Milano, 27 dicembre 2010. “Intervenite o li faranno sparire”. La vicenda dei profughi sequestrati nel Sinai acquista contorni sempre più intricati.
Dell'unico testimone che poteva condurre le autorità egiziane sul luogo del delitto, si sono perse le tracce. Un mese fa, un ragazzo che era stato più volte davanti al frutteto che nasconde le carceri dell'orrore nel deserto, era stato messo in contatto con le autorità egiziane. Da qualche settimana, però, il testimone si è volatilizzato. Nessuna telefonata, nessuna notizia. E nessun intervento da parte delle autorità egiziane.
Qual è il senso di questo silenzio? A chiederselo non sono solo le forze diplomatiche europee ed internazionali. La denuncia di questa allarmante stranezza arriva da Roberto Malini, copresidente e fondatore di Everyone, l'organizzazione che opera a livello internazionale per tutelare i diritti umani e civili. Everyone, perseguendo la sua opera di monitoraggio e indagine a tutela delle minoranze in transito e in cerca di asilo, ha raccontato a Tgcom chi sono i protagonisti della tratta umana nel Sinai. E avanza un grido di allarme:”Se non interviene nessuno per liberare i profughi, li faranno spararire”.

Esiste un'organizzazione molto ben struttturata. Non parliamo di beduini che rapiscono in maniera disorganizzata queste persone ma è una rete molto forte che dispone di luoghi di detenzioni adibiti proprio al traffico di esseri umani. Il gruppo di eritrei si trova a Rafah,nel sud della città, vicino a una chiesa commutata in scuola all'interno di un frutteto.Questa greenhouse, così la chiamano, è ovviamente una copertura perchè lì sotto esistono alcuni container interrati. Hanno creato delle carceri sottoterra con piccole prese d'aria per permettere la respirazione. In gruppi di 60-70 vengono tenuti al buio con scarso cibo e scarsissima acqua.I sequestrati vengono incatenati e non sono liberi di muoversi. L'unica cosa che hanno alcuni di loro é il telefono cellulare per fare pressione sui parenti.
Come è organizzata la rete dei trafficanti?
Ci sono i passeurs alle frontiere che permettono il passaggio dei profughi e provvedono a metterli nelle mani dei trafficanti che li portano nelle prigioni del Sinai. Chi riesce a pagare il riscatto poi viene consegnato al runner che attraverso i tutnnel li porta in Palestina e poi al confine con Israele. La gestione di questi tunnel che vanno da Rafah sul confine egiziano a Rafah palestinese é nelle mani di Hamas. I profughi liberati vengono accompagnati dai runners, tutti ragazzi di 16-17 anni, al confine con Israele se hanno pagato tutta la somma del riscatto. Oppure vengono lasciati tanto lontano dal confine quanto meno soldi rispetto al totale richiesto per il riscatto la famiglia del profugo è riuscita a corrispondere. Da lì poi i profughi devono correre al confine da soli.
Quindi Hamas ha un ruolo primario nella tratta?
Hamas fa parte di un'organizzazione molto più grande che si chiama Muslim Brotherhood, Fratellanza musulmana, che ad oggi ha una grande rappresentanza nel governo egiziano e non solo. Ovunque c'è una presenza musulmana integralista, i fratelli musulmani ci sono. Solo di recente il governo egiziano li ha ufficialmente esonerati dalla possibilità di rappresentare una forza politica. Ma questa organizzazione è talmente ben radicata, da avere una presenza sia negli uomini del Parlamento che in quelli del governo. Così, godendo comunque di una veste politica, cercano di interloquire con le istituzioni. Molti specialisti hanno definito la Fratellanza musulmana come la mafia islamica perchè il loro fatturato raggiunge davvero le cifre della mafia russa e di quella italiana. E' una mafia che collabora con tutte le organizzazioni criminali del mondo nella gestione del traffico di armi, di droga, di esseri umani e di organi.
Invece cosa succede ai profughi liberati?
Arrivati al confine con Israele, essendoci un presidio molto serrato, i profughi non possono far altro che consegnarsi ai militari e chiedere protezione umanitaria. L'esercito li accompagna in un centro di identificazione e vengono internati. Essendo richiedenti asilo, anche se rischiano ancora di essere rimpatriati, nella maggior parte dei casi vengono trattenuti.
Esiste la possibilità che Israele riconosca ai profughi l'asilo politico?
Israele concede pochissimi asili. Dal '58 ad oggi sono stati concessi solo 178 asili a richiedenti africani. Mentre sono 130 mila gli africani profughi accolti in Israele. Quindi un numero enorme se pensiamo alle condizioni rigide di questo stato in materia di sicurezza. Questa contraddizione però ha una causa. Dopo che l'Italia è diventata una fortezza per via della politica dei respingimenti nel Mediterraneo, Israele è rimasto l'unico approdo.
Il fenomeno dei sequestri nel Sinai è annoso, anche se è venuto alla ribalta solo adesso. Si può ricostruire storicamente il momento in cui si è inasprita questa pratica?
Le ondate di profughi sono aumentate nel 2000 con la fine della guerra tra Etiopia e Eritrea, il genocidio nel Darfur del 2003 ha aumentato l'ondata e poi anche la fine della guerra nel Sudan nel 2005 ha contribuito ad aumentare il numero dei profughi. Il business nero dei profughi, però, esiste da molto prima e adesso per fortuna se ne comincia a parlare.
La vostra organizzazione come si muove sul territorio?
Noi lavoriamo da anni su questo problema e siamo riusciti a ricostruire esattamente come avviene il traffico dei profughi. Abbiamo collaborato con le Nazioni Unite e con il Parlamento europeo. Alcuni giorni fa abbiamo avuto un contatto con il rappresentante del rinsediamento dei profughi africani in Europa che ci ha chiesto di essere presenti come organizzazione partner per ricostruire questo fenomeno. Negli anni abbiamo compreso anche che ai trafficanti importa molto che ci siano famiglie africane all'estero, perchè così sanno che potranno avere un guadagno dai rapimenti. Queste persone per essere liberate pagano 10 mila dollari che in Egitto è una cifre enorme, valgono quattro volte tanto.
Che fine fanno i profughi che non vengono liberati?
Il rischio collaterale è l'altro mercato nero, il mercato degli organi. Secondo le informazioni che abbiamo, ci risulta che i profughi che non hanno famiglie capaci di pagare finiscano per essere vittime di questo mercato. In ogni caso vanno fatti sparire, quindi li uccidono.
Invece l'Egitto cosa fa di fronte alle richieste di intervento da parte vostra e delle istituzioni europee?
Di fronte alle nostre richieste e a quelle delle Nazioni Unite il governo egiziano convoca i capi beduini e i capi religiosi del Sinai. Incredibilmente l' Egitto non ha il potere per fare una task force e mandarla nella Rafah egiziana. Solo pochi giorni fa (il 17 dicembre,ndr) l'Ambasciata egiziana presso la Santa Sede ha ricevuto la delegazione del Cir e Don Zerai che hanno dato loro le informazioni utili per intervenire sul luogo del carcere dove vengono trattenuti i profughi. Sembra che ci sia uno spiraglio. Anche perchè se non ci fidiamo più del governo e di personalità come quella del Presidente Mubarak, vuol dire arrendersi al fatto che queste popolazioni sono morte per sempre.
L'Ambasciata italiana. attraverso Don Zerai, era riuscita a mettere in contatto un ragazzo testimone che avrebbe potuto portare le autorità egiziane sul posto della prigione. Come è finita?
Ad oggi di quel ragazzo, che era stato più volte davanti alla recinzione del frutteto dove sono detenuti in profughi, abbiamo perso le tracce e non sappiamo più che fine abbia fatto. Tra l'altro secondo le nostre informazioni sotto quel frutteto c'è un tunnel. Da quel tunnel, molto probabilmnte, sono stati fatti sparire anche i 100 profughi che mancano all'appello rispetto al numero iniziale di 250. Siccome è impossibile che ci siano camionette che trasportino profughi, vista l'attenzione che è nata intorno a questo caso, è pensabile che siano stati trasferiti in territorio palestinese. Addirittura abbiamo avuto notizia di piccoli campi di concentramento per trattenere i profughi trasportati in attesa del riscatto.
Voi come organizzazione avete fatto un appello alle autorità internazionali perchè si mobilitino su questo caso?
Sì e sia le Nazioni Unite che il Parlamento europero stanno facendo pressioni sull'Egitto. Ma la burocrazia e la diplomazia hanno tempi lunghissimi. Noi, come ha fatto la delegazione all'Ambasciata egiziana, abbiamo chiesto anche che i profughi che saranno liberati vengano presi sotto la tutela dell'Unhcr, l'Alto Commissariato per i rifugiati dell'Onu. Anche il Parlamento europeo e il Consiglio del'Unione europea, secondo il Rapporteur Ue sul reinsediamento dei profughi africani in Europa sono disponibili a cambiare alcune leggi Ue per fare in modo che si possano reinserire nel territorio europeo i profughi africani. Spero che questo succeda davvero.
Nella foto, scattatta da un migrante eritreo con la camera del telefonino, profughi eritrei in LIbia (giugno 2010). Fra di loro, alcuni dei rifugiati attualmente nelle mani dei trafficanti di Rafah
Articoli correlati:
Il dramma dei profughi eritrei su Yedioth Ahronoth
TgCom Mondo: è allarme per gli eritrei sequestrati
Migranti nel Sinai: nuovi arresti, richiesta cooperazione
Eritrei, venti ostaggi liberati. Torture a chi non paga
Il Natale degli eritrei prigionieri nel Sinai
Eritrei, la suora testimone. Picchiato a morte chi non paga
Hamas dietro il traffico di profughi africani – L’inchiesta di una Ong italiana
L'odissea degli eritrei nel Sinai. La voce di un sopravvissuto
Azione urgente: chiediamo la liberazione dei profughi africani prigionieri dei...
Profughi nel Sinai: nessuno si muove. Intervista a Roberto Malini
Testimonianza sul rapimento dei 250 eritrei nel Sinai
Sinai, i trafficanti liberano 4 ostaggi dopo pagamento del riscatto
Eritrei, ecco i primi spiragli. Quattro liberati. Ma è giallo
Ore d'angoscia per i 250 prigionieri. Il capobanda è in contatto con Hamas
Mio cugino ostaggio tra gli eritrei. Vi racconto il ricatto
Dove sono i profughi eritrei. Chi sono i trafficanti. Appello alle Istituzioni internazionali
La Ue in campo: salvare subito i profughi eritrei
Profughi detenuti in Sinai, nessuna traccia del testimone-chiave
Profughi eritrei: preoccupazione della Papa Giovanni XXIII
Eritrei, ora l’Egitto frena ma conferme da Israele
Medici per i diritti umani confermano torture, stupri e violenze nel Sinai
Eritrei, il Parlamento europeo chiede la liberazione immediata
Sinai, eritrei. EveryOne: da ministro esteri Egitto parole complici
Eritrei, dal Sinai primo assordante giorno di silenzio
Profughi sul Sinai tra omicidi, torture e traffico di organi: parte la missione di EveryOne a Rafah
Eritrei, ripresa la mattanza
Eritrei nel Sinai: registriamo altri due omicidi
Vite stuprate. Angoscia per gli eritrei
Dramma eritrei, l'appello alla Ue: subito intervento umanitario
Sinai, eritrei. Hanno preso 100 di noi, aiutateci!
Un dramma di povera gente
Per gli eritrei ore di speranza e di paura
Profughi sul Sinai: nuovo appello
Eritrei rapiiti: siamo vicini alla liberazione?
Sinai, rifugiati eritrei: EveryOne denuncia i trafficanti assassini
Profughi sotto ricatto: cosa c’entra l’Italia?
«Siamo ridotti in catene». L’ultimo urlo degli eritrei
Profughi eritrei, un incontro al Senato
Papa: Preghiamo per gli ostaggi eritrei in Sinai. Basta con le violenze
Marchiati a fuoco e incatenati senz’acqua. Nuovo ultimatum per gli eritrei nel Sinai
Eritrei prigionieri, c'è speranza. I predoni nel mirino
Eritrei rapiti: reso noto luogo prigione
Sinai, rifugiati eritrei. Sappiamo dove sono. Ora intervengano le autorità
Sinai, rifugiati eritrei: i trafficanti minacciano di vendere gli organi degli ostaggi
Appello per gli eritrei prigionieri in Sinai: scriviamo alle ambasciate egiziane!
L'odissea dei profughi eritrei ostaggio dei trafficanti
Hanno ammazzato altri tre profughi eritrei. Nel Sinai l'incubo di un popolo in fuga
Profughi eritrei nel Sinai: i trafficanti ne torturano e uccidono altri tre
Rifugiati eritrei nel Sinai: bisogna evitare un massacro
Rifugiati eritrei nel Sinai: i trafficanti ne hanno assassinati tre
Profughi eritrei nel Sinai: sono in pericolo di vita
Se non pagate morirete qui. I ricatti dei trafficanti dopo gli accordi Italia-Libia
Profughi eritrei sequestrati in Egitto: 8 mila dollari per proseguire il viaggio
Interrogazione del senatore Pietro Marcenaro sugli eritrei in ostaggio dei trafficanti in Egitto
Egitto: 80 eritrei in ostaggio. Necessario intervento delle autorità internazionali
http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=5820
http://www.flipnews.org/italia/underground_3/blog/index.php?option=com_content&tas...
http://www.dirittodicritica.com/2010/12/17/eritrei-sinai-khaled-rafah-10415/
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=37733&print=preview
http://www.diritto.net/diritto-di-critica/8256-da-oltre-un-mese-chiusi-...
http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2010/12/...
http://www.avvenire.it/Mondo/Eritrei+tra+poche+ore...
http://www.dailyblog.it/localizzati-i-migranti-eritrei-rapiti-dai-trafficanti-nel-s...
http://www.avvenire.it/Mondo/eritrei3dic_201012031841366870000.htm
http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=...
http://www.ilquotidianoitaliano.it/esteri/2010/11/news/egitto-80-...
http://www.asper-eritrea.com/home-dettaglio.asp?i...
http://www.italnews.info/2010/12/03/i-profughi-eritrei-ne...
http://www.zoes.it/it/content/campagna/appello-urgente-pr...
http://www.africanews.it/profughi-eritrei-nel-sinai-in-pericolo-vita/
http://www.improntalaquila.org/2010/11/28/articolo13075/
http://www.brogi.info/2010/11/gli-eritrei-scappati-dalla-libia-ora-in-catene-nel...
http://www.bosnewslife.com/14515-eritrea-refugees-detained-in-sinai-desert-group-says
http://www.youtube.com/watch?v=bahFKFhwp64&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=GDH2hru_-2Y&NR=1&feature=fvwp

























