenze nel Sinai
Eritrei, il Parlamento europeo chiede la liberazione immediata
Sinai, eritrei. EveryOne: da ministro esteri Egitto parole complici
Eritrei, dal Sinai primo assordante giorno di silenzio
Profughi sul Sinai tra omicidi, torture e traffico di organi: parte la missione di EveryOne a Rafah
Eritrei, ripresa la mattanza
Eritrei nel Sinai: registriamo altri due omicidi
Vite stuprate. Angoscia per gli eritrei
Dramma eritrei, l'appello alla Ue: subito intervento umanitario
Sinai, eritrei. Hanno preso 100 di noi, aiutateci!
Un dramma di povera gente
Per gli eritrei ore di speranza e di paura
Profughi sul Sinai: nuovo appello
Eritrei rapiiti: siamo vicini alla liberazione?
Sinai, rifugiati eritrei: EveryOne denuncia i trafficanti assassini
Profughi sotto ricatto: cosa c’entra l’Italia?
«Siamo ridotti in catene». L’ultimo urlo degli eritrei
Profughi eritrei, un incontro al Senato
Papa: Preghiamo per gli ostaggi eritrei in Sinai. Basta con le violenze
Marchiati a fuoco e incatenati senz’acqua. Nuovo ultimatum per gli eritrei nel Sinai
Eritrei prigionieri, c'è speranza. I predoni nel mirino
Eritrei rapiti: reso noto luogo prigione
Sinai, rifugiati eritrei. Sappiamo dove sono. Ora intervengano le autorità
Sinai, rifugiati eritrei: i trafficanti minacciano di vendere gli organi degli ostaggi
Appello per gli eritrei prigionieri in Sinai: scriviamo alle ambasciate egiziane!
L'odissea dei profughi eritrei ostaggio dei trafficanti
Hanno ammazzato altri tre profughi eritrei. Nel Sinai l'incubo di un popolo in fuga
Profughi eritrei nel Sinai: i trafficanti ne torturano e uccidono altri tre
Rifugiati eritrei nel Sinai: bisogna evitare un massacro
Rifugiati eritrei nel Sinai: i trafficanti ne hanno assassinati tre
Profughi eritrei nel Sinai: sono in pericolo di vita
Se non pagate morirete qui. I ricatti dei trafficanti dopo gli accordi Italia-Libia
Profughi eritrei sequestrati in Egitto: 8 mila dollari per proseguire il viaggio
Interrogazione del senatore Pietro Marcenaro sugli eritrei in ostaggio dei trafficanti in Egitto
Egitto: 80 eritrei in ostaggio. Necessario intervento delle autorità internazionali
http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=5820
http://www.flipnews.org/italia/underground_3/blog/index.php?option=com_content&tas...
http://www.dirittodicritica.com/2010/12/17/eritrei-sinai-khaled-rafah-10415/
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=37733&print=preview
http://www.diritto.net/diritto-di-critica/8256-da-oltre-un-mese-chiusi-...
http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2010/12/...
http://www.avvenire.it/Mondo/Eritrei+tra+poche+ore...
http://www.dailyblog.it/localizzati-i-migranti-eritrei-rapiti-dai-trafficanti-nel-s...
http://www.avvenire.it/Mondo/eritrei3dic_201012031841366870000.htm
http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=...
http://www.ilquotidianoitaliano.it/esteri/2010/11/news/egitto-80-...
http://www.asper-eritrea.com/home-dettaglio.asp?i...
http://www.italnews.info/2010/12/03/i-profughi-eritrei-ne...
http://www.zoes.it/it/content/campagna/appello-urgente-pr...
http://www.africanews.it/profughi-eritrei-nel-sinai-in-pericolo-vita/
http://www.improntalaquila.org/2010/11/28/articolo13075/
http://www.brogi.info/2010/11/gli-eritrei-scappati-dalla-libia-ora-in-catene-nel...
http://www.bosnewslife.com/14515-eritrea-refugees-detained-in-sinai-desert-group-says

























