Milano, 17 gennaio 2011. I trafficanti del Sinai hanno liberato un altro gruppo di profughi africani. Ha ricevuto la notizia don Mussiè Zerai, il sacerdote eritreo presidente dell'agenzia Habeshia.

Nelle ultime settimane, anche grazie alla campagna internazionale promossa della nostra organizzazione insieme al Global Crisis Solution Center di Tel Aviv - campagna che chiedeva di superare gli accordi di Camp David fra Egitto e Israele, secondo i quali la polizia di frontiera poteva usare solo armamenti leggeri -, le forze dell'ordine hanno ottenuto un equipaggiamento adeguato alla sfida contro i trafficanti. Un'iniziativa del ministero dell'Interno che tuttavia non risulta sufficiente, perché i predoni vantano ancora una superiorità numerica, di organizzazione e di esperienza sul territorio". Le indagini condotte da EveryOne rivelano aspetti inquietanti, riguardo alla gestione del traffico di esseri umani. "Alcuni funzionari di sicurezza ci hanno confermato da aver paura ad affrontare le bande beduine. Non è solo la palese inferiorità bellica a preoccuparli, ma la particolare aggressività dei trafficanti, che in alcuni casi hanno attaccato le stazioni di polizia nel deserto per liberare alcuni dei loro complici arrestati nel corso dei pattugliamenti. 'Spesso i predoni hanno legami di parentela e prima di andarsene con il loro congiunto massacrano tutti gli agenti presenti nella stazione di confine,' ha dichiarato recentemente un poliziotto del nord del Sinai a un giornale locale". Il giro di affari delle tribù coinvolte nei traffici raggiunge alcune centinaia di milioni di dollari ogni anno, proventi che derivano dal contrabbando di armi, droga, esseri umani, ma anche da quello di cibo e farmaci. Persino il viagra possiede un'alta redditività, sul mercato nero. Le forze dell'ordine sono suddivise in dieci battaglioni adibiti al controllo della frontiera, due a problemi di sicurezza, cinque alla lotta al traffico di stupefacenti e due contro la tratta dei migranti.
"Abbiamo parlato con un ex agente del corpo di frontiera," continua EveryOne," il quale ci ha confermato la gravità del problema delle bande beduine, ma ci ha anche rivelato che la polizia del nord del Sinai è molto corrotta e che i trafficanti hanno molti agenti nel loro libro paga. E' per questo che ben di rado i predoni finiscono in manette ed è per lo stesso motivo che i capi-trafficanti possono gestire impunemente campi di prigionia e tortura sul territorio di città popolose come Rafah o Arish. L'Egitto, però, ha già strutturato un corpo militare di forze speciali, pronte ad entrare in azione contro i trafficanti. L'operazione, concordata con il governo israeliano e ancora coperta da segreto militare, potrebbe riequilibrare a breve il rapporto di forze. Per fronteggiare la piaga del traffico saranno impiegati carri armati, elicotteri e artiglieria pesante". Alcuni giornali italiani hanno ipotizzato che vi sia il rischio di vendita dei prigionieri da una banda all'altra di trafficanti. "In Italia, ma anche in Europa, si ha un'idea nebulosa della tratta di migranti nel Sinai, "proseguono gli attivisti. "Il traffico di esseri umani e di organi fa parte delle attività che finanziano il terrorismo internazionale. Le bande Rashaida e Sawarqa non lavorano autonomamente, ma sono integrate nel movimento terroristico Al-Qaeda. Bisogna abbandonare l'idea di bande nomadi che agiscono senza organizzazione e pensare ai predoni del XXI secolo come una moderna struttura paramilitare.
Il centro strategico di Al Qaeda, che è l'obiettivo primario dei corpi speciali pronti a entrare in azione, si trova nella valle Wadi Omar, nel Sinai centrale: una zona montagnosa le cui roccaforti sono difficili da espugnare. Un risultato importantissimo della nostra campagna contro il traffico di esseri umani nel Sinai è quello di aver indotto l'Egitto a stringere i tempi e rendere la vita dura ai mercanti di esseri umani, organi e armi". L'annunciata riunione dei capi-beduini, prevista per sabato 15 gennaio vicino a Rafah è stata annullata. "L'annuncio della riunione e della firma di un documento contro il traffico si è rivelato un tentativo da parte dei trafficanti di gettare fumo negli occhi del mondo civile," spiega EveryOne. "I promotori del meeting erano in realtà gli stessi trafficanti e in particolare quelli della tribù Al Tarabin, le cui bande si occupano della fase finale della tratta di migranti. I beduini di Al Tarabin, infatti, conducono i gruppi di profughi che hanno pagato il riscatto dai campi di prigionia al confine con lo stato di Israele. Appartiene alla tribù Al Tarabin l'uomo che l'intelligence egiziana sospetta essere il capo del traffico di esseri umani nel Sinai: Abu Lafi, membro di spicco di Al Qaeda delegato ai rapporti con la dirigenza di Hamas. Anche Abu Khaled lavora alle dipendenze di Abu Lafi". I beduini nel Sinai sono circa 600.000, suddivisi in 12 tribù. A partire dall'11 settembre 2001, le ideologie jihadiste hanno ottenuto ampia diffusione fra i giovani beduini. "L'attentato delle Twin Towers fu accolto con euforia nei Territori Palestinesi e nel Sinai egiziano, " spiegano gli attivisti. "In internet si trovano diversi video* che mostrano scene di festa in piazza, cui parteciparono centinaia di adolescenti e bambini. La tragedia di New York fu vissuta da loro come un giorno di gloria, una rivalsa contro il 'grande satana occidentale'. Per motivi di opportunità politica, la presenza di Al Qaeda in quelle zone calde del medio oriente e i legami fra i movimenti estremisti palestinesi e quelli terroristici e criminali vennero sottovalutati, consentendo l'escalation dei traffici, che si sono sviluppati fino alla dimensione attuale, che è fuori controllo e hanno dato corpo a una potente 'banca' in grado di finanziare la ricostruzione del terrorismo islamico".
Nella foto, terroristi di Al Qaeda
* Per esempio: http://www.youtube.com/watch?v=oMOZvbYJMvU&feature=related
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http://frammentivocalimo.blogspot.com/2011/01/sergio-endrigo-perche-non-dormi.html
http://www.blitzquotidiano.it/dai-blog/perche-non-dormi-fratello-713240/
http://tuttonotizie.netsons.org/beppe-grillo/20795-perche-non-dormi-fratello
http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=5820
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http://www.dirittodicritica.com/2010/12/17/eritrei-sinai-khaled-rafah-10415/
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http://www.ilquotidianoitaliano.it/esteri/2010/11/news/egitto-80-...
http://www.asper-eritrea.com/home-dettaglio.asp?i...
http://www.italnews.info/2010/12/03/i-profughi-eritrei-ne...
http://www.zoes.it/it/content/campagna/appello-urgente-pr...
http://www.africanews.it/profughi-eritrei-nel-sinai-in-pericolo-vita/
http://www.improntalaquila.org/2010/11/28/articolo13075/
http://www.brogi.info/2010/11/gli-eritrei-scappati-dalla-libia-ora-in-catene-nel...
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http://www.youtube.com/watch?v=bahFKFhwp64&feature=related
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