Milano, 14 dicembre 2010. Un volontario del progetto Pedibus, impegnato quotidianamente ad accompagnare i bimbi a scuola, segnala l'ennesimo abbandono scolastico da parte di un bambino Rom a Milano: "Cristina non ce l'ha fatta".
Ancora una volta, si tratta di un abbandono forzato, perché Cristina era felice di andare a scuola e sognava di vivere in Italia, a Milano, con la sua famiglia.
"I Rom non vogliono lavorare... i bambini Rom non vogliono andare a scuola... Rom e Sinti non vogliono integrarsi...": balle! La verità è che dietro questi proclami, che ricalcano quelli che si leggevano sui giornali nazisti durante la persecuzione degli ebrei e dei "nomadi" negli anni '30 e '40 del secolo scorso, si nascondono il più disumano razzismo, l'intolleranza più spietata. Razzismo e intolleranza che da anni sono promossi da cattivi politici, cattivi giornalisti, cattivi maestri e hanno colpito migliaia di famiglie innocenti, capro espiatorio di una società incapace di accogliere e di combattere la povertà con umanità e non con brutalità di carnefici. Alcune mamme hanno riassunto la vicenda della piccola su due cartelli, che hanno affisso sul cancello della scuola di via Cima: "Cristina e i suoi genitori non ce l'hanno fatta a resistere agli sgomberi... 20 in un anno..."


























