Importante: la campagna per Azad cambia
Roma, 2 gennaio 2011. La campagna per la vita di Azad subisce un cambiamento. Purtroppo la Norvegia deporta regolarmente le persone omosessuali in fuga da regimi che reprimono, condannano e spesso uccidono gay e lesbiche.
Negli ultimi tempi, su 52 richieste di asilo documentate da prove da parte di uomini gay, oltre 40 sono state rifiutate e i profughi deportati. Nessuno, in Norvegia, neanche le associazioni LGBT, offrono tutela ai profughi omosessuali. Il nome del giovane gay presente in questa campagna è sbagliato e non corrisponde al profugo iracheno in pericolo di deportazione.
Questo errore è frutto delle politiche norvegesi che impediscono alla società civile di venire a conoscenza dei veri nomi delle vittime gay di deportazione. Manterremo solo il nome proprio Azad, rivolgendo la campagna non a un singolo omosessuale a rischio di deportazione, ma a tutte le vittime di tali politiche omofobe che violano la Convenzione di Ginevra sui Rifugiati e sono causa di decine di tragedie umanitarie ogni anno. Salviamo i tanti Azad che la Norvegia rimpatria, verso l'intolleranza, la violenza e la morte.
Roma, 28 Dicembre 2011. L'Alta Corte di Oslo ha respinto la richiesta di asilo politico di Azad, un 33enne iracheno di etnia curda, che vive in Norvegia con il proprio compagno.

La corte, di conseguenza, ha invitato il giovane omosessuale a non manifestare pubblicamente la propria inclinazione sessuale una volta deportato, per evitare qualsiasi forma di persecuzione.
La spaventosa ignoranza dimostrata dall'Alta Corte norvegese mette in pericolo la vita del giovane. Il Gruppo EveryOne sta lavorando affinché la deportazione non venga eseguita. Invitiamo gli utenti a contattare l'organizzazione e unirsi alla lotta per la salvezza del giovane.
Nella foto, l'ingresso del palazzo di giustizia a Oslo





























