Situazione attuale dei profughi africani nelle mani dei predoni in Egitto, reazioni da parte delle istituzioni internazionali, prospettive e speranze sia per la sorte dei migranti ancora in catene, sia riguardo all'urgenza di iniziare a combattere efficacemente il traffico di migranti, di schiavi e di organi umani.

Erano i trafficanti della famiglia Sawarqa e da quel momento la speranza dei 250 profughi eritrei, etiopi, somali e sudanesi si trasformava in un incubo. Venivano condotti nel quartiere meridionale di Rafah, nel nord del Sinai, all'interno di una green-house recintata. Il beduino palestinese Abu Khaled, noto guerrigliero di Hamas e schiavista, l'etiope rinnegato Fatawi Mahari e 20 predoni-guerriglieri erano adesso i loro carcerieri. Incatenati alle caviglie e chiusi in gruppi all'interno di container metallici interrati, ricevevano una pagnotta al giorno, acqua sporca e raramente mezza scatola di sardine. I trafficanti lasciavano loro i telefonini, perché potessero comunicare con i parenti e chiedere denaro. A ognuno dei profughi venivano chiesti altri 8000 dollari. Nel primo periodo di detenzione a Rafah, tre ragazzi africani erano freddati a colpi di pistola. Pochi giorni dopo altri tre venivano massacrati a bastonate. Successivamente due diaconi ortodossi facevano la stessa fine. Altri erano ridotti in fin di vita.
Abu Khaled spiegava le modalità del pagamento del riscatto: i parenti dovevano versare a più riprese quote di 300 o 500 dollari, avvalendosi dell'agenzia di money transfer Western Union: una forma di pagamento difficilmente rintracciabile, perché una volta versato, sempre a beneficiari diversi, il denaro poteva essere incassato in qualsiasi città all'interno dell'Egitto. Gli aguzzini torturavano i prigionieri con ferri roventi, batterie e cavi elettrici, coltelli e frammenti acuminati di vetro. Le ragazze subivano violentissimi stupri di gruppo a un ritmo quotidiano. Chi riusciva a completare il pagamento del riscatto veniva condotto, senza più il cellulare a disposizione, in un'altra località del Nord del Sinai. Quindi, svincolati dal debito a dal ricatto, i profughi venivano liberati presso la frontiera israeliana in gruppi di 15/20. Dopo la campagna internazionale e le pressioni sull'Egitto affinché i ragazzi africani fossero liberati, i trafficanti hanno affrettato i tempi. Molti profughi africani sono stati arrestati al confine dalla polizia egiziana e trasferiti nelle carceri militari, accusati di immigrazione illegale e destinati al rimpatrio coatto. Altri gruppi hanno raggiunto lo stato ebraico, dove sono stati identificati, condotti in un centro di accoglienza e quindi affidati alle cure dei Medici per i Diritti Umani di Jaffa. Oggi restano a Rafah, nel frutteto di Abu Khaled, da 40 a 50 africani, fra cui sei donne.

Oggi pomeriggio è prevista la riunione fra i capi tribù beduini del governatorato del nord del Sinai, con la firma di un documento di impegno alla lotta contro il traffico di esseri umani. Contemporaneamente, prende il via a Tripoli, in Libia, la Conferenza sui Migranti Africani, cui partecipano parlamentari, intellettuali, giornalisti, medici e operatori umanitari di origine africana, provenienti da tutta Europa. L'Italia è rappresentata dall'onorevole Jean Léonard Touadi, parlamentare di origine congolese. Durante la Conferenza verrà fondata l'Unione internazionale dei migranti africani, organismo giuridico deputato al monitoraggio della condizione dei migranti africani e in particolar modo delle donne e dei bambini. La preoccupazione delle organizzazioni per i diritti umani che tutelano i profughi africani è che il meeting possa servire al dittatore libico Muammar Gheddafi per legittimare le sue politiche disumane nei riguardi dei migranti che in LIbia vengono arrestati dalle autorità, incarcerati e quindi deportati verso i paesi da cui sono fuggiti, per sottrarsi a persecuzioni e gravi crisi umanitarie. Kedija e Dawit, due giovani profughi eritrei liberati dai trafficanti e attualmente in Israele rivolgono un appello all'onorevole Touadi: "Onorevole, chieda alle Nazioni Unite e all'Unione europea di non abbandonarci e di aiutarci a trovare un posto dove vivere fino quando non si fermeranno guerre e persecuzioni nel nostro paese".
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Link correlati (beppegrillo.it ha scelto quale titolo per il pezzo di Roberto Malini "Perché non dormi fratello?" che richiama una bella canzone di Sergio Endrigo):
http://www.beppegrillo.it/2011/01/perche_non_dormi_fratello/index.html?s=rss
http://frammentivocalimo.blogspot.com/2011/01/sergio-endrigo-perche-non-dormi.html
http://www.blitzquotidiano.it/dai-blog/perche-non-dormi-fratello-713240/
http://tuttonotizie.netsons.org/beppe-grillo/20795-perche-non-dormi-fratello
http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=5820
http://www.flipnews.org/italia/underground_3/blog/index.php?option=com_content&tas...
http://www.dirittodicritica.com/2010/12/17/eritrei-sinai-khaled-rafah-10415/
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=37733&print=preview
http://www.diritto.net/diritto-di-critica/8256-da-oltre-un-mese-chiusi-...
http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2010/12/...
http://www.avvenire.it/Mondo/Eritrei+tra+poche+ore...
http://www.dailyblog.it/localizzati-i-migranti-eritrei-rapiti-dai-trafficanti-nel-s...
http://www.avvenire.it/Mondo/eritrei3dic_201012031841366870000.htm
http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=...
http://www.ilquotidianoitaliano.it/esteri/2010/11/news/egitto-80-...
http://www.asper-eritrea.com/home-dettaglio.asp?i...
http://www.italnews.info/2010/12/03/i-profughi-eritrei-ne...
http://www.zoes.it/it/content/campagna/appello-urgente-pr...
http://www.africanews.it/profughi-eritrei-nel-sinai-in-pericolo-vita/
http://www.improntalaquila.org/2010/11/28/articolo13075/
http://www.brogi.info/2010/11/gli-eritrei-scappati-dalla-libia-ora-in-catene-nel...
http://www.bosnewslife.com/14515-eritrea-refugees-detained-in-sinai-desert-group-says
http://www.youtube.com/watch?v=bahFKFhwp64&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=GDH2hru_-2Y&NR=1&feature=fvwp

























