
Trattiamo casi di famiglie che vivono nascoste in luoghi inospitali e malsani, senza cure, senza speranze, nel terrore della deportazione. Nei Cie si susseguono situazioni umanitarie spaventose, con maltrattamenti, atti di autolesionismo e deportazioni verso Paesi in crisi umanitaria o dove sono in atto persecuzioni.
I respingimenti provocano drammi indicibili e lutti. Per non parlare delle ultime famiglie Rom rimaste in Italia, a cui è riservato ogni genere di vessazione e di rifiuto. Chi si occupa dei loro diritti, in Italia viene perseguitato - da politici, autorità e procure - in uguale misura, come se fosse un “nemico pubblico” (un grave caso di persecuzione politico-giudiziaria che ci colpisce attualmente è oggetto di indagine da parte della Commissione europea e dell’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani). E che dire della cittadinanza, che solo apparentemente richiede in Italia 10 anni, ma che è stata portata in tutte le prefetture (in contrasto con la Direttiva Ue) a 10 + 4 (minimo). 14/15 anni per avere una cittadinanza!
E tutti con l’obbligo di documentare di aver sempre avuto una residenza, un’abitabilità con criteri quasi irraggiungibili, un lavoro in regola (che colpa ha lo straniero se a volte chi dà lavoro o affitta non si cura di tali aspetti?). Cos’altro ancora (non solo in Libia, ma intorno a noi, ogni giorno) per dimostrare il livello di cieca intolleranza raggiunto, la triste realtà di un ritorno a bieche supremazie, promosse da movimenti intolleranti che remano, nell’indifferenza, contro un’ideale nobile di Italia unita e solidale? Cos’altro ancora perché qualcuno cominci ad allarmarsi e a compiere qualche “passo indietro”?
Intanto, Lei ci regala un po’ di speranza. Ci auguriamo che nel Parlamento italiano, magari nascosti, vi siano tanti altri uomini e donne del Suo valore e con le Sue idee. Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau - Gruppo EveryOne
Nella foto, il senatore Enrico Pianetta
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